Qualcuno mi ha rubato AnnieH All – Ovvero come imparai a vedere il documentario Woody April 26th, 2013
Pensieri Cinefili, Varie Cinematografiche
Sono un grande fan di Woody Allen. Non credo di averlo mai nascosto a nessuno. E un documentario è a tutti gli effetti sempre quell’atto di apologia di Woody Allen che non riesco mai ad evitare…
Il documentario di Robert B. Weide in particolare non racconta nulla di quello che non sapevamo tutti già. Anzi su alcune cose ci sono grossolane imprecisioni e tagli imbarazzanti. A volte la critica cinematografica di alcune sui opere (inaccettabile lo stroncamento a prescindere di Stardust Memories) risulta lacunosa e molto imprecisa.
Ma… ma con le interviste forse riesce a raccontarci qualcosa di più.
Ho sempre pensato che il Woody Allen migliore sia stato quello di Manhattan e Annie Hall. Quello delle prime, passatemi il termine, commedie romantiche in cui scandagliava la sua anima e quelle delle sue compagne.
Il miglior Woody Allen è stato quello che coincide con la storia d’amore con Diane Keaton ancora una volta a sottolineare come non si è isole ma ognuno di noi costruisce una parte di se con i pezzi che ha intorno.
E perché. Perché Woody che sei sempre stato un mio mito, perché ti sei messo con quella cozza amorfa di tua moglie ora? Perché un uomo che ha amato Mia Farrow, Diane Keaton e Louise Lasser, donne belle intelligenti e divertenti, si mette con una persona che non ha nemmeno visto tutti i suoi film. (E che giustamente nel film non viene nemmeno intervistata).
La risposta è semplice. Woody voleva qualcosa di semplice e lo ha ottenuto cosí.
In tutto vediamo in questo documentario la sua profonda crescita dettata anche dagli amori cinematografici. Come il suo cinema sia stato prima figlio dello slapstick di Buster Keaton per poi crescere e evolvere in un cinema vicino a Bergman e Fellini.
Ma su tutte c’e’ un immagine di un backstage con Diane Keaton (per quel che mi riguarda la sua musa più prolifica) che recita la sua parte imitando la madre di Woody Allen. La cosa non è esilarante. Eppure Woody ride. Ride in modo completamente goffo e inspiegabile. E la gente intorno a loro ride ma per la situazione, perché Woody ride a crepapelle di una cosa che non fa tanto ridere. Uno dei più grandi comici viventi ride di una cosa che non fa ridere.
O forse ridono per l’imbarazzo dell’essere testimoni di una piccola magia, di un piccolo momento privato che solo Diane Keaton e Woody Allen avranno appreso appieno. Erano testimoni di una magia che non si poteva spiegare.
Sono due giorni che cerco il DVD di Annie Hall (sciagurata la traduzione italiana di Io e Annie) ma non riesco a trovarlo.
Qualcuno deve avermi rubato Annie Hall.
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PS: ho scritto di Woody Allen in passato. Essenzialmente di Annie Hall e di Anything Else. Fateci un giro.















