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…there’s a new movie sheriff in town…

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C’eravamo tanto amati - Numero 1 January 2nd, 2006

Integralismi cinematografici

Inizier� con un film che ho sempre adorato. C�eravamo tanto amati. Film di Ettore Scola del �74 con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores e Stefania Sandrelli.

Un film pieno, denso di emozioni e significati. Tutte le parole che il regista mette in bocca ai suoi personaggi sembrano, e probabilmente � cos�, essere messe con un significato preciso.

I tre personaggi principali sono tre amici fraterni, combattenti sulle montagne durante la resistenza che hanno legato le loro vite con un�amicizia nata dalla comune sopravvivenza.

Tutto inizia con i ricordi della resistenza in montagna fino a quando �finisce la guerra ed esplode la pace�. E il dopoguerra.

La cosa che colpisce subito dall�inizio di questo film � che sono i personaggi stessi a narrare gli eventi, e lo fanno mentre vivono la storia creando questo dialogo con lo spettatore che riesce a coinvolgerlo da subito. � come se i protagonisti fossero degli amici che ci raccontano in qualche modo i fatti e i loro punti di vista.

Tre personaggi. Il bello e affascinante Gianni (Gassman), l�intellettuale amante del cinema Nicola (Satta Flores) e il buono e semplice Antonio (Manfredi). E sono tre personaggi pieni completi molto sfacettati.

Nicola ad esempio sembra quasi una macchietta. � naturalmente una denuncia dell�ottusita e dell�ignoranza della piccola borghesia di quei tempi, rappresentati dal farmacista e dal preside del liceo di Nocera Inferiore che �si chiama inferiore perch� ha dato i natali a personaggi abietti e ignoranti� come loro, che non vedono l�ora di attaccare Nicola perch� non della stessa fede politica e prendendo come spunto la critica al film �Ladri di biciclette�. (Piccola nota di colore, il giovane promettente della Democrazia Cristiana molto vicino a De Gaspari citato dal preside del liceo di Nocera Inferiore dovrebbe essere, non so se lo conoscete, un certo Giulio Andreotti).
E quindi troviamo da una parte questa feroce critica all�ottusit� del piccola Borghesia che � pronta a cambiare subito sponda quando il buon Nicola vince a �Lascia o Raddoppia�. Dall�altra parte viene preso in giro l�intellettuale in quanto tale. Troppo fiero di se e troppo pieno di se. Sono le stesse parole di Nicola a rivelarcelo: �L�intellettuale � pi� avanti, pi� su, pi� gi�. L�intellettuale � pi� oltre�. Frase che lo perseguiter� per bocca di Antonio, semplice e generoso, per tutto il film.
Tutto il film � comunque una presa in giro dell�intellettuale ed � pieno di prese in giro, messe anche in secondo piano. Ad esempio quando Antonio e Luciana escono dal Teatro due spettatori commentano cos�:
��il monologo interiore dell�Ulisse Joyciano�
�� io me sono fatta una capa �e suonno�.
Attacco abbastanza autoesplicativo.
Tornando a Nicola � forse quello dei tre che persegue maggiormente i suoi ideali. Lascia Nocera Inferiore con la finalit� , che sia una scusa o la verit� in realt� non lo sappiamo, di fondare un periodico dal nome �Cinecultura�. Rimarr� sempre fedele alla sua scelta ma si ritrover� vecchio, con un figlio che si sposa e che non conoscere, a scrivere articoli e firmarli �vice�.

Antonio � in realt� il personaggio pi� semplice. Semplice inteso in modo positivo. Si innamora subito di Luciana e capisce immediatamente che sar� la donna della sua vita.
Crede fermamente nell�amicizia e si sente legato in modo indissolubile a Gianni e a Nicola. Lo afferma lui stesso quando dice:
�quando rischi la vita con qualcuno ci rimani sempre attaccato, come se il pericolo non fosse passato mai�.
Appena dice questa frase per� inizia il pi� grosso dei tradimenti. Gianni e Luciana si innamorano al primo sguardo e la storia di pone al bivio.
�Vincer� l�amicizia o l�amore? sceglieremo di essere onesti o felici?�.
Antonio � il personaggio che rimane pi� fedele a se stesso. Non si inganna e nella sua semplicit� combatte le sue battaglie, pi� terrene di quelle di Nicola. Personaggio positivo. Un eroe di tutti i giorni. Preso a calci dalla vita combatte contro le suore che fanno promuovere i loro prediletti e lui, di un�altra fede politica, combatte per la politica del cambiamento reale e combatte con una vita che non gli regala niente.

A presentare il futuro di Gianni Perego (Gassman) non � Antonio con la sua �sono i Gianni Perego che faranno di questo mondo un posto migliore� ma � Romolo Catenacci (un magistrale Aldo Fabrizi) che dice: �negli onesti c�� quella purezza che se gli capita l�occasione diventano pi� mascalzoni dei mascalzoni veri�.
Ed � cos�. Gianni si fa corrompere dal potere e dai soldi. Sposa la figlia di un criminoso imprenditore edile e supera i piccoli crimini che Catenacci � abituato a fare accingendo a piene mani nel fangume della politica dei tempi.
Gianni tradisce la sua generazione, tradisce i suoi amici, tradisce soprattutto se stesso. Lo sa e si vergogna di quello che � diventato. Quando rimane solo con Romolo Catenacci che gli ricorda che il ricco � solo e che lui �non more� ma rimane l�, con lui, Gianni capisce di aver toccato il fondo.
Alla cena con i tre amici, oramai invecchiati, Gianni cerca in tutti i modi di dire la dura verit� ai compagni di resistenza, ma non ce la fa. Anche quando lo urla con tutta la sua forza Antonio e Nicola sono cos� impegnati a litigare per vecchi dissapori politici che non lo ascoltano.
� lui che ha tradito la loro generazione. Devono essere per lui le botte e gli insulti. Ma anche questa volta Gianni non riesce a redimersi e rimane, ancora una volta, solo nella sua solitudine di ricco.

Finir� con Luciana. Tutti e tre si innamorano di lei.
Luciana � la Donna. Luciana � la Bellezza. Non ricordo in tutta la carriera che ha avuto una Stefania Sandrelli cos� bella. Il personaggio le calza a pennello e lo interpreta con grande maestria.
Come si fa a non innamorarsi di Luciana? Bella, dolce e cos� confusa. Una donna che � capace di fare pazzie per il suo vero amore. Fa innamorare di se tutti e tre i protagonisti e si pone come una crepa nelle fondamenta della loro amicizia.

In tutto il film si ricorda il passato remoto con il bianco e nero, come se il tempo avesse cancellato le sfumature di colore. Non si ricordano pi� i sentimenti pacati ma solo quelli forti. La grande amicizia. I grandi amori. La grande Rabbia e l�Odio. Poi si torna al presente e ci si ricorda del passato con un leggero sorriso.
�Pensavo che un grande amore fosse un grande amore� dice Gianni a Luciana e lei risponde con un sorriso e un placido �beh certo, ma da allora voglio bene ad Antonio�. Quello che sembra un classico dialogo a due diventa invece un dialogo a tre. Antonio canta una canzone della resistenza ricordando i tempi che furono e cantando un verso sembra quasi rispondere a Gianni:
�il ricordo di quei giorni sempre uniti ci terr�.

Il signor Mereghetti da a questo film ben tre asterischi e mezzo. Si � sprecato!!!
Purtruppo il cinema, come ogni cosa nella vita, � soggettivo.
Io a questo film sono affezionato e mi sento legato molto alla storia e ai personaggi. Mi emoziona ogni volta che lo vedo e ogni volta scopro qualche cosa in pi� che lo rende ai miei occhi ogni volta pi� speciale�
Non dar� voti (mi ha sempre dato fastidio leggere il voto di un proto espertoide di cinema sui giornali) ma se proprio dovessi farlo a questo darei il massimo.

Voglio concludere il post con il testo della canzone che fa da sottofondo per tutto il film. � una canzone partigiana molto bella �E io ero sandokan�.

Marciavamo con l�animo in spalla
nelle tenebre lass�
Ma la lotta per la nostra libert�
il cammino ci illuminer�.
Non sapevo qual era il tuo nome
neanche il mio potevo dir
il tuo nome di battaglia era Pinin
ed io ero Sandokan.
Eravam tutti pronti a morire
ma della morte noi mai parlavam
parlavamo del futuro
se il destino ci allontana
il ricordo di quei giorni
sempre uniti ci terr�.
Mi ricordo che poi venne l�alba
e poi qualche cosa di colpo cambi�
il domani era venuto
e la notte era passata
c�era il sole su nel cielo
sorto nella libert�.