Scusate il ritardo - Numero 5 January 30th, 2006
Integralismi cinematograficiNel 1982 viene pubblicato Scusato il ritardo, film scritto diretto e interpretato dalla buon’anima di Massimo Troisi.
Troisi nasce nel piccolo cabaret e li sfonda. Memorabili ed esilaranti sono le scenette de “La Smorfia” con gli amici Lello Arena e Enzo Decaro, che li portera’ al successo e alla notorieta’.
Chi si aspettava un film incentrato sul personaggio comico di Troisi, sulla sua comicità e sulla sua Napoletanità (anche se lui stesso ci teneva a precisare che le sue origini erano di San Giorgio a Cremano), forse rimane un po’ deluso. Scusate il ritardo parla di un personaggio agrodolce, dolce e pur triste, per certi versi anche svogliato.
Certo la comicità prorompente e tutta partenopea c’è e si vede. Ma la storia che ci racconta Troisi è più che un semplice soppalco fatto per reggere le scenette comiche di un ex cabarettista.
Vincenzo, giovane disoccupato e nullafacente, incontra Anna (De Sio) e si sente attratto da lei. L’approccio è triviale, oserei dire quasi olimpico: attacca bottone e tenta un approccio con fini sentimentali solo perchè “l’importante è partecipare”. Mi spiego meglio. Vincenzo è molto svogliato. Apatico é la parola giusta. Provarci o non provarci in realtà non cambiava molto per il suo personaggio. Ma ci prova per tentare il gesto atletico.
L’apatia è così legata a questo personaggio che porta praticamente immediatamente la noia e la routine nel rapporto fra loro due. E anche se lui non fa molto Anna si butta con tutta se stessa nel rapporto e si innamora di Vincenzo.
E qui subentra il personaggio di Tonino (Arena). E’ stato appena lasciato dalla ragazza ed è nella disperazione fino al collo. Ma è chiaro fin dall’inizio che è quella disperazione finta, fatta per attirare l’attenzione su di se: quindi lo troviamo sotto la pioggia con Vincenzo, che si ammalerà , ad urlare “io penso sempre a lei” oppure a far finta di volersi suicidare alla stazione anche qui sotto la pioggia.
Quello che Vincenzo fa, come amico, è stargli vicino. Ma lo fa quasi come obbligo. Svogliato anche in questo non sopporta le paturnie filodrammatiche di Tonino e poco dopo si stufa di consolarlo e lo asseconda, anche nelle sue incongruenze da disperato.
Scherzi del Destino, il fato invertirà le cose e sarà poi Tonino che non si tirerà indietro e goffamente cercherà di stargli vicino.
Tutto nasce dal fatto che Anna non accetta il modo di amare di Vincenzo. Infatti Vincenzo non dimostra il suo amore e riduce il loro rapporti a incontri privati la domenica pomeriggio.
Sarà proprio Anna che dirà a Vincenzo: “è proprio inutile siamo troppo diversi io e te”.
La scena, nonostante la tragicità dell’argomento, risulta molto divertente. Vincenzo mentre Anna parla accende la radio e quando scopre che il Cesena sta battendo il Napoli, a Napoli! Anna naturalmente si infuria non capendo che quella è una scena tipica maschile. Lui lo fa senza cattiveria e con tutte le intenzioni di continuare a sentire il discorso di Anna. Ma, come tutti i maschietti italiani avrebbero fatto, la mano innavertitamente accende la radio e innavertitamente l’orecchio percepisce il risultato del napoli.
In quel momento Anna capirà che i loro modi di amare sono troppo diversi. Anna vuole essere rassicurata. Vuole che Vincenzo le dica quanto la ama, che le faccia i complimenti, anche i più stupidi: “non mi hai mai detto che belle gambe che hai”. Vincenzo semplicemente vive i suoi sentimenti come tutto il resto della sua vita, in modo svogliato.
E’ la scena centrale del film. Tutto cambia. E Troisi riesce a crearla in modo speciale. Per tutto il tempo della scena è presente una strana unione di emozioni molto forti: da una parte il dolore per l’imminente rottura della coppia, Anna soffre e non riesce a tenere il peso del rapporto per entrambi e lo spettatore in qualche modo solidarizza con lei, dall’altra le battute di Vincenzo non riescono a non far ridere lo spettatore.
Questa scena me la ricorderò sempre per la profeticità : Vincenzo parlando del Napoli che perde contro il Cesena dirà “se continua così va a finire che finisce in serie B”. Per chi non è appassionato di calcio il Napoli nella stagione 2004/2005 e nella stagione 2005/2006 ha militato in C1. E io soffro tutte le domeniche.
Tornando al film, vorrei sottolineare come siano ben riusciti i siparietti comici che avvengono nella famiglia di Vincenzo. Vincenzo vive con la madre, la sorella, il cognato e la sua nipotina. In più c’è anche il fratello; attore comico di successo che riceve premi ed è conosciuto in tutta italia: vi ricorda qualcuno?
Molto divertente è vedere come Vincenzo viva il conflitto con suo fratello, come la madre e la sorella difendano il fratello famoso e lo proteggano sempre.
Anna lascerà Vincenzo e lui capirà forse per la prima volta cosa vuol dire stare male per amore. Tonino, ora felicemente fidanzato e finalmente sereno, avrà il privilegio di cercar di sollervargli il morale.
Quando si rincontreranno Anna dirà “anzi guarda io sono proprio contenta che stai male”. Ora lei sa che Vincenzo teneva, in un modo tutto suo, al loro rapporto.
Ma le cose sono cambiate e Anna ormai ha preso una decisione: parte e torna a Perugia.
Vincenzo capisce che rischia di perderla veramente. E le chiederà di non partire. Quello che segue è l’espressione ultima del genio Troisi. Quanto sarebbe stato difficile o banale finire un film con un “sì rimango” e un bacio.
Anna invece inizia la sua risposta con un “se devo essere sincera…” e Vincenzo la blocca con un “No! perchè mica… puoi dire pure una bugia”.
Il film finisce così. Senza una fine. Cosa succederà non è dato saperlo.
Oh è più forte di me, io adoro i finali aperti.
Certo posso capire che per chi non mastica la sonorità del dialetto partenopeo questo, come tutti i film di Massimo Troisi, può risultare un pochino difficile da comprendere e perdendo molto battute lo spettatore potrebbe non apprezzarlo.
Ma Troisi è fatto così o lo si ama o lo si odia.
E io l’ho sempre amato.
Vi lascio, come mio solito con un piccolo pezzo estratto dal film:
Tonino - Dopo tre anni ci stava un certo rapporto ci stava. Ad esempio io con lei all’inizio mi pareva brutto dirle che non mi piaceva la salsa coi semi e con le pellecchie. E me la mangiavo. Poi in tre anni una parla si capisce comunica, all’inizio le pellecchie le spostavo perchè proprio non mi piacevano poi uno parla e ci siamo trovati d’accordo. Però ci ho messo tre anni a farle capire che non mi piaceva mo’ piglio mi metto con un’altra e comincio tutto da capo? io non ce la faccio.
Vincenzo - Che significa Toni? scusa. Cioè secondo me che invece tu dovresti non lo so migliorare? E’ un’esperienza che t’adda fa migliorare. Cioè senza perdere più tempo tre anni. Mo vidi a una che pensi che su per già pensi che te può piace’ appena te presenti ‘piacere Tonino non mi piace la salsa coi semi e le pellecchie’ into una vota Tonì recuperi tre anni. cioè fai un passo avanti secondo me”
[...] Guarda io volevo delle cosa che tu non mi dai vado da un’altra che me le da Anna - E certo tanto per te l’amore e la passione sono cose che non esistono proprio? vero? Funziona come quando vai dal salumerie dici “Buongiorno vorrei della mortadella” “Non ce l’ho ” ” e va beh non fa niente vado da un altro che me la da” Che c’entra questo tanto mica sei innamorato del salumiere tu.








Anna - E certo tanto per te
Anna - E certo tanto per te l’amore e la passione sono cose che non esistono proprio è vero? Funziona come quando vai dal salumerie dici “Buongiorno vorrei della mortadella” “Non ce l’ho” ” e va beh non fa niente vado da un altro che me la da” Che c’entra questo tanto mica sei innamorato del salumiere tu.
ROTFL!!! mitico Troisi!
ehi teo…purtroppo non ho
ehi teo…purtroppo non ho visto il film. non posso aggiungere nè togliere nulla alle tue sacre parole
anche se…
potevi risparmiarti il commento sui maschietti italiani…non cercare di giustificare la vostra psiche limitata usando invano il genio di troisi…
Fa piacere vedere che qualcuno ancora lo ricorda con affetto!
Per il resto… i 50 giorni da orsacchiotto sono indimenticabili!
ciao!
Ps: ma tu sei partenopeo? io per metà sì, perciò il dialetto lo capisco perfettamente, ma mi rendo conto che non dev’essere semplice comprenderlo. Levato il fatto che secondo me i suoi occhi, i suoi gesti e i suoi silenzi perlavano + di mille parole!
Ciao!
i miei sono della provincia di Caserta… quindi…
eh sì… secondo me poteva diventare veramente un grande… alla pari dei gassmann e dei mastroianni…