La mia vita a Garden State – Numero 7 February 13th, 2006
Integralismi cinematograficiZach Braff è un attore di fiction all’americana. E’ diventato famoso recitando la parte di un giovane dottore un po’ stralunato e imbranato. In Scrubs, così si chiama la fiction dove recita, la comicità ne fa da padrona. E lui è molto bravo.
Quindi quando ho visto per la prima volta questo film sono rimasto veramente sorpreso. Infatti poteva essere molto facile entrare nuovamente nel personaggio che lo ha reso famoso e portare il film intero nella banalità . Invece il film è completamente diverso e inaspettatamente drammatico.
Iniziamo con il dire che questo film è stato scritto diretto e interpretato dallo stesso Zach Braff che risulta uno sceneggiatore particolarmente maturo e un regista avanzato, nonostante questo sia il primo film.
Ma torniamo al Film. Andrew(Braff) è un attore di Hollywood, ha fatto fortuna ma ora si arrabatta a fare provini e qualche show in televisione. Quello che colpisce di questo personaggio è la sua atarassia. Sembra non importargli di niente. Addirittura quando succede il dramma, muore la madre, lui sembra tornare a casa non spinto dal dolore ma perchè quasi portato di peso da una forza superiore.
Non vive le sue emozioni e non vive la sua vita.
Poi incontra Sam (la bellissima Natalie Portman) e qualcosa cambia. Lui viene rapito dal suo modo di fare entusiasta della vita. E’ il suo completo opposto vive tantissime emozioni e in modo molto accentuato. Tant’è che quando Andrew, appena conosciuto, le dice che era stato al funerale di sua madre lei piange come se fosse stato un suo amico di sempre.
Una persona normale si sarebbe innamorato di Sam immediatamente: bella, piena di vita e molto coinvolgente. Ma Andrew non vive le sue emozioni e anche se capisce che deve rimanere con lei, anche se non ne capisce il motivo, non riesce a intuire che piano piano le sue emozioni stanno crescendo dentro di lui.
La scena chiave del film è quella dell’abisso di Albert. Dopo una psichedelica caccia al tesoro Andrew, Sam e Mark arrivano alla loro meta. Una barca nel fondo di una cava in cui vivono una coppia con una bambina. La cosa più strana è la normalità della coppia sia nell’habitat in cui è immersa sia all’interno della storia. Loro per arrivare a quel punto sono passati per i posti più strani incontrando le persone più strane. Ed è forse proprio tutta quella normalità che rende il tutto ancora più strano.
Ed è lo stesso Albert a spiegarci tutti noi abbiamo il nostro abisso vicino a noi. E lui ha il coraggio di andarlo ad esplorarlo. Non lo conosce perchè dicono essere senza fondo. Ma ogni sera al calare della notte lui lo esplora.
Queste parole cambiano la vita a Andrew che capisce che è arrivato il momento di esplorare il suo abisso.
Andrew: ehi Albert tanti auguri per il suo abisso infinito
Albert: grazie, ehi anche a te
E non è un caso che il tanto agoniato bacio avvienga appena dopo questa frase.
Andrew decide di cambiare la sua vita.. di cominciare a vivere la sua vita. O almeno crede. Infatti fa la decisione sbagliata. Decide di tornare a Los Angeles a ricominciare la sua vita senza vivere il suo rapporto con Sam.
Per fortuna all’ultimo momento capirà e tornerà indietro.
Il film finisce così un po’ alla ‘The Graduate’. Si ricongiungono e si baciano. Ma fra le emozioni d’amore fa capolino la paura.
‘E ora cosa facciamo?’ continua a ripetere Andrew come un mantra per allontanare la paura.
Film bello e intenso. Come regista Braff non è male e riempie l’intero film estremamente drammatico di piccole perle di mini comicità . C’è già chi lo chiama il nuovo Woody Allen. Secondo me solo perchè anche lui è ebreo. Comunque futuro ci sarà .
“Non tornerai vero? non ti rendi conto di quando questo sia importante, Andrew succede raramente nella vita. Possiamo risolvere tutti i problemi insieme. Io voglio aiutarti. Capisci? Abbiamo bisogno l’uno dell’altra. Lo sai che non dico bugie da due giorni?
Sul serio?
No







Mmm… ho visto il film,
Mmm… ho visto il film, resistendo al mio piccolo baratro di sonno nel quale ho rischiato di cadere più e più volte. Non è per fare il bastian contrario, come si dice a Pavia, ma a me sembra decisamente un pacco. I pochi spunti si concentrano tutti nel primo quarto d’ora, con un umorismo un po’ così, forse un po’ troppo alla Woody Allen, ma comunque sufficientemente curioso e un personaggio sufficientemente strano. Un inizio sufficiente, insomma, prima di cadere nella banalit
Ma… infatti sul finale
Ma… infatti sul finale avevo un po’ glissato… nonostante sia banale devo dire che regala a tutto il film quella carica di speranza che nel resto non c’era. Cambia veramente la sua vita e lo fa per lei…
Che volete sono un inguaribile romantico.
Ti dico per me il film nel complesso non è male… a parte il finale che scade un po’ effettivamente nel banale devo dire che il resto è ben fatto e trovo entrambi i personaggi ben caratterizzati. Sia Andrew che Sam.
E poi come facciamo a non parlare del fattorino di colore dell’albergo?
-Chi ha visto le tette? alzi la mano chi ha visto le tette!
Babba bia!
ecco l’esempio… io di
ecco l’esempio… io di personale vedo solo questo:
Film bello e intenso. Come regista Braff non è male e riempie l’intero film estremamente drammatico di piccole perle di mini comicit
Ma qualche film
Ma qualche film conosciuto?
Che è sta zozzeria?
Qualche fil di qualche regista più importante tipo Coppola o Truffaut?
Così potrei fare anche io qualche commento
Grazie
beh…
cavolini… i primi
beh…
cavolini… i primi due sono stati Scola e Fellini…
comunque Lunedì vi stupirò con effetti speciali…
(o almeno spero)
beh…
cavolini… i primi
finalmente un po’ di tempo per leggere la tua recensione…
non ho visto il film, quindi non posso partecipare alla disputa
devo dire però che le parole di mo mi hanno convinta…devo assolutamente vedere questo film banalissimo e strappalacrime!!!!
(ne ho tanto bisogno!!!!)
Metterò un maggior numero
Metterò un maggior numero di “secondo me”
Il Prossimo film credo
Il Prossimo film credo l’avranno visto veramente in tanti…
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Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.