Cinema Blog

…there’s a new movie sheriff in town…

Archive for January, 2006

Scusate il ritardo - Numero 5 January 30th, 2006

Integralismi cinematografici

Nel 1982 viene pubblicato Scusato il ritardo, film scritto diretto e interpretato dalla buon�anima di Massimo Troisi.

Troisi nasce nel piccolo cabaret e li sfonda. Memorabili ed esilaranti sono le scenette de �La Smorfia� con gli amici Lello Arena e Enzo Decaro, che li porter� al successo e alla notoriet�.

Chi si aspettava un film incentrato sul personaggio comico di Troisi, sulla sua comicit� e sulla sua �Napoletanit� (anche se lui stesso ci teneva a precisare che le sue origini erano di San Giorgio a Cremano), forse rimane un po� deluso. Scusate il ritardo parla di un personaggio agrodolce, dolce e pur triste, per certi versi anche svogliato.
Certo la comicit� prorompente e tutta partenopea c�� e si vede. Ma la storia che ci racconta Troisi � pi� che un semplice soppalco fatto per reggere le scenette comiche di un ex cabarettista.

Vincenzo, giovane disoccupato e nullafacente, incontra Anna (De Sio) e si sente attratto da lei. L�approccio � triviale, oserei dire quasi olimpico: attacca bottone e tenta un approccio con fini sentimentali solo perch� �l�importante � partecipare�. Mi spiego meglio. Vincenzo � molto svogliato. Apatico � la parola giusta. Provarci o non provarci in realt� non cambiava molto per il suo personaggio. Ma ci prova per tentare il gesto atletico.
L�apatia � cos� legata a questo personaggio che porta praticamente immediatamente la noia e la routine nel rapporto fra loro due. E anche se lui non fa molto Anna si butta con tutta se stessa nel rapporto e si innamora di Vincenzo.

E qui subentra il personaggio di Tonino (Arena). � stato appena lasciato dalla ragazza ed � nella disperazione fino al collo. Ma � chiaro fin dall�inizio che � quella disperazione finta, fatta per attirare l�attenzione su di se: quindi lo troviamo sotto la pioggia con Vincenzo, che si ammaler�, ad urlare �io penso sempre a lei� oppure a far finta di volersi suicidare alla stazione anche qui sotto la pioggia.

Quello che Vincenzo fa, come amico, � stargli vicino. Ma lo fa quasi come obbligo. Svogliato anche in questo non sopporta le paturnie filodrammatiche di Tonino e poco dopo si stufa di consolarlo e lo asseconda, anche nelle sue incongruenze da disperato.
Scherzi del Destino, il fato invertir� le cose e sar� poi Tonino che non si tirer� indietro e goffamente cercher� di stargli vicino.

Tutto nasce dal fatto che Anna non accetta il modo di amare di Vincenzo. Infatti Vincenzo non dimostra il suo amore e riduce il loro rapporti a incontri privati la domenica pomeriggio.
Sar� proprio Anna che dir� a Vincenzo: �� proprio inutile siamo troppo diveri io e te�.
La scena, nonostante la tragicit� dell�argomento, risulta molto divertente. Vincenzo mentre Anna parla accende la radio e quando scopre che il Cesena sta battendo il Napoli, a Napoli! Anna naturalmente si infuria non capendo che quella � una scena tipica maschile. Lui lo fa senza cattiveria e con tutte le intenzioni di continuare a sentire il discorso di Anna. Ma, come tutti i maschietti italiani avrebbero fatto, la mano innavertitamente accende la radio e innavertitamente l�orecchio percepisce il risultato del napoli.
In quel momento Anna capir� che i loro modi di amare sono troppo diversi. Anna vuole essere rassicurata. Vuole che Vincenzo le dica quanto la ama, che le faccia i complimenti, anche i pi� stupidi: �non mi hai mai detto che belle gambe che hai�. Vincenzo semplicemente vive i suoi sentimenti come tutto il resto della sua vita, in modo svogliato.
� la scena centrale del film. Tutto cambia. E Troisi riesce a crearla in modo speciale. Per tutto il tempo della scena � presente una strana unione di emozioni molto forti: da una parte il dolore per l�imminente rottura della coppia, Anna soffre e non riesce a tenere il peso del rapporto per entrambi e lo spettatore in qualche modo solidarizza con lei, dall�altra le battute di Vincenzo non riescono a non far ridere lo spettatore.
Questa scena me la ricorder� sempre per la profeticit�: Vincenzo parlando del Napoli che perde contro il Cesena dir� �se continua cos� va a finire che finisce in serie B�. Per chi non � appassionato di calcio il Napoli nella stagione 2004/2005 e nella stagione 2005/2006 ha militato in C1. E io soffro tutte le domeniche.

Tornando al film, vorrei sottolineare come siano ben riusciti i siparietti comici che avvengono nella famiglia di Vincenzo. Vincenzo vive con la madre, la sorella, il cognato e la sua nipotina. In pi� c�� anche il fratello; attore comico di successo che riceve premi ed � conosciuto in tutta italia: vi ricorda qualcuno?
Molto divertente � vedere come Vincenzo viva il conflitto con suo fratello, come la madre e la sorella difendano il fratello famoso e lo proteggano sempre.
Anna lascer� Vincenzo e lui capir� forse per la prima volta cosa vuol dire stare male per amore. Tonino, ora felicemente fidanzato e finalmente sereno, avr� il privilegio di cercar di sollervargli il morale.
Quando si rincontreranno Anna dir� �anzi guarda io sono proprio contenta che stai male�. Ora lei sa che Vincenzo teneva, in un modo tutto suo, al loro rapporto.
Ma le cose sono cambiate e Anna ormai ha preso una decisione: parte e torna a Perugia.
Vincenzo capisce che rischia di perderla veramente. E le chieder� di non partire. Quello che segue � l�espressione ultima del genio Troisi. Quanto sarebbe stato difficile o banale finire un film con un �s� rimango� e un bacio.
Anna invece inizia la sua risposta con un �se devo essere sincera�� e Vincenzo la blocca con un �No! perch� mica� puoi dire pure una bugia�.
Il film finisce cos�. Senza una fine. Cosa succeder� � non � dato saperlo.
Oh � pi� forte di me, io adoro i finali aperti.

Certo posso capire che per chi non mastica la sonorit� del dialetto partenopeo questo, come tutti i film di Massimo Troisi, pu� risultare un pochino difficile da comprendere e perdendo molto battute lo spettatore potrebbe non apprezzarlo.
Ma Troisi � fatto cos� o lo si ama o lo si odia.
E io l�ho sempre amato.

Vi lascio, come mio solito con un piccolo pezzo estratto dal film:

Tonino - Dopo tre anni ci stava un certo rapporto ci stava. Ad esempio io con lei all�inizio mi pareva brutto dirle che non mi piaceva la salsa coi semi e con le pellecchie. E me la mangiavo. Poi in tre anni una parla si capisce comunica, all�inizio le pellecchie le spostavo perch� proprio non mi piacevano poi uno parla e ci siamo trovati d�accordo. Per� ci ho messo tre anni a farle capire che non mi piaceva mo� piglio mi metto con un�altra e comincio tutto da capo� io non ce la faccio.

Vincenzo - Che significa Toni� scusa. Cio� secondo me che invece tu dovresti non lo so migliorare� � un�esperienza che t�adda fa migliorare. Cio� senza perdere pi� tempo tre anni� Mo vidi a una che pensi che su per gi� pensi che te pu� piace�� appena te presenti �piacere Tonino non mi piace la salsa coi semi e le pellecchie�� into una vota Ton� recuperi tre anni� cio� fai un passo avanti secondo me�
[�] Guarda io volevo delle cosa che tu non mi dai vado da un�altra che me le da

Anna - E certo tanto per te l�amore e la passione sono cose che non esistono proprio � vero? Funziona come quando vai dal salumerie dici �Buongiorno vorrei della mortadella� �Non ce l�ho� � e va beh non fa niente vado da un altro che me la da� Che c�entra questo tanto mica sei innamorato del salumiere tu.

Arancia Meccanica - Mo’s Two Cents n 3 January 28th, 2006

Mo's Two Cents

E� buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo

Cari lettori, eccoci giunti al terzo appuntamento con i Mo�s Two Cents, con il quale proseguiamo l�itinerario dedicato al cinema di Kubrick. Oggi vi parler�, come l�osservatore attento avr� gi� intuito, di Arancia Meccanica, uno dei film pi� discussi, criticati e censurati (in Inghilterra ne fu vietata la proiezione fino a non molto tempo fa) del cinema moderno.
Non vorrei dire sempre le stesse cose, ma se avete ben presente il film vi renderete perfettamente conto di come questo affronti temi che sono ancora estremamente attuali, pur essendo un film del 1971. Si parla di violenza nella societ�, di come questa violenza venga trattata da chi comanda, di controllo della personalit�, si accenna al tema dell�utilizzo dei mezzi di informazione (che verr� affrontato pi� ampiamente da Full Metal Jacket).
Arancia Meccanica � tratto da un breve romanzo di Anthony Burgess, pubblicato una decina d�anni prima, del quale Kubrick aveva acquistato da alcuni anni i diritti, in attesa di trarne un soggetto per un film (tanto per cambiare la sceneggiatura se la scrive lui).
Una caratteristica assolutamente geniale di questo film � la colonna sonora, che alterna brani di musica classica nelle loro versioni tradizionali agli arrangiamenti elettronici di Walter/Wendy Carlos (all�epoca era ancora Walter, mi pare), che ritmano e fanno da contrappunto alle scene di ultraviolenza. La particolarit� dell�accompagnamento musicale, unita all�uso magistrale della macchina da presa che alterna inquadrature statiche e �fotografiche� a lunghi tratti di macchina a mano, creando quel tono ironico e dissacrante, che spesso si ritrova nei film di Kubrick, e che ha molto irritato l�osservatore bigotto e superficiale, inducendolo a puntare il dito contro questa presunta istigazione alla violenza.
Se voi osservatori un po� pi� arguti ed attenti avete visionato tutto il film, non vi sarete certo lasciati sfuggire la sua struttura, perfettamente simmetrica e funzionale.
La prima parte del film ci presenta Alex e i suoi Drughi, e le loro malefatte quotidiane. E� lo stesso Alex a presentare s� stesso e i suoi compari, ed � lui che commenta spesso l�azione. L�alternanza delle inquadrature, soprattutto nella scena a casa di Mr.Alexander, ci porta ad avere il punto di vista ora di Alex, ora delle sue vittime. La violenza � presentata come un balletto, accompagnato dalla musica (non a caso la rissa iniziale � ambientata in un teatro), e tutto sembra quasi una finzione, la violenza vera ci appare come una �messa in scena�, un po� buffa e ridicola.
Tutto cambia quando Alex viene arrestato e viene scelto per la cura Ludovico. Ora la violenza proposta � quella della cura, una violenza fatta di immagini, che appaiono per� �veramente vere�. Ancora una volta siamo portati ad assumere il punto di vista del protagonista, e questa cura ci appare molto pi� violenta dei reati che abbiamo visto commettere fino a poco prima.
Con la presunta guarigione di Alex arriviamo all�asse di simmetria del film. In rapida sequenza vengono riproposti i luoghi e i personaggi della prima met� della storia, ma ora Alex � la vittima, e la societ� � il suo carnefice. Il predatore � ora la preda, � diventato pi� debole dei deboli che era abituato a vessare per puro divertimento.
In queste fasi la critica sociale di Kubrick raggiunge, secondo me, i momenti pi� aspri: trovo esemplare la scena in cui persino il cappellano della prigione, che ci era stato presentato come il solito prete sempliciotto e un po� ottuso, si accorge che la cura ha annientato la personalit? di Alex, e quindi non c�� stata nessuna redenzione, ma soltanto un brutale lavaggio del cervello. A questo aggiungete la polizia che recluta tra le sue fila i due ex malviventi e la famiglia che non esita a rimpiazzare il figlio degenere, anche se �forse � anche un po� colpa nostra�, e capite bene che ce n�� per tutti.
Alex barcolla da un pestaggio all�altro, incapace di reagire, e finisce nelle mani di Mr.Alexander, scrittore sinistrorso e progressista, che non si lascia sfuggire l�occasione di sfruttare il ragazzo per scopi politici. Anche il democratico scrittore, per�, si trasforma in una belva feroce (ottima interpretazione di Patrick Magee) e consuma la sua truce vendetta, torturando crudelmente il suo aggressore.
Nel finale vi viene proposta la seconda guarigione di Alex, ovviamente opposta alla prima. Sta a noi decidere se sia tornato tutto come prima o meno, e quale sia l�Alex migliore; sta a noi decidere se sia meglio �Mi hanno rimesso in sesto� o �Ero guarito, eccome!�

Ci sarebbero un sacco di altre cose da dire, ma purtroppo sono in ritardo e quindi per ora chiudo qui, ovviamente il dibattito � aperto. Se vi interessa vi consiglio una lettura di approfondimento: �Stanley Kubrick: L�Arancia Meccanica� di G.Cremonini, editrice Lindau, ottimo ed economico libercolo.

Babba bia a tutti!!

Amnésia - Numero 4 January 23rd, 2006

Integralismi cinematografici

2002 Salvatores esce con un nuovo film. Produzione Italo-Spagnola. Completamente girato ad Ibiza. Ha ricominciato a scrivere i suoi soggetti gi� con Denti. E il risultato � ottimo.

Amn�sia � una storia di intrecci, una storia di due odi di due figli verso i loro padri. E di come questi due odi evolvono e crescono per poi trasformarsi.

Tutto inizia con la morte di un amico comune a tutti i personaggi del film, iniziano due storie complementari. Le due storie di intrecceranno e saranno l�una parte fondamentale dell�altra.

E qui sta la furbizia di Salvatores. Entrambe le storie sono composte da una voglia di rivincita del figlio nei confronti del padre, un odio, quasi generazionale, immotivato.
Luce (Stella) odia Sandro (Abatantuono) perch� � sempre stato assente nella sua vita. � tornata per dire a suo padre che � incinta e per farlo soffrire. Solo per questo.
Poi arriva l�eclissi di sole che copre l�intera isola con l�oscurit� e le storie cambiano il loro andamento. Infatti a causa dell�eclissi Luce scopre il vero lavoro del padre, regista pornografico, e capisce che il padre non � quel bacchettone che in fondo pensava che fosse. E quando anche Sandro scopre che la figlia non � una �stronza come la madre� capisce che sono, in fondo, molto simili e molto vicini.
Da l� iniziano a parlare di loro due di quello che � stata la loro vita fino a quel momento. Quasi volessero recuperare in una sola notte tutti quei anni lasciati indietro per quella strana incomprensione.
La figlia, conosciuto finalmente il padre, decide di svelargli il suo segreto: lei � incinta e vuole che suo padre sia anche il padre del bambino.
Una nuova vita quindi sia per lei che per Sandro che ora ha una seconda opportunit� per essere padre.

Jorge (Ochandiano) � il figlio del temuto e irreprensibile capo della polizia. Ha un vita completamente sballata: donne alcol droghe. � il capo del suo gruppettino che comanda e si lasciano comandare.
Il padre (Puigcorb�) copre le malefatte del figlio che si caccia sempre in qualche casino. Fino a quando non decide di metterlo alle strette per rimetterlo in riga.
Non riconoscendo pi� la sua autorit� disobbedisce e scopre che suo padre, l�irreprensibile capo della polizia, vive una storia omosessuale in gran segreto. Utilizzer� Jorge questa informazione per ricattarlo.
Jorge � un personaggio pressoch� perfido. Senza il minimo scrupolo non si fa problemi a vendicarsi con il padre e a ricattarlo nei peggiori dei modi solo per avere quello che vuole lui.
Interessante � una discussione che ha con i suoi amici di disavventure in cui divide il mondo femminile fra �bimbe-barbie� e le �bimbe-bomba�. E poi c�� il sogno di una bimba romantica, cosa impossibile al dire di Jorge.
In realt� poi Jorge incontrer� Luce e ne rimarr� folgorato. Importantissima la scena in cui Luce cammina tra la folla con una rosa in mano. Sembra quasi la descrizione di come Jorge rimanga impressionato da tanta bellezza.
Jorge per un secondo cambia, diventa un gentiluomo e corteggia la bella Luce, la corteggia e la impressiona. Poi un ragazzo si intromette e lo stesso Jorge dice a Luce �Ti chiedo scusa Ni�a romantica ma ora sar� violento e crudele�, e torna lo Jorge di sempre.
Non sopportando il ricatto Il padre di Jorge avr� un ictus che lo costringer� per il resto della sua vita ad uno stato vegetale. Come Luce, che comunque � un personaggio positivo, cresce perch� mette alla luce un bambino qui Jorge � costretto a crescere perch� quasi punito da un�entit� superiore.
Infatti sar� costretto a prendersi cura del padre che, nonostante tutto, ha la meglio sul figlio.

Poi ad unire le due storie in qualche modo c�� Angelino (Rubini).
Angelino trova una valigetta con quattro chili di cocaina. Pensa sia un regalo dall�alto. La possibilit� per poter svoltare nella vita. Cerca in tutti i modi di venderla a qualche grossista ma alla fine il carico viene perduto.
La prestazione di Rubini � magistrale. Uno dei migliori attori che ci sono in italia al momento. Il suo personaggio cresce. Combatte cercando di perseguire la via sbagliata per arrivare ad una meta giusta, dare una vita migliore alla sua compagna e al suo futuro figlio. Cosa che succeder� perch� vedremo poi Angelino, fiero imminente pap�, che si guarda ad uno specchio e si dice incredulo �oh hai una famiglia eh? una vera famiglia! io l�ho sempre detto che questa � una terra benedetta!�.
La genialit� del soggetto � in realt� la storia di Vincente e Virginie (Martines). La loro storia non la vediamo. Ne vediamo solo i risultati: Vincente in galera per un omicidio che non ha commesso e Virginie che gestisce un ristorante, sognando tutti i giorni di scappare via da quella terra maledetta con il suo amore.
La storia ce la raccontano per� pezzettino per pezzettino tutti i vari personaggi: scopriamo cos� che Vincente per amore ha fatto qualche cosa che non doveva fare e gli � stata affibbiata anche la colpa di qualche cosa che non aveva commesso, condannandolo a dieci anni di galera e rovinando cos�, a detta della stessa Virginie, la storia d�amore pi� intensa che lei avesse mai vissuto.
Ecco il fatto che questa storia non viene vissuta dallo spettatore ma viene solo raccontata � geniale. Come sar� stato il loro amore? Quali gli errori? Non � dato saperlo e solo la fantasia dello spettatore pu� colmare questa lacuna.

Particolare anche il personaggio del grasso smerciatore di droga. Potrebbe essere solo un cattivo e basta. O anche meno, solo un ostacolo al raggiungimento della meta di Angelino. Ma Salvatores ce lo dipinge a tuttotondo. Ha problemi con sua moglie ed � anche un padre. Si confida con una prostituta e le racconta tutti i suoi problemi, parla della sua famiglia dei suoi sogni disillusi del suo amore per i Beatles. Peccato poi la ragazza gli dica �Lo siento. No hablo ingl�s�. Solo questa scena vale il prezzo del biglietto.
Il film di per se � molto ben fatto. Dalla sceneggiatura che con questi incroci e intrecci diventa molto accantivante, alla fotografia, che nei film di Salvatores mi � sempre piaciuta, ma che in questo film � veramente eccezionale.
Menzione speciale al montaggio che � molto ben fatto: moderno, veloce quando deve essere veloce e pi� leggero e posato quando serve, in pi� con una strizzata d�occhi a certi cartoni giapponesi e al cinema pulp tarantinesco.

Vi lascio con un piccolo monologo di Jorge, personaggio perfido � vero, ma magistralmente interpretato da Rub�n Ochandiano:

La verit� cari signori � che siamo degli animali, animali fatti per stare in gruppo. Annusarsi toccarsi emozionarsi. I soldi per le discotece le caramellele canne e tutto il resto non sono un lusso sono una necessit� ! ci vogliono morti pronti per quelle loro bare schifose che chiamano uffici case famiglie. A me per� non mi avrete bastardi perch� io so volare. so volaaaare voolaaaaaaaaaaaaaaaaaree.

Teo’s Invitational January 22nd, 2006

Varie su di me

Vince Coffee and Cigarettes per Disqualification.

riproporr� l�invitational pi� avanti�
Teo

2001 Odissea nello Spazio - Mo’s Two Cents n2 January 21st, 2006

Mo's Two Cents

�How much would we appreciate LA GIOCONDA today if Leonardo had written at the bottom of the canvas: �This lady is smiling slightly because she has rotten teeth� � or �because she�s hiding a secret from her lover.� It would shut off the viewer�s appreciation and shackle him to a �reality� other than his own. I don�t want that to happen to 2001.�

Cari lettori, questa difficile recensione (che mi fa un po� paura, ma il Capo Redattore ci teneva tanto) non poteva iniziare che con le parole dello stesso Kubrick, che ci spiega come sia inutile scervellarsi con questioni del tipo �chiss� cosa voleva dire con questo� �io questo film non lo capisco� �tu il film non l�hai capito�, ecc.
SK, nella bellissima intervista a Playboy da cui ho tratto la citazione iniziale, definisce il suo film �esperienza non verbale� e �esperienza visiva�.

Fatte queste doverose premesse ovviamente non mi cimenter� con ardite interpretazioni del film, visto che sono stati scritti quintali di libri e articoli a riguardo. Non � importante cercare di capire 2001 associandolo a Nietzsche, alla religione, alla vita extraterrestre e via dicendo, io vi consiglio di affrontarne la visione in tranquillit� , facendovi una vostra idea e dando ai simboli che ci vengono proposti il significato che preferite.

2001: Odissea nello spazio divide l�esistenza dell�uomo in tre �capitoli�, e i passaggi tra una fase e l�altra sono scanditi dalle apparizioni del monolito nero, al quale sono stati attribuiti i significati pi� vari. �L�alba dell�uomo� inizia con i primati che, al cospetto del monolito, diventano uomini soltanto quando scoprono la prima rudimentale tecnologia, subito sfruttata per imporsi sugli altri in modo violento. Da questo si passa, con una brutale ellissi, all�uomo dei viaggi spaziali che si avvicina nuovamente, incuriosito e spaventato, all�incognita del monolito, icona di ci� che l�uomo ancora non riesce a spiegare, nemmeno all�apice del suo progresso tecnologico. La storia dell�uomo dalla preistoria al terzo millennio non � particolarmente rilevante ai fini del nostro viaggio, e sembra essere servita solamente a produrre i dialoghi sterili, pieni di luoghi comuni e atteggiamenti di circostanza che scandiscono le sequenze ambientate sulla base spaziale e sulla luna. Con la seconda apparizione del monolito si parte per il viaggio �verso l�infinito e oltre�, nel quale l�uomo (rappresentato dall�astronauta David Bowman, personaggio del quale non sappiamo assolutamente nulla) si trova ad affrontare la macchina HAL9000. Kubrick affronta uno dei temi classici della fantascienza: la possibilit� di creare una macchina perfetta, che possa prendere vita appropriandosi delle emozioni umane, diventando cos� migliore dell�uomo che l�ha creata. In 2001 � proprio la capacit� di sconfiggere questa creatura sfuggita al controllo che permette a Bowman di ultimare il suo viaggio, spingendosi oltre l�infinito.
Con la terza apparizione del monolito, dal bianco silenzioso dell�astronave Discovery che viaggia nel vuoto interplanetario veniamo gettati in un tunnel di colori e suoni stridenti, in un viaggio extradimensionale. Questa astratta esperienza sensoriale ci proietta su quello che dovrebbe essere il pianeta Giove, anche se, a mio modo di vedere, ci troviamo ormai in un non-luogo, fuori dallo spazio e dal tempo che noi conosciamo, nuovamente avvolti da un ambiente candido, ovattato e silenzioso. Qui si chiude il lungo viaggio dell�uomo, in un�atmosfera onirica, con un gioco di cambi di punti di vista. La quarta apparizione del monolito sancisce la fine di un ciclo vitale, seguito da una rinascita, con il feto astrale che ci osserva, come vi accennavo nella puntata precedente.

Abbiamo visto che il monolito appare per quattro volte, e si inserisce come quarto oggetto nella triade di sfere terra-luna-sole: potrebbe quindi rappresentare la quarta dimensione, la dimensione del tempo. Il monolito � per� anche un oggetto alieno, inspiegabile e inattaccabile, che sembra essere in grado di dare e togliere la vita, non potrebbe quindi trattarsi di un manufatto proveniente da un�altra civilt�, o di una rappresentazione di Dio.
Kubrick ci dice (sempre nell�intervista a Playboy) che � probabile che esista una vita extraterrestre, ed � altrettanto probabile che sia una civilt� molto pi� antica della nostra. Queste forme di vita potrebbero essere passate dalla fragile forma di organismi biologici, a macchine immortali, cos� come potrebbero aver superato la necessit� di un involucro materiale, trasformandosi in entit� di puro spirito ed energia.

Sperando di aver scritto qualcosa di comprensibile e non troppo banale, passo a voi la parola: attendo i vostri commenti sul film e sono a disposizione per curiosit� e aneddoti sul film.
Chiudo con una chicca: 2001 � stato girato in 70 mm. Normalmente i film in 70mm (il Cinerama, se non erro) erano girati usando 3 macchine da presa che riprendevano la stessa scena, per evitare che l�immagine risultasse distorta ai margini. Kubrick ha girato 2001 con una sola macchina da presa, adattando delle speciali lenti della Zeiss, che permisero di ottenere un immagine sufficientemente �grandangolare� e non distorta.

�Giro giro tondo, io giro intorno al mondo�� Babba bia!!

La Venticiquesima Ora - Paolo Ciotta January 20th, 2006

AA.VV Siamo tutti recensionisti

Un cane picchiato in mezzo a un ponte sull’Hudson e subito si ha la netta sensazione di non avere la minima di quello che ci aspetta! E mentre si è ipnotizzati dal faccione gonfio di Ed Norton che tenta di dormire sul sedile dell’auto del padre, ci si sente incredibilmente pieni. Avete capito di avere davanti agli occhi la definizione perfetta di “emozione”. Ciò che il registra ci ha voluto sbattere in faccia, ciò che ha elegantemente mantenuto velato, persino quello che non c’è, i cambi di ritmo che si susseguono repentini, contribuiscono a creare un’atmosfera di sospensione, un’apparente stasi del tempo in cui le cose non accadono ma emozionano ugualmente. Quell’ora che non esiste ma che tutti abbiamo desiderato, agognato o sognato almeno una volta, quel momento in cui tutti ci siamo sentiti noi stessi come mai nella vita reale.

Si comincia a vacillare anche quando le fondamenta dei propri principi vengono pesantemente minate da domande banalissime a cui improvvisamente diamo risposte incerte, piene di “se” e di “ma”, come se facessimo affidamento ad una risposta che inevitabilmente dovrà giungere in nostro aiuto con il suo carico di ovvietà e luoghi comuni. Sappiate che difficilmente tale risposta ci soccorrerà e quesiti come chi sono i “buoni” e chi i “cattivi”, cosa è “bene” e cosa ”male” rimarranno insoluti.

A questa sorta di giudizio universale dell’anima, non sfuggono nemmeno due valori come l’amore e l’amicizia. Concetti tanto preziosi in potenza quanto corrotti nella pratica della vita comune. Nel film si intravedono entrambe le facce di questa medaglia. Sentimenti che contribuiscono a fare di un individuo, un soggetto degno di guardarsi allo specchio; capace di riconoscere i propri errori e di accettarne le conseguenze; in grado di rendersi conto del valore di ciò che perde e di disperarsene! Sentimenti che vengono messi in fortemente in discussione anche quando sembra impossibile dubitare di un tale attaccamento. Certezze vittime di insinuazioni di uno “Jago” interpretato da un russo, e del seme della shakespeariana gelosia che contagia più della peste metà dei protagonisti e la parte più cinica degli spettatori.

L’unico consiglio che mi permetto di darvi è quello di guardare questo film in perfetta solitudine, magari dopo una giornata stressante e vuota. Non è un toccasana, non è un rimedio all’infelicità, non garantisco risultati, ma almeno dopo due ore vi sentirete di nuovo vivi.

Buona visione.

Paolo Ciotta

Un po’ di info…

Il film è uscito nel 2002, il regista è Spike Lee(Fa’ la cosa giusta, Lei mi odia, He got game), gli attori principali sono l’ormai innegabilmente Grande Edward Norton (Fight club, Schegge di paura), la sempre splendida Rosario Dawson (Rent, Sin City), Philip Seymour Hoffman (Quasi Famosi, Flawless), Barry Pepper (Salvate il soldato Ryan, We were soldiers).

Santa Maradona - Numero 3 January 15th, 2006

Integralismi cinematografici

Santa Maradona � il film di esordio del giovane regista emergente Marco Ponti.

Che dire? perch� mi piace questo film?

Beh� da nostalgico tifoso del Napoli non posso non apprezzare l�apertura del film. Un montaggio a tempo di musica (dell�omonima canzone dei Mano Negra) di tutti i pi� bei gol del mitico Pibe de oro. Il film dopo poteva anche essere una boiata pazzesca ma i titoli di testa mi mettono sempre in quella situazione emozionale per cui il film mi piace di sicuro.

E poi, alla faccia dei vari Muccino e Muccinino presenti nelle sale, questo � la risposta fresca e seria del cinema giovane Italiano. Una fotografia dal colore pieno e intenso, un montaggio molto ritmato e azzeccato. E un attore, dal mio punto di vista, veramente bravo. A quei pochi che avranno pensato che sto parlando di Accorsi posso dire solo �bravi allocchi�.
Accorsi � un attore normale, decente diciamo, forse apprezzabile quando fa un personaggio tagliato apposta per lui cio� un trentenne con poca, pochissima voglia di crescere.
Io in realt� parlavo di Libero De Rienzo. Cosa deve fare un attore in poche parole? trasmettere emozioni. Bene quando c�� lui che recita le emozioni passano che sia l�ilarit� del personaggio o la rabbia.
Tornando al film c�� da dire che qualche pecca qua e l� c��, ma � lo stesso Ponti che ci dice che prima del primo ciack lui non aveva mai visto una macchina da presa 35mm. L�inesperienza rende il tutto un pochino pi� genuino e sentito, la storia � piena di amore per piccole cose ed � piena di tanti, tantissimi �se faccio mai un film questa cosa ce la metto� che rende un film, in qualche modo, unico.

Ed � cos� che un film deve essere. Deve trasmettere la voglia di raccontare una storia o di raccontare un modo di raccontare una storia.

� questo che fa Ponti. La storia di per s� non � niente di eccezionale. Ma ci racconta il suo modo di raccontare. Come in un musical americano dove dopo un po� di recitato i personaggi si fermano e cominciano a ballare, qui scopriamo Andrea e Bart che si fermano e parlano di intertestualit�, di amore, di �business del cazzo�, di cambiare le loro vite.

Due trentenni che non vedono un futuro davanti a loro, che si rendono conto che questo non � il migliore dei mondi possibili ma � proprio questa condizione che li inchioda al divano davanti alla televisione. Andrea (Accorsi) non riesce a trovare un lavoro e vive con troppa leggerezza e facilit� ogni piccola delusione che la vita gli propone. Bart (De Rienzo) d�altro canto �non ha un sogno nel cassetto�, anzi, �non ha nemmeno un cassetto in cui metterlo questo sogno�.
Post laureati con un forte voglia di non crescere. Poi arriva Dolores (Caprioli) e qualcosa cambia.
�Con Dolores � diverso� dice lo stesso Andrea poco prima che qualcosa cambi. Lei confida un segreto insospettabile e insopportabile e Andrea decide di scappare. Non tanto dal segreto ma dalla proprie responsabilit�.
C�� da dire che il personaggio di Dolores � fantastico. � comprensibile di come Andrea ci si sia innamorato al primo incontro/scontro. A parte la bellezza oggettiva di Anita Caprioli che la rende quasi eterea, il personaggio di Dolores � strano, vive un po� sulle nuvole. Ha un sogno nel cassetto e sbaglia nel cercare di perseguirlo.
Marco Ponti riesce a spiegare perfettamente con le immagini l�atto dell�innamoramento. Mentre lei parla di alcune sue fisime cinematografiche, il regista si sofferma su differenti particolari. Gli occhi, la bocca, il seno. In poche, pochissime inquadrature riesce a far innamorare anche lo spettatore di quello spettacolo che � Dolores.
La magia del personaggio Dolores esce per� fuori in tutto il suo splendore quando spiega alla sua amica Lucia cos�� per lei l�amore per Andrea. Ed ecco la trovata geniale lo spiega paragonandolo ad uno dei gol pi� incredibili dove un giocatore rimane sospeso in aria quasi volasse, ecco per lei l�amore per Andrea � la stessa cosa.

Andrea e Bart, si rendono conto che questa non � il migliore dei mondi e capiscono che non possono stare a casa e non provare a cambiarlo. Ecco, qui sta il cardine del film. Non � importante riuscire a cambiare il mondo. L�importante � provarci.
Lo capisce per primo Andrea ma � solo con la forza disperata di Bart che riescono a uscire dalla situazione. Bart urla addosso al suo amico tutta la sua frustrazione e tutta la sua rabbia.
E poi succede una cosa strana. Si siedono sul divano e guardando la televisione vedono il finale di Butch Cassidy. Il film si intreccia cos� con la storia e Andrea e Bart, che non hanno davanti un intero esercito da affrontare con sole due pistole, capiscono che i loro ostacoli sono solo verbali.
Ed ecco che Ponti, rifacendosi ad uno dei finali pi� belli della storia del cinema, ci prova anche lui. Il film finisce nel modo migliore con l�inizio della nuova vita di Bart e Andrea: �e adesso cominciamo sistemare le cose�. Un fermo immagine di loro due che si stanno alzando dal divano per andare a cambiare il mondo. Adoro i finali cos�.

�Il film si chiama Santa Maradona perch� tutti i personaggi vorrebbero essere come lui. Nel calcio si gioca in un campo con delle regole ben fissate ma che all�interno del campo di gioco non � obbligatorio seguire pedestramente le regole ma ogni tanto, una volta nella vita, si pu� avere un colpo di genio. Anche se si sa che poi la si pagher�.� Ci spiega Ponti.

Ecco Andrea ma soprattutto Bart vorrebbero essere come Maradona, che segna un gol nella sua partita pi� importante (inghilterra-argentina) di mano, per poi dire che � stata la mano di Dio.
E io ci aggiungo anche, per poi fare il gol pi� bello e famoso della storia del calcio, attraversando l�intero campo di calcio e facendosi beffe con le sue movenze da ballerino dell�intera difesa anglosassone.

E vi lascio ancora con un pezzo tratto dal film. Questo � il discorso di Bart ad Andrea. Fino a quel momento lui era stato neutrale e aveva supportato l�amico. Fino a quando sbotta in una violenza verbale e una forza recitativa veramente notevole

Sono io quello che va ai colloqui sapendo gi� che li vuole perdere? Sono io che ho incontrato una donna straordinaria e le ha ditrutto la vita? perch� mi sono cacato sotto dalla paura?[�]
se sono tutte stronzate dimmi perch� adesso non esci da quella porta e la smetti di imitare la vita e la smetti di prenderti per il culo e cominci a fare le cose sul serio e ti trovi uno schifo di lavoro e vai in ginocchio da quella donna a chiedere perdono per il male che le hai fatto e per lo stronzo che sei stato con lei.
E se la tua partita non � ancora finita cerchi di riacciuffare un�occasione rarissima che ti � capitata. Di vivere la vita da persona normale.
Me lo sai spiegare?

Il Dottor Stranamore - Il mio primo nichelino January 13th, 2006

Mo's Two Cents

Cari lettori, essendo stato colto da invidia per le interessanti recensioni di questo blog, ci provo anche io a parlare di un film, e di un regista, che ho sempre adorato. Il regista, purtroppo per me, � Stanley Kubrick, uno dei maestri pi� discussi della storia del cinema, quindi non sar� facile parlarne in modo dignitoso. Dato che non me la sento di affrontare le opere pi� conosciute del Maestro, mi oriento su un film che mi sembra leggermente sottovalutato da molti anche se offre innumerevoli spunti di discussione, e un sacco di aneddoti interessanti.
Scopro le mie carte: vi parler� de �Il Dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba�, che avrebbe dovuto essere coetaneo di 8 e �, ultimo film recensito dal Vitolani. L�uscita fu per� ritardata ai primi mesi del 1964, a causa dell�omicidio del presidente Kennedy. Il Dr. Stranamore si colloca, nella produzione di Kubrick, dopo Lolita, film che ha segnato la �fuga� del regista dagli USA all�Inghilterra. Questa pellicola d� anche inizio ad una trilogia nella quale Kubrick ci illustra la sua visione sulla natura dell�uomo, con tre film apparentemente diversi tra loro, ma legati da un forte filo conduttore. Si parla, ovviamente, di 2001 (1968) e Arancia Meccanica (1971).
Visto che mi sto gi� dilungando troppo, passiamo a parlare del cast: come attore protagonista Kubrick richiama Peter Sellers, il �trasformista� Quilty di Lolita, al quale viene richiesto di interpretare ben quattro ruoli: il Presidente Muffley, il Capitano Mandrake, il Dr. Stranamore e il Maggiore T.J. �King� Kong. Sellers �, assieme a Sterling Hayden (il Generale Jack D. Ripper) uno dei pochi attori che Kubrick ripropone in pi� di un film.
Fin dalle prime immagini capiamo che il Dr. Stranamore � ricco di buffe allusioni sessuali, infatti i titoli di testa appaiono sulle immagini di due B-52 che �copulano� nel cielo. Subito dopo una seria voce fuori campo ci spiega come il mondo, durante la guerra fredda, sia sotto la costante minaccia di una guerra nucleare, e ci viene spiegato che i bombardieri americani sono sempre pronti a convergere sull�Unione Sovietica con le loro testate devastanti. Le allusioni alla sfera sessuale tornano a farsi largo quando ci vengono presentati i personaggi, tutti introdotti nei primi minuti del film, con i loro nomi decisamente buffi, che vi ho gi� anticipato.
L�osservatore attento a questo punto alzerebbe la mano: �Ma come, il Maggiore Kong non � Peter Sellers, hai sbagliato!� Ed ecco pronto l�aneddoto: Sellers inizia le riprese interpretando anche il pilota, e si fa addirittura fare un corso accelerato di accento Texano, ma poi si rompe una gamba, e non pu� pi� recitare negli spazi angusti dell�abitacolo del bombardiere. Come ci dice lo stesso Kubrick, Sellers non poteva essere sostituito da un altro attore, nessuno sarebbe all�altezza, deve essere sostituito da un uomo. Ecco quindi che viene chiamato a recitare Slim Pickens, cowboy nei film e nella vita, che interpreta quasi il ruolo di s� stesso.
Vi riassumo brevemente la trama: il generale Ripper, ossessionato dalla minaccia dei comunisti, che secondo lui stanno cercando di inquinare i fluidi vitali e le essenze della popolazione mondiale, riesce ad inviare un ordine d�attacco nucleare ai bombardieri americani. Il Generale si isola nella sua base, assieme al Capitano Mandrake della RAF, in modo che nessuno possa accedere al codice per revocare l�attacco, che solo Ripper conosce. La scena si sposta nella war room, dove il Presidente Muffley riunisce il suo stato maggiore, che d� vita ad un�improbabile riunione d�emergenza. Come in tutto il film, nella war room si alternano momenti di solenne seriet� a scene grottesche ed esilaranti, in un uso magistrale della satira. Il presidente � l�unico personaggio che si mantiene quasi sempre serio, ma deve affrontare situazioni incredibili: la rissa tra il Generale Turgidson, fervente patriota, e l�ambasciatore russo, ovviamente fiero comunista, la telefonata al presidente russo ubriaco, la reticenza del Generale e le rivalit� interne tra i capi dell�esercito. La satira geniale di Kubrick come sempre non risparmia nessuno, da entrambe le parti. Anche il presidente, infatti, non � privo di colpe, dato che � stato lui ad approvare i piani d�attacco che hanno consentito al folle Ripper di scatenare la minaccia nucleare.
In tutto questo io vedo una grande attualit�, anche se il film ha ormai pi� di 40 anni. Non lasciatevi ingannare dall�argomento della guerra fredda, che sembra essere ormai morta e sepolta. I personaggi messi in scena da Kubrick, le loro fobie e i loro pregiudizi, sono tranquillamente riportabili al nostro terzo millennio. Il Maestro, come sempre, ci illustra i difetti e le contraddizioni insiti nella natura umana e chi si ferma alla trama e alla descrizione degli eventi magari si diverir� lo stesso a vedere il film, ma si accontenta di poco.
Il terzo ambiente in cui gli eventi si svolgono � il B-52, perfettamente ricostruito, alla faccia dell�esecito americano che rifiuta a Kubrick ogni aiuto, temendo la natura satirica del film, per poi rimanere a bocca aperta di fronte a una riproduzione impeccabile. L�equipaggio eterogeneo guidato dal Maggiore Kong si dirige inesorabile verso l�obiettivo e anche qui si alternano momenti di zelo e professionalit� militare a scenette buffe, a tratti grottesche, che culminano nella celeberrima cavalcata fallica del cowboy texano sulla bomba.
Memorabile � anche il delirio finale del Dottor Stranamore, che cade in preda al suo nazismo mal represso e propone il suo folle piano per sfuggire all��ordigno fine di mondo�.
Per non svelare troppo a chi non ha visto il film, mi fermo qui e spendo ancora qualche parola per l�interpretazione di Peter Sellers, che secondo me incarna esattamente l�attore che Kubrick voleva. Il regista, infatti, era di certo un maniaco del dettaglio, ma amava stravolgere le cose sul set, all�ultimo momento, e voleva che gli attori prendessero l�iniziativa, anche distaccandosi dal copione. Sellers non si fa pregare, e delle battute del copione ripete si e no tre righe in tutto improvvisando totalmente, e qui gli aneddoti si sprecano. Il raffreddore del Presidente � un�invenzione dell�attore, e il guanto di pelle del Dottor Stranamore era uno dei guanti che Kubrick usava per svitare le lampade del set, che gli viene sottratto e usato per la mano incontrollabile dello scienziato tedesco.
Sellers a parte, di tutto il resto si occupa Kubrick in prima persona, come sempre. Regia, sceneggiatura, scenografia (la sala ovale era stata progettata in modo diverso, e stravolta da Stanley all�ultimo momento), fotografia, alcune delle riprese, la colonna sonora come sempre ottima e fondamentale per lo sviluppo del film.
E� proprio con la colonna sonora che Kubrick ci saluta dandoci appuntamento al prossimo episodio della sua opera, con la canzonetta anni �40 �We�ll meet again�, che accompagna le immagini delle esplosioni nucleari. Lui lo ritrovate quattro anni dopo, quando all�olocausto atomico segue l�alba dell�uomo di 2001, io per ora mi congedo, se la mia opera sar� gradita ho tenuto da parte un sacco di aneddoti gustosi, se possono interessare (non ho neanche parlato della scena finale tagliata).
La prima puntata dei Mo�s Two Cents si conclude qui�.

Mein Fuehrer, I can walk!!! Babba bia!!

Teo’s Invitational - First Strike January 13th, 2006

Varie su di me

Allora� funziona cos�

Voi commentate questo post proponendo dei film da recensire: avete tempo fino a Domenica sera (facciamo a mezzanotte) per proporre un film.

Da Domenica avrete una settimana per votare un sondaggio su questo blog su quattro film scelti fra quelli proposti da voi.

Il film vincitore sar

Otto e mezzo - Numero 2 January 9th, 2006

Integralismi cinematografici

Come si fa a parlare di un non-film? come si fa a descrivere un non-genere? Secondo me � questo che Federico Fellini ha pensato sfregandosi le mani dalla contentezza mentre progettava questo film.

Federico pensa, scrive e dirige questo film uscito nelle sale nel 1963 e, da allora, � entrato nella storia della cinematografia mondiale. � diventato un punto fermo. Un esempio che molto registi, anche i pi� famosi, non hanno mai avuto il coraggio di imitare.

Guido Anselmi (Marcello Mastroianni) � un regista alle prese con la sua ultima creatura, il suo film pi� atteso e controverso. � oggettivamente, nonostante certe �provocatorie� rivelazioni di Fellini stesso, un alter ego del regista. E lo si capisce quasi da subito.

Il film inizia con un sogno dove Guido sogna di volare e dove un signore, che si scoprir� essere poi il critico cinematografico, lo riporter� a terra facendolo precipitare. � comunque un film pieno di riferimenti, doppi sensi e ammiccamenti a quella che era il modo di pensare di Fellini, che da buon artista quale era, geniale e sorprendente, si divertiva a giocare con critici e criticini.

Tutto il film � strutturato a intrecci. Grandissimi intrecci. C�� la realt� a volte estremamente dura dalla quale Guido vuole fuggire: lo dimostra il fatto che il protagonista, come lo stesso Fellini nella Realt� (quella vera con la R maiuscola), � dipinto come un vero e proprio inguaribile bugiardo. Un buon bugiardo direbbe che lui amava raccontare storie. Fellini, che era un ottimo bugiardo, diceva che faceva Cinema.
Poi c�� la fantasia del protagonista, che vuole sfociare nel suo film. La sua fantasia cerca di sostituirsi alla grigia e, a volte, insopportabile realt�. Combatte con la realt� e la supera fin a quando la realt� vera sparisce per lasciare il posto a cio� che � il vero e proprio desiderio del protagonista�
E infine ci sono i ricordi. Fellini inizia qua un percorso che lo porter� fino ad Amarcord. I suoi ricordi di bambino di quando andava, di nascosto da tutti, a vedere la Saraghina che per pochi soldi si scopriva le spalle e ballava la rumba. Il suo primo approccio alla sessualit� completamente proibita e peccaminosa.
Questi tre filoni quindi, la realt�, l�immaginazione e il sogno e i ricordi si intrecciano in una trama fittissima. Molte volte non si � pi� in grado di capire quale delle tre emozioni sta vivendo il protagonista. Ed � questa forse uno dei punti di maggiore forza del film.
Il protagonista rimane in balia della situazione. � bloccato completamente nel suo lavoro da ben cinque mesi una crisi molto pi� profonda di quanto lui stesso voglia farci credere, ed � lui stesso che in un momento di lucidit� ce lo dice:
�Una crisi di ispiration? E se non fosse per niente passeggera signorino bello? Se fosse il crollo finale di un bugiardaccio senza pi� estro ne talento?�

Ecco in questa frase Guido ha paura di crederci. Tutti i personaggi vogliono da lui risposte, ma lui, per non doversi porre domande, scappa. L�unica voce amica non � la moglie ne l�amante ma la migliore amica della moglie che ha il coraggio di dire le cose che pensa di lui, cosa che tutti gli altri non si permettono di fare. Ed � quindi l�unica persona che cerca disperatamente per avere risposte su se stesso. Cosa che naturalmente non avviene.

La cosa che salta di pi� all�occhio � che ogni parte del film che lui pensa, immagina o racconta viene in qualche modo commentata e distrutta da un critico cinematografico. Il critico sommerge di parole e opinioni inutili Guido che ne ha chiesto la presenza evidentemente per punirsi in qualche modo. Infatti in un impeto di fantasia immaginer�, proprio quando sta visionando per l�ennesima volta i provini per il suo film, di mandare l�intellettuale all�impiccagione.
Come � facile pensare Fellini ha voluto giocare con la figura di questo critico. Se abbastanza spesso amato dalla critica e dal pubblico Fellini, come ogni persona con un minimo di lucidit� mentale, non ha mai apprezzato e ha sempre criticato tutta la schiera di intellettualoidi che giocavano a fare gli analisti con i suoi film. Ecco in questo film forse voleva mostrare (e lo ha fatto praticamente) come ogni interpretazione che il critico da fosse in realt� l�esatto opposto di quello che lui voleva comunicare, che risulta estremamente chiaro e semplice allo spettatore.

Tornando alla scena dei provini si pu� dire che Fellini ne abbia voluto fare uno dei cardini di questo film. Per la prima volta la sua immaginazione diventa realt�. I provini del cast sono la forma pi� reale della sua immaginazione che nasce e cresce dalla sua percezione della realt�. E si capisce per la prima volta il perch� di un regista nella pi� profonda delle confusioni. Il Cinema, e quindi la sua fantasia, ricopre la realt�. E il risultato � estremamente doloroso per lui e per la moglie Luisa. Da l� vuole scappare e rifugiarsi di nuovo in quella fantasia che non pu�, e questo punto non deve, diventare realt�.
Luisa, la moglie di per la prima di Guido, per la prima volta vede la realt� con gli occhi di suo marito. E decide di lasciarlo.

Quindi Guido � in questa situazione di stallo dalla quale non riesce ad uscire. Fino a quando decide che il film non si deve fare. Una scelta coraggiosa che lui stesso non si aspettava ma che probabilmente segna la maturazione del personaggio.
E mentre il critico lo innonda di inutili parole Guido rivede tutti i suoi personaggi, �le sue dolcissime creature�, tutte finalmente vestite di bianco, un bianco candido e puro.
Inizia cos� la passerella finale del film. Tutti i suoi personaggi si stringono finalmente intorno a Guido in un enorme abbraccio, un abbraccio che cerca e brama pi� di ogni altra cosa. Capisce in quel momento che lui non pu� fare a meno dei suoi personaggi, delle sue storie ne tantomeno delle sue bugie.

Ancora una volta Fellini decide di tirare fuori il suo genio e lo fa nel modo pi� sorprendente possibile. Io me lo vedo Federico Fellini che, raggiunta questa parte del copione comincia a ridacchiare pensando allo scherzetto che ha orchestrato ai suoi amici critici. Infatti fino ad un attimo prima questo film si poneva comunque come pane per i loro denti. Ne avrebbero scritto libri interi analizzando e controanalizzando la complessit� dell�essere Felliniano (lui stesso afferm� �Avevo sempre sognato, da grande, di fare l�aggettivo.�).
E lui invece decide di spiazzarli completamente facendo finire il film con un monologo dello stesso Guido e nella passerella finale che sono, a mio parere, una spiegazione chiara e lampante di tutto il film.

Per farvene rendere maggiormente conto vi lascio con la trascrizione del monologo finale del protagonista Guido Anselmi/Federico Fellini

Ma che cos�� questo lampo di felicit� che mi da forza, vita?
Vi domando scusa dolcissime creature non avevo capito, non sapevo. Com�� giusto accettarvi, amarvi.
E come � semplice, Luisa.
Mi sento come liberato tutto mi sembra buono, tutto ha un senso, tutto � vero.
Ah come vorrei sapermi spiegare. Ma non so dire.
Ecco tutto ritorna come era prima, tutto � di nuovo confuso. Ma questa confusione sono io. Io come sono non come vorrei essere. E non mi fa pi� paura dire la verit� quella che non ho ancora trovato. Solo cos� mi sento vivo e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna.
� un festa la vita viviamola insieme.
Non so dirti altro Luisa ne a te ne agli altri.
Accettami cos� se puoi. � l�unico modo per tentare di trovarci.