Il Caimano – numero 12 March 29th, 2006
Integralismi cinematograficiPrimo Integralismo Cinematografico in tempo reale. Eh sì perchè questa settimana ho deciso di lanciarmi in quello che è un po’ l’evento cinematografico primaverile.
Moretti si o Moretti no? Un film che fa bene alla sinistra o un possibile effetto Michael Moore?
Ma partiamo con calma.
Nanni Moretti inizia un nuovo film. Si dice che non sarà più lui l’attore protagonista, si dice che sarà un film su Berlusconi. Ma tutto, tutto anche parte del cast, è coperto dal più completo silenzio.
Furbo è stato l’ottimo Fabio Fazio che ha chiesto al regista: “Nanni, hai visto? hanno messo le elezioni 22 giorni dopo l’uscita del tuo film”.
Ed è così, tutti che hanno iniziato con recensioni preventive, come lo stesso Moretti le ha definite, con interviste da entrambi gli schieramenti di “dichiarazioni di veduta”.
Per favore, smettetela di pensare che il Caimano è un film su Berlusconi. Penso sia da idioti credere che Moretti, di cui ho una stima cinematografica pressochè enorme, possa basare un suo intero film solo su un discutibile e, diciamo, poco pulito avversario politico.
Berlusconi è in realtà solamente un pretesto, il motore che fa muovere tutte le altre storie che popolano il copione.
In tutti i personaggi c’è un po’ dell’autore ed è per questo che è giusto per me dire che è essenzialmente un film Moretti.
Pensateci Moretti regista che sente il bisogno fisico e fisiologico di fare un film su Berlusconi “perchè la gente deve sapere”, perchè non è normale che in uno stato civile non si possa parlare di certe cose che rimangono a tutti gli effetti dei Tabù.
E non è un caso che il film che vuole essere prodotto all’interno della storia abbia lo stesso nome del film che stiamo guardando.
Jasmine Trinca inoltre dimostra di essere cresciuta, di non essere più la ragazza adolescente di “La stanza del figlio” o “La meglio gioventù”. Giovane donna interpreta una versione di Moretti giovane, testarda e determinata, come era lo stesso Moretti agli esordi, ma non priva di sporadiche ma profonde insicurezze.
E poi c’è il personaggio di Silvio Orlando un produttore che si pone come duale, o meglio ancora versione invecchiata, del personaggio di Jasmine Trinca. Stanco e affaticato dalla vita e dalla fatica di essere un produttore in difficoltà finanziaria si imbarca in un progetto più per disperazione che perchè ci crede. E questo cambierà bene o male le sue sorti.
Moretti ci racconta tutto il suo dramma e in tutte le angolazioni del caso: economiche, professionali, personali e familiari.
Racconta un personaggio indagando perfettamente il suo intimo, il suo essere padre di famiglia prima di tutto. Le scene con la moglie e con i figli sono piccole perle di quotidianità familiare che non stonano ma aggiungono profondità e completezza al personaggio.
Senza parlare della storia di amore con sua moglie. Si lasciano e lui ne vive al pieno il dramma non riuscendo a superarne il distacco. “Che cazzo ti ho fatto eh?” le urlerà preso dallo sconforto nel momento più basso della sua disperazione.
Ironia della sorte dopo l’atto finale del loro matrimonio le cose torneranno come prima e Moretti ci racconta il loro amore in un modo molto bello ed inusuale: loro due in due macchine diverse (la sua un pochino più rovinata e “malconcia”) che continuano a superarsi, salutarsi e cercarsi.
Di nuovo Moretti qualcuno potrebbe dire. Di nuovo il Moretti sottile arguto e pungente di “Palombella Rossa” unito al Moretti divertente, ironico e dissacrante di Aprile.
Non son mica tanto d’accordo. “La stanza del figlio”, e spezzerò ora una lancia a suo favore, era anche quello Moretti. Le scene di famiglia e di calore familiare che prima di Aprile non erano nemmeno contemplate nelle sue opere ora ne sono una parte dominante. E’ un Moretti cresciuto e maturo forse.
Ed è lui stesso a suggerirci la chiave di lettura dell’intero film.
Silvio Orlando, Jasmine Trinca e Moretti sono in una macchine e mentre Nanni guida canta a squarciagola una canzone, situazione esattamente identica ad una scena di “La stanza del figlio”, e lo fa come per prendere in giro i suoi detrattori e a dirgli: “vedete anche quello era Moretti”.
Detto questo arriva il suo piccolo manifesto sul film che ha girato: “Non l’ho letta la sceneggiatura ma so già di cosa parla. Parla di quello che si vuol sentire dire il popolo della sinistra: Berlusconi si fa il lifting e gli riesce male, Berlusconi si fa il trapianto e gli riesce male. Chi voleva informarsi lo ha già fatto”.
Ed è proprio così. Moretti non informa. Moretti racconta una storia che non c’entra niente con Berlusconi e la sua ascesa al potere. Non ne ha la minima intenzione.
Che sia chiaro, non è che manca un giudizio sul cavaliere e sulla sua storia. Anzi…
Come al suo solito Moretti ama autocitarsi e quindi vediamo anche una bellissima scena, in un momento in cui, magicamente, tutto va bene e si sistema senza la minima fatica, che chi sta lavorando al set balla a tempo di musica, proprio come si faceva alla fine di “Aprile” e proprio come si fa nella più grande opera mai realizzata da Nanni Moretti, il musical su un pasticcere trotzkista nell’Italia degli anni cinquanta. E, come ho sempre detto, non è un’autocitazione violenta, inutilmente auto celebrativa, ma ha un che di familiare, tipicamente morettiano e soprattutto mai fastidioso.
Ed è esattamente così. Per quanto Moretti si sia ispirato per temi e storia alle vicende che hanno contornato il documentario di Enrico Deaglio “quando c’era Silvio” (che anche cita mi sembra nei vari discorsi del personaggio di Orlando) non ha nessuna intenzione di essere storiografico, di spiegare da dove arrivino tutti quei soldi.
Moretti racconta la storia dei suoi personaggi e poco bada a Berlusconi. Le uniche immagini del Cavaliere sono quelle dell’infausta scenetta del Kapo a Strasburgo con Schulz. E sono propedeutiche ad una presa di posizione del protagonista.
I due protagonisti, Silvio Orlando e Jasmine Trinca, sono stati, a mio parere ineccepibili.
Jasmine Trinca, cresciuta, maturata, diventata donna e attrice seria e consapevole è diventata un punto fermo per Nanni Moretti. Basti dire che l’unica altra donna a fare due film con questo regista è stata Laura Morante: per lei però ci sono voluti venti anni per rincontrare Nanni.
Ma già con “la stanza del figlio” Moretti era particolarmente entusiasta di questa piccola perla che aveva trovato.
Silvio Orlando, beh, probabilmente ha trovato in Moretti quello che è il suo regista preferito, colui che riesce a indirizzarlo meglio rendendo la sua ottima capacità recitativa magistrale.
Non sto a svelare, per questione di rispetto, il finale del film. Ma penso che questo sia uno dei finali più inattesi, e quindi si spiega il perchè si tutto il silenzio che ha circondato il film, e emotivamente violenti che lo stesso Moretti abbia mai fatto.
Ricordandovi che a fine maggio c’è Cannes dove Moretti è amato come pochi e Berlusconi odiato come meno ancora, vi lascio con una piccola citazione, questa volta a memoria:
E’ inutile fare un film sulla storia di Berlusconi perchè tutti sanno
già tutto e poi lui ha già vinto: ci ha cambiato la testa 30 anni fa.







Bella zio…
si devo dire
Bella zio…
si devo dire che un pochino mi incuriosisce sto film…e se mi dici che non e’ un insopportabile e ripetuto insulto al Berlusca…potrei andarlo a vedere…
ciaaa
ma di che storia parla orientativamente…?
il protagonista cosa combina…+o – deh? senza troppe anticipazioni
Non si può dire…. è
Non si può dire…. è sotto segreto industriale!!!!!!
———————————————
Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.
ma io mio chiedo: perché
ma io mio chiedo: perché non ha aspettato quei benedetti 22 gionri per uscire? era a corto di soldi?
Come produttore ha fatto la
Come produttore ha fatto la scelta migliore… così tutti fra curiosità e rabbia lo andranno a vedere…
dopo le elezioni l’”hype” (termine tecnico) sarebbe diverso… magari non minore ma diverso…
come scelta di distribuzione e di produzione non poteva essere migliore…
politicamente come ho già detto… in realtà non c’è nessun pericolo quindi…
———————————————
Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.
d’accordo, politicamente non
d’accordo, politicamente non è pericoloso. ma è accettabile che uno “di sinistra” sfrutti il proprio “essere di sinistra” per produrre profitto?
ma che discorso é?
korovamilk
Ma che discorso è???
E’accettabile che la Fallaci scriva?
Ognuno fa il proprio lavoro, c’è chi sceglie di non “compromettersi” sul lavoro non dichiarando a che schieramento politico appartiene e c’è chi nel lavoro ci butta dentro la politica….poi c’è chi di la voro fa la politica…e ne trae enormi profitti
L’importante è giudicare ogni cosa (film compresi) con cognizione di causa e non dire che una cosa è bella o brutta per partito preso!
Non sono mica d’accordo
Non sono mica d’accordo scusa…
non è che utilizza il suo essere di sinitra per produrre profitto…
Lui è di sinistra e questa cosa esce in modo automatico nei suoi film.
Anche Guccini è di sinistra e la cosa esce fuori prepotentenmente nelle sue canzoni: sfrutta anche lui il suo “essere di sinistra” per produrre profitto?
mah…
Teo
———————————————
Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.
aiuto
E’ disincentivante! io cerco di registrarmi e il tuo sito mi illude, mi dice che mi manda la password, ma non lo fa
Stai pensando che sia colpa mia perchè sono stordita … non ti posso dare torto, ma ho riprovato assistita e il risultato non cambia.
AIUTO, mi sento ostracizzata.
Val (Malcevschi, per intenderci)
certo che è accettabile,
certo che è accettabile, che domande! per almeno due ragioni:
1) uno ricorre ai metodi che vuole per fare soldi (nel campo del lecito; ma questa è una faccenda formale, ahimè)
2) se c’è qualcuno così stupido da mettere dei soldi in tasca a qualcun altro per la sola ragione che questo qualcun altro è di sinistra (e non, per esempio, perchè ama i suoi film…), non è certo colpa di Moretti, poverino!!
[...] o Tornatore? Il Caimano o La [...]
[...] principio fu Il Caimano e gia’ mi dilungai come Moretti prese Berlusconi come un pretesto per raccontare altre [...]