Il grande Lebowski - Numero 13 April 4th, 2006
Integralismi cinematograficiDefinire questo film e’ particolarmente arduo. Ha tutti gli elementi di un noir sul piano della storia ma fonda la sua forza su una serie enorme di battute e situazioni esilaranti che lo rendono a tutti gli effetti una commedia.
Joel Coen, regista e sceneggiatore, si diverte a ribaltare completamente quelli che sono i canoni e le atmosfere tipiche del noir, quasi dissacrandole e utilizzando una serie perfetta di luoghi comuni del cinema quasi a ridicolizzarli.
Tutti i personaggi hanno un che di paradossale, di pressoche’ improbabile nel mondo reale. Ed e’ forse questa la forza del film.
Partendo dal protagonista, Jeffrey Lebowski (Jeff Bridges), da tutti conosciuto come Drugo (nella versione originale era Dude), possiamo gia’ trovare qualcosa di impensabile nella vita di tutti i giorni.
Ormai non piu’ giovane Drugo era un ex hippy e passa la sua vita fra canne, white russian e il bowling. E’ l’impersonificazione della pura calma e tranquillita’. Da giovane aveva dato il meglio di se nella contestazione politica (dice di essere stato uno degli estensori del manifesto di Port Huron, antesignano della contestazione studentesca) e di aver lavorato nel mondo della musica come tecnico del suono dei Metallica.
Ma, anche se non si sa il motivo, si e’ fermato e ora e’ concentrato su quelli che decide essere i suoi piaceri: alcol, mariuana e bowling.
E’ un personaggio essenzialmente positivo, vive la sua vita senza dare fastidio a nessuno e si trova immischiato in una storia solo per uno scambio di persona e solo perche’ alcuni scagnozzi, per fargli un dispetto, gli rovinano un tappeto a cui teneva perche’ “dava un tono all’ambiente”.
“gia’… beh stammi bene… io torno alla partita”
“certo, prendila come viene… so che lo farai”
“Sicuro, Drugo sa aspettare”
E questo diciamo che racchiude un po’ l’essenza del personaggio, un’essenza perfetta di quasi calma interiore. Perche’ rovinarsi la vita con difficolta’ che non esistono? Perche’ rodersi il fegato per quelle che sono, in ogni caso, se viste in un’ottica di lungo periodo, sciocchezze?
Drugo sa aspettare. Ed e’ questo che lo rende uno dei personaggi migliori delle storie dei fratelli Coen.
Il Drugo pero’ e’ anche contornato da un sacco di personaggi, come Walter Sobchak (il mitico Johnny “pace all’anima sua” Goodman) che risulta essere, in qualche modo, il duale del Drugo e quindi sua perfetta spalla.
Veterano del Vietnam Walter e’ essenzialmente un fanatico. Fanatico religioso, fanatico delle regole, fanatico del suo essere stato in Vietnam.
Vive ogni suo momento come se fosse ancora in Vietnam a combattere e in realta’ non vorrebbe altro. Tornato dal Vietnam, come gran parte dei reduci di quell’infausta guerra, viene abbandonato dallo stato a se stesso e come se non bastasse viene abbandonato anche dalla moglie.
“Questo non e’ il Vietnam. E’ il bowling, ci sono delle regole!”
Quest’ultimo un abbandono che dimostra di non aver superato, rimanendo legato in modo ossessivo alla religione ebrea che la moglie gli aveva fatto abbracciare.
In realta’ e’ mosso da buoni sentimenti, cosa che lo rende un personaggio molto positivo. Il modo in cui cerca di perseguire i suoi obiettivi e’ pressoche’ grottesco e aggiunge una grande ilarita’ alla storia.
Piccolo personaggio invece quello di Theodore Donald ‘Donny’ Kerabatsos interpretato da un superlativo, come al suo solito, Steve Buscemi. Donny non e’ in realta’ una parte attiva della storia, passa il suo tempo a fare strike e a sentenziare frasi del tipo “oggi mi sento un cannone”.
E a cercare di entrare, inutilmente, nei discorsi fra il Drugo e Walter.
Anche lui ha avuto una storia passata piena di vita: lo sappiamo per vie traverse, come tutte le storie degli altri personaggi, ma lui e’ stato un grande surfista e ha conosciuto tutte le onde di tutte le spiagge di Los Angeles.
Ironia degli sceneggiatori, Donny morira’ quando manchera’ uno strike.
I Coen quindi ci regalano questi personaggi un po’ strani ma simpatici, che in fondo si sanno godere la vita e la vivono nel modo piu’ piacevole dal loro punto di vista e questa visione viene sottolineata da come vengono dipinti invece chi ha vinto nella vita.
I capitalisti, rappresentati da “Il grande Lebowski”e da produttore di porno Treehorn, sono visti in realta’ come i veri e propri cattivi della storia. Legati morbosamente alla loro vanita’ e al loro potere vivono una vita convinti di aver vinto.
Per il resto il film passa nel piu’ completo buon umore e divertimento.
Geniali sono le trovate dei momenti onirici del Drugo. Si ritrova ballando in costume in grandi musical dalla scenografia spettacolare, vola sulla citta’ e lungo una pista di bowling sotto le gambe di una decina di ballerine.
Solo per queste immagini psichedeliche vale la pena di guardare il film.
Vi lascio con una delle piu’ belle presentazioni di un personaggio che mi ricordi, una voce fuori campo, una musica molto radio anni ‘40 e tanti luoghi comuni cinematografici:
“Nel lontano Ovest conoscevo un tipo, un tipo di cui voglio parlarvi.
Si chiamava Jeffrey Lebowski, o almeno così lo avevano chiamato gli amorevoli genitori. Ma lui non se ne serviva piu’ di tanto, Jeffrey Lebowsi si faceva chiamare ‘Il Drugo’.
Gia’ Drugo, dalle mie parti nessuno si farebbe chiamare così. Del resto con Drugo erano parecchie le cose che non mi quadravano e lo stesso vale per la citta’ in cui viveva pero’ era proprio per questo che trovavo tanto interessante quel posto. La chiamavano Los Angeles, la citta’ degli angeli, a me non sembrava che il nome le si addicesse anche se devo ammettere che c’era parecchia gente simpatica. Certo non ho mai visto Londra e non sono mai stato in Francia e non ho mai nemmeno visto la Regina in mutande come dicono alcuni pero’ posso dirvi una cosa: dopo aver visto Los Angeles e vissuto la storia che sto per raccontarvi beh penso di aver visto quanto di piu’ stupefacente ci sia da vedere in tutti quegli altri posti e in tutto il mondo.
Percio’ posso morire con un sorriso senza la sensazione che il signore mi abbia fregato.
La storia che sto per raccontare e’ successa nei primi anni novanta nel periodo del conflitto con Saddam e l’Iraq.
Lo dico solo perche’ a volte si incontra un uomo… non diro’ un eroe… perche’ che cos’ì un eroe… ma a volte si incontra un uomo… e sto parlando di Drugo… a volte si incontra un uomo… che e’ l’uomo giusto al momento giusto… nel posto giusto. Lì dove deve essere. E quello e’ drugo di Los Angeles.
E anche se quell’uomo e’ pigro… e Drugo lo era di sicuro… forse anche il piu’ pigro di tutta la contea di Los Angeles… il che lo mette in competizione per il titolo mondiale dei pigri… a volte si incontra un uomo… a volte… si incontra un uomo… aaaah, va beh ho perso il filo del discorso… al diavolo… e’ piu’ che sufficiente come presentazione.”








Bel film, l’ho visto una
Bel film, l’ho visto una notte di capodanno ed ero un po’ assonnato, quindi dovrei rivederlo con calma perchè alcune cose le ricordo un po’ annebbiate, ma tutto sommato il film è un po’ annebbiato, quindi va bene così. (Per esempio mi sfuggiva la componente noir)
Ti pongo un questito aneddotico: hai idea del perchè sia stato scelto il nome ‘Drugo’ come traduzione italiana di ‘Dude’? Dude è in effetti una parola che vuol dire tutto e niente e, come tale, è difficile da tradurre, mentre Drugo penso che sia stato coniato dal buon Burgess (in Inglese era Droog).
Per quanto riguarda il film direi che mi è piaciuto, va bene sia da vedere con ‘leggerezza’, sia da osservare nel dettaglio (cosa che io non ho fatto, ma mi dava l’impressione di essere curato e ricco di dettagli e finezze).
Vi saluto e torno nel mio torpore informatico.
bellissima la presentazione
bellissima la presentazione del personaggio!
aggiungo alla towatchlist
gran film
korovamilk
Gran film,
uno dei miei preferiti!
Un’attenzione particolare dovrebbe essere prestata anche alla fotografia(spettacolare) che rende bene l’atmosfera surreale della pellicola e alla colonna sonora particolarmente azzeccata