Cinema Blog

…there’s a new movie sheriff in town…

Archive for April, 2006

Trainspotting - Numero 15 April 24th, 2006

Integralismi cinematografici

Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete un maledetto televisore a schermo gigante; scegliete lavatrici, automobili, lettori CD e apriscatole elettrici; scegliete di sedervi su un divano a spappolarvi il cervello e ad annientarvi lo spirito davanti a un telequiz. E alla fine scegliete di marcire; di tirare le cuoia in un ospizio schifoso, appena un motivo d’imbarazzo per gli idioti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro; scegliete la vita. Ma perch� mai dovrei fare una cosa del genere? Ho scelto di non scegliere la vita: scelgo qualcos’altro. Il motivo? Non c’� un motivo. Chi ha bisogno di un motivo quando ha l’eroina?

Ecco immaginate queste parole scandite dalla corsa di un formidabile Renton (Ewan McGregor) e condite con un sottofondo di Iggy Pop con Lust for Life… ecco a voi uno degli inizi pi� travolgenti della storia del cinema che ci catapulta in un film che sfonda a craniate qualsiasi clich� cinematografico sulla droga.

Si Trainspotting � un film che non tutti si possono permettere di vedere; chi ha lo stomaco deboluccio non arriva molto lontano e rischia di prendere il dvd e lanciarlo gi� per le scale. Ma chi riesce a superare qualche scena un po’ pi� pesante avr� la consapevolezza di avere fra le mani una piccola perla rara.
Trainspotting � un film che supera il bigotto ostacolo della morale e analizza la crudezza della situazione in quanto tale. E ha l’alto fine di non dare giudizi.
La gente pensa che si tratti di miseria disperazione morte, merdate del genere che pure non vanno ignorate. Quello che la gente dimentica � quanto sia piacevole. Se no noi non lo faremmo. In fondo non siamo mica stupidi. Almeno non fino a questo punto e che cazzo!
Vede il mondo dalla lente distorta del tossico dipendente che non capisce come la gente normale possa andare avanti con il suo stato di �tossicodipendenza sociale e civile�.
Quando ti buchi hai una sola preoccupazione: farti. E quando non ti buchi di colpo ti devi preoccupare di un sacco di cazzate: non hai i soldi non puoi sbronzarti, hai i soldi bevi troppo, non hai una passera non scopi mai, hai una passare rompe le palle, devi pensare alle bollette al mangiare a qualche squadra di merda che non vince mai, ai rapporti umani e a tutte quelle cose che non contano quando hai un’onesta e sincera tossicodipendenza.

� di per se un film che ha una grossa forza attrattiva verso un mondo malato. Quando ne parla bene sembra Renton sembra quasi fare uno spot a favore del mondo della tossicodipendenza. Sar� poi il regista a far vedere l’altra faccia della medaglia. La battaglia per uscirne, la dipendenza ossessiva, il dolore fisico e, solo dopo, psicologico che si prova nella battaglia per uscirne.

Ma quale dipendenza? � l’unica tossicodipendenza l’eroina? � l’unico vero male? Il modo socialmente accettabile di stordirsi della madre di Renton tramite Valium non � una tossicodipendenza?
Senza parlare di Begbie (Robert Carlyle) che si �fa di gente�, adora le risse a la violenza tutto condito dalle quantit� industriali di alcool e nicotina che assume.
Tommy (Kevin McKidd) si droga di palestra e della sua ragazza, passer� da una droga all’altra quando ne perder� una con effetti devastanti.
Tutti i personaggi vivono e sfogano il loro sentirsi inadeguati con una droga, che sia questa socialmente accettabile o no.

� comunque un film che riesce a non dare un giudizio sul mondo malato e ossessivo della droga, quello che traspare � un senso di comprensione. Tutti hanno le proprie ragioni per fare quello che fanno, sia questo drogarsi, fare un affare con degli spacciatori di professione o scappare con i soldi che erano da spartire in quattro.
Chi siamo noi per dare un giudizio?

In pi� il regista Danny Boyle riesce a riprodurre in modo perfetto quell’atmosfera di ansia e inadeguatezza che pervade l’omonimo libro scritto da Irvine Welsh che decide di giocare anche con il cinema e fa la piccola ma simpatica parte di Mikey Forrester.

Colonna sonora al limite della perfezione con il meglio della musica Inglese: Blur, Lou Reed Underworld e un citato e stracitato Iggy Pop.

Film che fa praticamente esordire un giovanissimo e promettente Ewan McGregor, scozzese, poco pi� che ventenne e pressoch� perfetto nella parte di Renton.

Per tutta la sua vita Renton decide di non scegliere la vita come lui stesso ci dice. E quando esce dal tunnel della droga se ne va a Londra per voltare pagina ma i suoi �amici� tornano prepotentemente e lo ritrascinano in un vortice di imbrogli e droga.

Renton quindi cambia cresce e matura come personaggio. Non � pi� apatico e atarassico � il momento del riscatto e del cambiamento. Ed eccolo il finale: sottofondo degli Underworld con Born Slippy e lui che scappa dalla citt�, con una nuova consapevolezza.

Mi sono giustificato con me stesso in tante maniere diverse: non era niente di che solo un piccolo tradimento o i nostri rapporti erano cambiati, sapete cose cos�. Ma ammettiamolo li avevo bidonati i miei cosiddetti amici. Di Begbie non me ne fregava un cazzo e Sicboy avrebbe fatto lo stesso con me se ci avesse pensato per primo. e spud… d’accordo per spud mi dispiaceva. Non aveva mai fatto del male a nessuno lui. Allora perch� l’ho fatto?
Potrei dare un milione di risposte tutte false. La verit� � che soni cattivo. Ma questo cambier�. Io cambier�. � l’ultima volta che faccio cose come questa. Metto la testa apposto. Vado avanti rigo dritto scelgo la vita. Gi� adesso non vedo l’ora. Diventer� esattamente come voi. Il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina il cd e l’apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai da te, telequiz, schifezze nella pancia, figli a spasso, nel parco, orario d’ufficio, bravo a golf, l’auto lavata, tanti maglioni, natali in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti, lontano dai guai, in attesa del giorno, in cui morirai�

American Beauty - Numero 14 April 18th, 2006

Integralismi cinematografici

Sam Mendes, regista esordiente, nel 1999 ci propone come suo primo film questa pellicola che rimane ancora oggi una delle pi� crude invettive contro il perbenismo e contro la famiglia americana.
Il Vuoto dipinto a sfarzo del successo ha rovinato l’intera societ� in cui vivono i personaggi e rovinano le loro speranze, voglie, ricerche e passioni.
Lester Burnam (Kevin Spacey) � un uomo completamente mangiato masticato e digerito dall’orrenda quotidianit� della vita. Ha perso completamente quella che era la sua voglia di vivere, quella felicit� provocata solo dal vivere le cose che in giovent� lo rendeva un entusiasta.
�In realt� era fantastico, era tutto sesso e spinelli�
Ma qualcosa cambia. Il personaggio di per se � completamente fermo all’apparenza ma in realt� dentro qualcosa si sta muovendo. � scontento, frustrato, stanco. E non gli va bene.
Quindi �decide� di essere attratto sessualmente da una compagna di classe di Jane (Thora Birch), sua figlia, per trovare la molla per far cambiare la sua vita.

Se voi aveste la certezza di morire nel giro di un anno che cosa fareste?

Intorno a se lui in realt� vede solo gente che ha accantonato la sua viglia di vivere, il suo essere entusiasta della vita.
Prima fra tutte sua moglie Carolyn (Annette Bening).
Dov’� quella ragazza che fingeva un attacco alle feste quando si annoiava? che correva nuda sul tetto del palazzo dove abitava per scioccare gli elicotteri del traffico? Ti sei completamente dimenticata di lei?
Ed � cos�. � questo crescere? � questo diventare adulti? � questo avere successo? Tutte domande che Lester si pone guardando sua moglie e alle quale in realt� non sa rispondere. O almeno non sa rispondere per gli altri per se stesso risponde con i fatti. Lascia il lavoro e si dedica solo ed esclusivamente a raggiungere la propria felicit�, la propria pace.

Quello della moglie in realt� � un ritratto molto triste. Completamente risucchiata dalla societ� continua a ripetersi come un mantra �per avere successo bisogna proiettare un’immagine di successo�. In altre parole? Ipocrisia.
Si nasconde dietro a uno scudo di ipocrisia per non far vedere la sua profonda tristezza e la sua ancora pi� profonda, e forse abissale, insicurezza.
Lei ricerca in qualche modo il bello fuori. Tutto deve andare bene fuori. Tutto deve essere perfetto agli occhi altrui.
Arriva addirittura a tradire il marito per proiettare una miglior immagine di successo.
� una donna triste che si � completamente dimenticata della ragazza che fece innamorare Lester, della ragazza che giocava con la piccola Jane.
Lei lo capisce alla fine, quando per� � gi� troppo tardi. Non tanto perch� Lester � gi� morto, ma perch� poco prima aveva dichiarato un placido
�[...]a scopare con quel coglione del principe dell’ammobiliare. E sa un cosa? Non mi interessa�

Lester raggiunge la sua stabilit�. Raggiunge la sua pace. Supera in qualche modo i problemi terreni. Capisce anche che l’attrazione sessuale per Angela (Mena Suvari), la compagna di scuola di sua figlia, � stato solo un pretesto per iniziare il suo cambiamento.
Arriva in una situazione emozionale che lo porta a dire di �stare da Dio�.
Il fatto che poco dopo venga ucciso � il perfetto epilogo a mio parere. Aveva raggiunto la sua meta, il suo obiettivo. Muore contento. E lo si vede anche quando appoggiata la testa sul tavolo in cucina ricoperta di sangue spicca in modo lampante un sorriso sulla sua faccia.

Personaggio chiave � anche Ricky Fitts (Wes Bentley), vicino di casa ossessionato da un padre omofobico e psicolabile, che vende erba a Lester e bene o male lo supporta per tutto il tempo della sua �ricerca spirituale�.
Nonostante tutte le sue stranezze Ricky � un personaggio molto sicuro di se stesso, e non in un modo finto e ostentato per nascondere le proprie insicurezze come lo sono Angela o Carolyn, ma perch� sa perfettamente dov’� e dove vuole andare e con che mezzi.
Ha inoltre, in modo inspiegabile per un ragazzo di solo diciotto anni, raggiunto una consapevolezza del mondo che lo circonda che Lester riesce a raggiungere solo dopo la sua morte.
Dov’� la bellezza? Cos’� la bellezza? Non � dato saperlo ma nel momento in cui la vediamo ci sembra ovvia.
� un po’ il vero personaggio positivo della storia a cui il regista regala tutta la speranza per il futuro. � come era Lester alla sua et� e sia lui che il regista sperano che la vita non distrugga il suo modo di essere come ha fatto con tutti i personaggi adulti della storia.

Vincitore di cinque premi Oscar fra cui miglior fotografia e miglio regia, entrambi pienamente meritati. Per quanto esordiente Mendes ci regala un film mai noioso e dai colori vivi.
Mentre Kevin Spacey da al film quel valore aggiunto grazie ad una recitazione straordinaria che gli � valsa la statuetta per il miglio attore protagonista.

Qual � il senso dell’intero film? Qual � il senso dell’intera vita? Cerca di spiegarcelo Lester da morto. Ma noi, con i nostri piccoli occhi mortali, siamo in grado di capirlo?


�Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell’istante prima di morire. Prima di tutto l’istante non � affatto un istante. Si allunga per sempre come un oceano di tempo.
Per me fu lo starmene sdraiato al campeggio dei boy-scout a guardare le stelle cadenti.
Le foglie gialle degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada.
Le mani di mia nonna e come la sua pelle sembrava di carta.
E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird.
E Jane… E Jane.
E Carolyn.
Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi � successo. Ma � difficile restare arrabbiati quando c’� tanta bellezza nel mondo. A volte � come se la vedessi tutta insieme. Ed � troppo. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi. E smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia. E io non posso provare altro che gratitudine.
Per ogni singolo momento della mia stupida piccola vita.
Non avete la minima idea di cosa sto parlando ne sono sicuro. Ma non preoccupatevi… un giorno l’avrete.�

Napoli in serie B April 15th, 2006

Varie su di me

Dopo due anni di ingiusta C1 oggi il Napoli è risalito in B.

Forza Napoli ora più che mai!!!

Il grande Lebowski - Numero 13 April 4th, 2006

Integralismi cinematografici

Definire questo film � particolarmente arduo. Ha tutti gli elementi di un noir sul piano della storia ma fonda la sua forza su una serie enorme di battute e situazioni esilaranti che lo rendono a tutti gli effetti una commedia.
Joel Coen, regista e sceneggiatore, si diverte a ribaltare completamente quelli che sono i canoni e le atmosfere tipiche del noir, quasi dissacrandole e utilizzando una serie perfetta di luoghi comuni del cinema quasi a ridicolizzarli.
Tutti i personaggi hanno un che di paradossale, di pressoch� improbabile nel mondo reale. Ed � forse questa la forza del film.

Partendo dal protagonista, Jeffrey Lebowski (Jeff Bridges), da tutti conosciuto come Drugo (nella versione originale era Dude), possiamo gi� trovare qualcosa di impensabile nella vita di tutti i giorni.
Ormai non pi� giovane Drugo era un ex hippy e passa la sua vita fra canne, white russian e il bowling. � l’impersonificazione della pura calma e tranquillit�. Da giovane aveva dato il meglio di se nella contestazione politica (dice di essere stato uno degli estensori del manifesto di Port Huron, antesignano della contestazione studentesca) e di aver lavorato nel mondo della musica come tecnico del suono dei Metallica.
Ma, anche se non si sa il motivo, si � fermato e ora � concentrato su quelli che decide essere i suoi piaceri: alcol, mariuana e bowling.
� un personaggio essenzialmente positivo, vive la sua vita senza dare fastidio a nessuno e si trova immischiato in una storia solo per uno scambio di persona e solo perch� alcuni scagnozzi, per fargli un dispetto, gli rovinano un tappeto a cui teneva perch� �dava un tono all’ambiente�.
�gi�… beh stammi bene… io torno alla partita�
�certo, prendila come viene… so che lo farai�
�Sicuro, Drugo sa aspettare�

E questo diciamo che racchiude un po’ l’essenza del personaggio, un’essenza perfetta di quasi calma interiore. Perch� rovinarsi la vita con difficolt� che non esistono? Perch� rodersi il fegato per quelle che sono, in ogni caso, se viste in un’ottica di lungo periodo, sciocchezze?
Drugo sa aspettare. Ed � questo che lo rende uno dei personaggi migliori delle storie dei fratelli Coen.

Il Drugo per� � anche contornato da un sacco di personaggi, come Walter Sobchak (il mitico Johnny �pace all’anima sua� Goodman) che risulta essere, in qualche modo, il duale del Drugo e quindi sua perfetta spalla.
Veterano del Vietnam Walter � essenzialmente un fanatico. Fanatico religioso, fanatico delle regole, fanatico del suo essere stato in Vietnam.
Vive ogni suo momento come se fosse ancora in Vietnam a combattere e in realt� non vorrebbe altro. Tornato dal Vietnam, come gran parte dei reduci di quell’infausta guerra, viene abbandonato dallo stato a se stesso e come se non bastasse viene abbandonato anche dalla moglie.
�Questo non � il Vietnam. � il bowling, ci sono delle regole!�
Quest’ultimo un abbandono che dimostra di non aver superato, rimanendo legato in modo ossessivo alla religione ebrea che la moglie gli aveva fatto abbracciare.
In realt� � mosso da buoni sentimenti, cosa che lo rende un personaggio molto positivo. Il modo in cui cerca di perseguire i suoi obiettivi � pressoch� grottesco e aggiunge una grande ilarit� alla storia.

Piccolo personaggio invece quello di Theodore Donald ‘Donny’ Kerabatsos interpretato da un superlativo, come al suo solito, Steve Buscemi. Donny non � in realt� una parte attiva della storia, passa il suo tempo a fare strike e a sentenziare frasi del tipo �oggi mi sento un cannone�.
E a cercare di entrare, inutilmente, nei discorsi fra il Drugo e Walter.
Anche lui ha avuto una storia passata piena di vita: lo sappiamo per vie traverse, come tutte le storie degli altri personaggi, ma lui � stato un grande surfista e ha conosciuto tutte le onde di tutte le spiagge di Los Angeles.
Ironia degli sceneggiatori, Donny morir� quando mancher� uno strike.

I Coen quindi ci regalano questi personaggi un po’ strani ma simpatici, che in fondo si sanno godere la vita e la vivono nel modo pi� piacevole dal loro punto di vista e questa visione viene sottolineata da come vengono dipinti invece chi ha vinto nella vita.
I capitalisti, rappresentati da �Il grande Lebowski� e da produttore di porno Treehorn, sono visti in realt� come i veri e propri cattivi della storia. Legati morbosamente alla loro vanit� e al loro potere vivono una vita convinti di aver vinto.

Per il resto il film passa nel pi� completo buon umore e divertimento.
Geniali sono le trovate dei momenti onirici del Drugo. Si ritrova ballando in costume in grandi musical dalla scenografia spettacolare, vola sulla citt� e lungo una pista di bowling sotto le gambe di una decina di ballerine.
Solo per queste immagini psichedeliche vale la pena di guardare il film.

Vi lascio con una delle pi� belle presentazioni di un personaggio che mi ricordi, una voce fuori campo, una musica molto radio anni ‘40 e tanti luoghi comuni cinematografici:


�Nel lontano Ovest conoscevo un tipo, un tipo di cui voglio parlarvi.
Si chiamava Jeffrey Lebowski, o almeno cos� lo avevano chiamato gli amorevoli genitori. Ma lui non se ne serviva pi� di tanto, Jeffrey Lebowsi si faceva chiamare ‘Il Drugo’.
Gi� Drugo, dalle mie parti nessuno si farebbe chiamare cos�. Del resto con Drugo erano parecchie le cose che non mi quadravano e lo stesso vale per la citt� in cui viveva per� era proprio per questo che trovavo tanto interessante quel posto. La chiamavano Los Angeles, la citt� degli angeli, a me non sembrava che il nome le si addicesse anche se devo ammettere che c’era parecchia gente simpatica. Certo non ho mai visto Londra e non sono mai stato in Francia e non ho mai nemmeno visto la Regina in mutande come dicono alcuni per� posso dirvi una cosa: dopo aver visto Los Angeles e vissuto la storia che sto per raccontarvi beh penso di aver visto quanto di pi� stupefacente ci sia da vedere in tutti quegli altri posti e in tutto il mondo.
Perci� posso morire con un sorriso senza la sensazione che il signore mi abbia fregato.
La storia che sto per raccontare � successa nei primi anni novanta nel periodo del conflitto con Saddam e l’Iraq.
Lo dico solo perch� a volte si incontra un uomo… non dir� un eroe… perch� che cos’� un eroe… ma a volte si incontra un uomo… e sto parlando di Drugo… a volte si incontra un uomo… che � l’uomo giusto al momento giusto… nel posto giusto. L� dove deve essere. E quello � drugo di Los Angeles.
E anche se quell’uomo � pigro… e Drugo lo era di sicuro… forse anche il pi� pigro di tutta la contea di Los Angeles… il che lo mette in competizione per il titolo mondiale dei pigri… a volte si incontra un uomo… a volte… si incontra un uomo… aaaah, va beh ho perso il filo del discorso… al diavolo… � pi� che sufficiente come presentazione.�