Essendo un adoratore di finali molte delle mie recensioni potrebbero contenere *SPOILER*!
Sappiatelo.
Utenti avvisati...
..poi non dite che non ve lo avevo detto...
Ecco a voi il trailer del nuovo film di Salvatores. Beh De Luigi in gran spolvero piu’ tutti gli aficionados del gruppo storico che porto’ Salvatores all’Oscar con Mediterraneo. E anche se Come Dio Comanda non fu all’altezza delle aspettative (soprattutto per chi aveva letto il libro) questo film diventa uno degli imperdibili di questa primavera.
Saverio: Parisina, mi è venuta un’idea, forse, per liberare Vitellozzo.
Parisina: Grazie Mario!
Saverio: No! Che grazie Mario! Dicevo, stanotte, a ME è venuta un’idea, forse, per liberare Vitellozzo!
Parisina: Grazie Mario!
Dopo le simpatiche parole sulla chiusura del FUS che lasciarono basiti dalla superficialita’ anche chi solo al cinema ci era passato per sbaglio davanti andando a fare la spesa, Brunetta, il ministro forse piu’ alto e benvoluto degli ultimi 150 anni, ha voluto dire la sua sulla Mostra del Cinema di Venezia:
La Mostra del Cinema di Venezia deve guardare all’esempio di Cannes, diventata negli anni “una mostra-mercato degli audiovisivi di livello mondiale”. Lo sostiene il ministro Renato Brunetta, candidato del centrodestra a sindaco di Venezia, criticando, scrive l’Ansa, la kermesse lagunare, “che si arrotola sempre più sulla premiazione di film pachistani, indiani e iraniani che nessuno poi va a vedere”. Per Brunetta la Mostra veneziana potrebbe trasformarsi “in una struttura per il mercato dell’audiovisivo”.
Caro Ministro Brunetta. L’anno scorso ha vinto The Wrestler, un film statunitense, quest’anno ha vinto Lebanon. Cosi’, forse perche non lo sapeva… era giusto informarla visto che e’ caduto in una gaffe tanto banale…
E comunque la funzione primaria di un festival come quello di Venezia non e’ mercificare la settima arte ma trovare grandi opere e consacrarle alla storia del Cinema. Lo ha fatto egregiamente l’anno scorso con the Wrestler e quest’anno con Lebanon…
E anche Cannes fa la stessa cosa… glielo assicuro… lo sa per caso chi ha vinto quest’anno a Cannes? Me lo sa dire?
La settima arte lasciamola stare per piacere…
- Phobe in wonderland, Daniel Barnz 2008
Phobe e’ una bambina molto speciale. Ha una passione irrefrenabile per Alice in Wonderland, Alice nel paese delle meraviglie. Lei stessa si vede molto simile ad Alice, piccola bionda e carina rappresenta l’incarnazione della protagonista del libro di Caroll.
Ma che cosa e’ wonderland? Il Paese delle meraviglie? Un posto dove si puo’ fare tutto quello che si vuole. Un posto dove si puo’ dire tutto quello che si vuole.
Non come nella realta’ dove la piccola Phoene non riesce a trattenere certe frasi e non riesce a non fare certe cose. Man mano che cresce i momenti di tensione diventano sempre di piu’ ma la piccola Phoebe non riesce a trattenere i suoi impulsi. E’ sindrome di Tourette. Ma questa piccola anomalia in realta’ disegna tutta la difficolta’ che anche una piccola bambina, amata e con genitori innamorati, ha nel crescere.
Chi non ha sognato da piccolo, e non solo, di lasciare la realta’ per Wonderland?
L’immaginazione che combatte con le prime strette e insulse regole che la vita ci pone davanti ne e’ la base fondante…
Quello che ne esce e’ una bella metafora della difficolta’ di crescere che tutti abbiamo avuto.
In fondo Wonderland c’e’ per tutti.
Welcome to Wonderland.
Due facce della stessa medaglia. Il Cinema Italiano famoso nel mondo, per il quale siamo ancora adesso stimati e citati, e il cinema piu’ nazional popolare di quel trash di un tempo.
Due film in contemporanea. Quale sceglierai?
(Sono sicuro che prima o poi sara’ utilizzato per uccidere qualcuno in un film. Qualcuno con un iPad che gli spunta dalla testa. E Steve jobs direbbe questo non e’ quello che volevo. )
Com’e’ l’amore? Beh un gioco facile da iniziare difficile da finire. Questo e’ il motto di questo piccolo film. Singles. Anche se il film di per se non e’ uno di quelli che rivoluzionano il cinema ci si possono trovare differenti spunti e uno spaccato di come erano i trentenni nel 1992 cioe’ (o mio dio) oramai quasi venti anni fa.
Le storie d’amore che nascono muoiono e rinascono per incomprensioni e maledette segreterie telefoniche rotte. Insomma nulla di nuovo sotto il sole.
Come non apprezzare le piccole comparsate di Paul Giamatti e Tim Burton.
E cosa ci fanno in piccoli camei personaggi del calibro di Eddie Vedder (Pearl Jam), Layne Staley, Michael Starr (Alice in Chains), Ben Shepherd (Soundgarden)?
Come era l’amore al tempo del Grunge?