Scarface - Numero 9 February 27th, 2006
Integralismi cinematograficiSiamo nel 1983 e De Palma decide di rispondere al padrino di Coppola.
Fin dall’inizio De Palma decide di farci capire che tipo di film vuole farci vedere… “Non ci saranno ammazzamenti all’acqua di rose” questo non è il padrino.
Ed eccolo là , fin da subito De Palma ci sbatte in faccia la violenza. Uccidere un uomo con una motosega amputando un braccio e una gamba.
Certo forse è l’apice della violenza nel film. Ma comunque per le tre ore di durata del film De Palma ci appiccica alla poltrona.
Insomma la violenza c’è ma lungi dall’essere gratuita. E’ un film che parla di narcotrafficanti. Non c’è violenza gratuita c’è violenza reale.
Anche se è lo stesso De Palma a dirci che voleva in qualche modo scioccare. Chi si era abituato alla violenza de “Il Padrino” dove tutto è all’acqua di rose dove i personaggi sono dei buoni che sbagliano qui si troverà fuori luogo.
Infatti già lo stesso Al Pacino ci regala una risposta.
Michael Corleone, interpretato dall stesso Pacino per tutta la trilogia de “Il Padrino”, era pacato tranquillo e spietato, fa di tutto per trasformare la sua famiglia da malavita a qualcosa di perfettamente legale; insomma è un buono che sbaglia, un puro che sceglie la strada sbagliata per arrivare ad una meta giusta.
Tony Montana invece è eccessivo, nella povertà come nella ricchezza. Altrettanto spietato ma violento e eccessivo.
E’ lo stereotipo del cattivo che pensa a se stesso e ha come suo scopo principale la sua ricchezza.
Insomma, Al Pacino riesce a disegnare in modo magistrale due facce della stessa medaglia così differenti ma in modo così perfetto.
Tony Montana scappa da Cuba alla ricerca di denaro e fortuna. Entra nel mondo dei narcotrafficanti e si fa strada diventando un boss temuto e odiato.
Ha tutto quello che vuole, tutto. E vede tutto come degli oggetti da comprare.
Anche l’affetto della madre e della sorella.
Anche l’amore di Elvira che corteggia solo perchè rappresenta il non plus ultra “dell’oggetto donna”, la porsche delle concubine.
Ma è il mondo in cui vive che è così. Infatti fino a quando Toni non si afferma come malavitoso, fino a quando non uccide il suo capo Elvira non prenderà in considerazione le sue proposte. Ma quando Lopez morirà Elvira sarà finalmente pronta a sposare Toni.
Insomma un mondo malato, più drogato e autolesionista della droga che vendono. Elvira viene ripresa come bella, estramamente sensuale ma infelice.
Con il bisogno cronico di sniffare cocaina, un cocktail in una mano e una sigaretta nell’altra.
Toni invece appena raggiunto il successo comincerà a essere fobico. Acquista il meglio della tecnologia sulla sicurezza ma non riesce lo stesso a dormire in pace.
In più c’è il rapporto con la sorella. Un rapporto morboso e molto strano per cui Toni si sente in diritto e in dovere di difendere fino all’estremo sua sorella e il suo onore. Fino, in un raptus di follia e alterazione da cocaina, ad uccidere il suo compagno, il suo miglior amico, quello che lui definiva suo “fratello”, perchè lo trova in casa di sua sorella.
Il film nel suo complesso è veramente il remake del primo Scarface, quello diretto e prodotto da Howard Hawks. Anche lì l’ottica era quella di scuotere le menti e le emozioni degli spettatori con della violenza che non era concepibile e ammessa ai tempi.
E De Palma per me ha voluto fare la stessa cosa. Ha voluto sorprendere e in qualche modo inorridire con tutta questa violenza il suo pubblico. E ci è riuscito in modo esemplare.
La scena finale di questo film è entrata nella storia del cinema proprio per la sua drammaticità e per la sua crudezza. Toni Montana, rimasto solo, giace con la testa immersa in montagne di cocaina quando arrivano i alcuni suoi nemici per ucciderlo. Quella che segue è una delle sparatorie più violente e estreme della storia del cinema. Toni Montana è già morto. Toni Montana è morto quando ha ammazzato il suo amico di una vita e suo “fratello” Manny e sua sorella. Combatte solo perchè una tigre non smette mai di combattere.
La citazione di questa settimana è di uno splendido Al Pacino che nei panni di Toni Montana urla il suo odio e il suo schifo per tutto ciò che lo circonda:
“Siete solo una manica di coglioni! Sapete perchè? Perchè non avete il fegato per stare dove vorreste stare. Voi avete bisogno di gente come me, vi serve la gente come me, così potete puntare il vostro dito del cazzo e dire: “Quello è un uomo cattivo.” Beh? E dopo come vi sentite, buoni? Voi non siete buoni. Sapete solo nascondervi, solo dire bugie. Io non ho questo problema. Io dico solo la verità , anche quando dico le bugie.”







Un commento, giusto per …
Allora, devi iniziare in modo molto diverso … “Siamo nel 1983, e nasce in un piccolo paesino abruzzese il buon vecchio Marzu”. Allora sì che ci siamo!
Visto che vengo anche a commentarlo il tuo bloggino? Ecco …
Sono addirittura arrivato a leggere alla decima riga, poi il sonno m’ha sopraffatto!
blow
non ho visto scarface.
cosi’ a vedere la recensione mi viene in mente blow. tanto x permettere a teo di fare mille commenti cattivi su depp.
teo, sparaci un articolo di mille pagine in cui distruggi blow, dai. lo so che lo vuoi fare, fallo. questo commento e’ qui apposta. fallo. c’e’ depp, johnny depp …