Cinema Blog

…there’s a new movie sheriff in town…

Fight Club – Numero 8 February 20th, 2006

Integralismi cinematografici

“Sono la libertà repressa di Jack”
Questa forse è l’unica frase che non viene detta all’interno di tutto il film ma che viene letteralmente urlata per tutti i 139 minuti di film.

Jack(Norton) non riesce a dormire. Soffre di insonnia e quando uno soffre di insonnia non è mai totalmente addormentato. Ne totalmente sveglio.

E’ lui che ci racconta tutta la storia ci racconta da dove tutto è nato e come ha conosciuto Tyler Durden(Pitt).
Jack è il figlio perfetto dei giorni nostri. Completamente inquadrato. Lavoro casa. Figlio del consumismo. Mr Ikea che compra un tavolino a forma di Ying e Yang per sentirsi più completo. Completamente inscatolato nel sistema. La peggiore delle tirannie vestita a festa da libertà.

Un giorno torna a casa da uno dei suoi innumerevoli viaggi e qualcosa cambia. Incontra Tyler Durden e stringono uno strano rapporto.
“A volte era lui che parlava per me”. L’intero film è pieno zeppo di stranezze e piccole incongruenze che ci svelano in realtà quale sarà il vero finale.
E in un piccolo istante, come in un lapsus freudiano, quando Jack inconsciamente comincia a capire la verità, fra se e se mormora:
“Sono il cuore spezzato di Tyler”. Parlando ovviamente di se.

Insomma Tyler è quello che Jack vorrebbe essere. E’ quello che jack vorrebbe pensare. E’ come Jack vorrebbe apparire. Regala in ogni momento piccole perle di saggezza metropolitana.
La cosa più divertente è come Fincher gioca con l’interno e l’esterno. Tyler fa quel noioso lavoro di montare i rulli nella sala di proiezione di un cinema. Però fra un rullo e l’altro inserisce uno o due frame di un film porno. Ed eccolo li che durante un film per famiglie si vede “un gran bel cazzo”.
Fa parte del personaggio, è da Tyler, verrebbe da pensare. La genialità sta nel fatto durante tutto il film che noi, spettatori nel mondo reale, stiamo guardando ci appaiono immagini velocissime di Tyler e di anotomie umane.
Fincher gioca con noi. Gioca con la realtà e la finzione. E questo devo dire che mi diverte molto.

Jack in fondo cerca in Tyler la figura paterna e la guida spirituale che non ha mai avuto nella sua vita. Jack migliora la sua vita. Ne trova un capo e una coda. Trova finalmente quella libertà che i media ci ostentano in modo quasi osceno ma che in realtà non c’è.
O almeno crede. Perchè in realtà Jack passa da una tirannia dei media alla tirannia di Tyler che gli dice cosa fare e cosa dire.

Personaggio fantastico è a mio parere quello di Marla(Helena Bonham Carter). Ruba i vestiti nella lavanderia per rivenderli nel negozio di usato che c’è di fronte. Si innamora del lato sensibile di Jack e si lascia travolgere dal sesso di Tyler. Jack, che nella sua vita prefabbricata dall’Ikea non aveva la concezione di una presenza femminile, si innamora di lei e, giustifacandosi con un “mi hai conosciuto in un momento un po’ strano della mia vita” le prende dolcemente la mano e si gusta il finale della storia.

Si, perchè come al solito, il finale di questo film l’ho molto apprezzato. E’ un vero e proprio finale. Il progetto anarchico Mayhem riesce a raggiungere i suoi obiettivi e tutti i palazzi degli istituti di credito crollano. “Se si cancella la traccia dei debiti. Siamo tutti uguali”. Oh beh da utopista di sinistra quale sono questa cosa non la posso non apprezzare.
E poi loro due che si prendeno per mano e guardano la distruzione della società e del mondo per come era conosciuta fino a quel momento. Beh ha un che di molto romantico.

Un film comunque piacevole. Il montaggio veloce e molto alla video clip. Molti storgono il naso ad una frase del genere ma a me non spiace il montaggio alla video clip. Veloce moderno intenso. Trasmette emozioni? Sì. E allora siamo apposto.
La fotografia ha un che di eccezionale. I colori intensi il sangue così vivo e reale.
Per il resto il film regala troppo spesso perle di saggezza a buon mercato. Per quanto abbia apprezzato come in tutto il film non sia sempre chiaro e lampante chi dei due stia parlendo, se Jack o Tyler, devo dire che certi dialoghi sono un po’ sopravvalutati. Al limite della comicità.

Certo Edward Norton ci regala un’interpretazione che lo piazza lì fra i grandi del cinema mondiale appena un gradino sotto dei vari Al Pacino De Niro e Dustin Hoffman.. inoltre è giovane e ha tempo di farsi vedere e raggiungerli con tutta calma.

Invece sorpresa per Brad Pitt che fino a questo film ho considerato un belloccio alla Ken di Barbie con poche pochissime capacità recitative. Fa perfettamente il pazzo. Geniale quando lui va a prendere Marla e senza dire una parola la porta fuori di casa tutto ballando al ritmo di una musica inesistente.

Certo il film nel complesso è particolarmente sopravvalutato anche se qualcosa di buono ha.
Come la visione di Tyler dopo il suo avvento:

Nel mondo che vedo, uno si muove con gli alci tra le umide foreste dei canyon intorno alle rovine del Rockefeller Center. Indosserà abiti di pelle che gli dureranno per tutta la vita. Si arrampicherà per le liane che avvolgono la Sears Tower. E quando guarderà giu vedrà minuscole figure che pestano granoturco e posano striscie di carne di cervo sulla carreggiata vuota di qualche superstrada abbandonata.

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5 Responses to “Fight Club – Numero 8”

  1. fra says:

    wow!
    finalmente un film che ho visto anche io nella mia somma ignoranza!

    beh, che dire… l’idea stessa del fight club, in cui la gente picchia e -soprattutto- si fa picchiare,la scena dal capo in cui Norton si picchia da solo… “ora una questione di etichetta… le mostro il culo o il pacco?” … la scena del sapone, l’amico “porzione singola”, “e’ molto acuto… le fa piacere?” … la macchina che tyler ruba all’aeroporto…”il suo nome e’ robert paulson” ripetuto come una litania… l’incendio con lo smile… beh un film geniale secondo me.

  2. fra says:

    maledetti :(
    non e’ giusto che l’unico film su cui ho qualcosa da dire non lo commentate.brutti.

  3. Teo says:

    Ok
    Ci sono delle piccole pecche

    ad esempio se Tyler Durden è una proiezione di Jack perchè ruba la macchina e lui non lo vede? se è una proiezione dovrebbe agire solo quando lo vede…

    ce ne sono un po’ di queste piccole incongruenze anche se il film è carino…

    ———————————————
    Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.

  4. Anonimo says:

    Perchè tiler durden è
    Perchè tiler durden è Jack, lo vede quando esce dalla visione e a volte quando entra.

  5. Matteo Vitolo’s Blog : Blog Archive : I 40 finali più finali says:

    [...] – otto e mezzo – butch cassidy – c’era una volta in america – Easy Rider – Fight Club [...]

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