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	<title>Comments on: American Beauty - Numero 14</title>
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	<description>...there's a new movie sheriff in town...</description>
	<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 07:12:54 +0000</pubDate>
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		<title>By: Elisa</title>
		<link>http://www.cinemablog.org/2006/04/18/american_beauty_-_numero_14/#comment-139</link>
		<dc:creator>Elisa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 01:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Finalmente un film che ho&lt;br /&gt;Finalmente un film che ho visto! Purtroppo l'ho visto solo quand'è uscito al cinema, ormai parecchio tempo fa, quindi non lo ricordo alla perfezione, ma mi aveva colpito così profondamente che non ho affatto dimenticato le impressioni che avevo provato. Insomma, tutto questo preambolo per dire che non sono molto d'accordo con la tesi che mi sembra sia alla base della tua recensione, ma non posso citarti scene e dettagli per sostenenere la mia. 
Quello che non condivido, di quello che hai scritto, è l'idea di film come invettiva, nè penso che la divisione che fai tra personaggi "positivi" e "negativi" sia appropriata. Mi spiego: entrambi questi concetti prevedono che l'autore, durante il film, giudichi. In qualche maniera, quindi, si senta migliore di quello di cui sta parlando. L'impressione che ho avuto io invece è che Mendes si limiti a descrivere, sospendendo il giudizio, raccontando storie e non idee, persone reali e non modelli di comportamento. Tratta, secondo me, tutti i suoi personaggi quasi con tenerezza, facendo uscire da ognuno di loro quello che hanno veramente dentro, insomma chiedendogli solo "chi sei?" e non "cos'hai da insegnare?". Mi sembra che in ogni personaggio ci sia una grande ambiguità, e che ogni chiave di lettura lo appiattisca su una parte della sua verità, ma non riesca a coglierlo nella sua interezza. E per fortuna! perchè se riuscissimo a dire tutto quello che c'è da dire su un personaggio in parole, vorrebbe dire che il film ha fallito. Ci sono certe cose che solo il cinema può mostrare, e il suo compito è mostrare esattamente quelle (non è un'idea mia, parafraso Kundera). Faccio un esempio: Lester è un personaggio alla ricerca di una vita più autentica, o un patetico cinquantenne in crisi di mezz'età? No, perchè non puoi far finta che non sembri anche uno squallido cinquantenne in crisi, un po' porco. Qual'è la verità? Nessuna delle due, la verità è solo il personaggio che si muove sullo schermo. 
Certo, non nego che il ritratto che esce è cupissimo, e forse io la vedo ancora peggio di te perchè mi sembra che in realtà non si salvi nessuno, soprattutto non l'angoscioso vicino di casa (perchè non hai parlato della figlia poi?), ma secondo me Mendes lascia che sia lo spettatore a giudicare, dopo avergli spiegato come stanno le cose, non gli fornisce una visione già definita. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente un film che ho<br />Finalmente un film che ho visto! Purtroppo l&#8217;ho visto solo quand&#8217;è uscito al cinema, ormai parecchio tempo fa, quindi non lo ricordo alla perfezione, ma mi aveva colpito così profondamente che non ho affatto dimenticato le impressioni che avevo provato. Insomma, tutto questo preambolo per dire che non sono molto d&#8217;accordo con la tesi che mi sembra sia alla base della tua recensione, ma non posso citarti scene e dettagli per sostenenere la mia.<br />
Quello che non condivido, di quello che hai scritto, è l&#8217;idea di film come invettiva, nè penso che la divisione che fai tra personaggi &#8220;positivi&#8221; e &#8220;negativi&#8221; sia appropriata. Mi spiego: entrambi questi concetti prevedono che l&#8217;autore, durante il film, giudichi. In qualche maniera, quindi, si senta migliore di quello di cui sta parlando. L&#8217;impressione che ho avuto io invece è che Mendes si limiti a descrivere, sospendendo il giudizio, raccontando storie e non idee, persone reali e non modelli di comportamento. Tratta, secondo me, tutti i suoi personaggi quasi con tenerezza, facendo uscire da ognuno di loro quello che hanno veramente dentro, insomma chiedendogli solo &#8220;chi sei?&#8221; e non &#8220;cos&#8217;hai da insegnare?&#8221;. Mi sembra che in ogni personaggio ci sia una grande ambiguità, e che ogni chiave di lettura lo appiattisca su una parte della sua verità, ma non riesca a coglierlo nella sua interezza. E per fortuna! perchè se riuscissimo a dire tutto quello che c&#8217;è da dire su un personaggio in parole, vorrebbe dire che il film ha fallito. Ci sono certe cose che solo il cinema può mostrare, e il suo compito è mostrare esattamente quelle (non è un&#8217;idea mia, parafraso Kundera). Faccio un esempio: Lester è un personaggio alla ricerca di una vita più autentica, o un patetico cinquantenne in crisi di mezz&#8217;età? No, perchè non puoi far finta che non sembri anche uno squallido cinquantenne in crisi, un po&#8217; porco. Qual&#8217;è la verità? Nessuna delle due, la verità è solo il personaggio che si muove sullo schermo.<br />
Certo, non nego che il ritratto che esce è cupissimo, e forse io la vedo ancora peggio di te perchè mi sembra che in realtà non si salvi nessuno, soprattutto non l&#8217;angoscioso vicino di casa (perchè non hai parlato della figlia poi?), ma secondo me Mendes lascia che sia lo spettatore a giudicare, dopo avergli spiegato come stanno le cose, non gli fornisce una visione già definita.</p>
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		<title>By: Anonymous</title>
		<link>http://www.cinemablog.org/2006/04/18/american_beauty_-_numero_14/#comment-140</link>
		<dc:creator>Anonymous</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 1970 01:00:00 +0000</pubDate>
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		<description>Punti di vista&lt;br /&gt;Si capisco il tuo punto di vista...

mi spiego meglio... un esempio semplice e diretto è Carolyn che quando è da sola si tira gli schiaffi e si da della stupida oppure quando torna a casa nelle ultime scene vede i vestiti del marito e si mette a piangere disperata capendo quello che aveva fatto... e lei nella società cerca di proiettare un'immagine vincente di se per tutto il film ma solo alla fine fa i conti con se stessa... 
Stessa cosa con il vicino di casa che picchia il figlio e gli fa un lavaggio del cervello lanciandosi in un'invettiva contro gli omosessuali per poi baciare fra le lacrime Lester...
quindi diciamo che c'è una via di mezzo fra il volerli stereotipare e il non volerli stereotipare...

quello su cui non sono d'accordo è il concetto di dare un giudizio...Mendes ha tutta la voglia di giudicare questa società prima ancora dei personaggi... e poi giudica anche i personaggi... soprattutto quelli che si fanno rinchiudere nella quotidianità e vivono con l'ossessione dell'occhio altrui...

poi essendo un film molto complesso ognuno lo vede e lo vive in un modo diverso. Io sono dell'idea che ciascuno di noi viva il film che vede in un modo diverso e l'attaccamento che si avrà nel futuro per quel film è legato a mille fattori emozionali che escono al di fuori del film e si legano alla vita dello spettatore...

insomma mi sono un po' perso ma spero di aver detto la mia (un po' confusa forse) al riguardo

---------------------------------------------
Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.

&lt;a href="http://www.matteovitolo.com" target=blank&gt;&lt;img src="http://img72.imageshack.us/img72/8995/teo4003ht.jpg"&gt;&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Punti di vista<br />Si capisco il tuo punto di vista&#8230;</p>
<p>mi spiego meglio&#8230; un esempio semplice e diretto è Carolyn che quando è da sola si tira gli schiaffi e si da della stupida oppure quando torna a casa nelle ultime scene vede i vestiti del marito e si mette a piangere disperata capendo quello che aveva fatto&#8230; e lei nella società cerca di proiettare un&#8217;immagine vincente di se per tutto il film ma solo alla fine fa i conti con se stessa&#8230;<br />
Stessa cosa con il vicino di casa che picchia il figlio e gli fa un lavaggio del cervello lanciandosi in un&#8217;invettiva contro gli omosessuali per poi baciare fra le lacrime Lester&#8230;<br />
quindi diciamo che c&#8217;è una via di mezzo fra il volerli stereotipare e il non volerli stereotipare&#8230;</p>
<p>quello su cui non sono d&#8217;accordo è il concetto di dare un giudizio&#8230;Mendes ha tutta la voglia di giudicare questa società prima ancora dei personaggi&#8230; e poi giudica anche i personaggi&#8230; soprattutto quelli che si fanno rinchiudere nella quotidianità e vivono con l&#8217;ossessione dell&#8217;occhio altrui&#8230;</p>
<p>poi essendo un film molto complesso ognuno lo vede e lo vive in un modo diverso. Io sono dell&#8217;idea che ciascuno di noi viva il film che vede in un modo diverso e l&#8217;attaccamento che si avrà nel futuro per quel film è legato a mille fattori emozionali che escono al di fuori del film e si legano alla vita dello spettatore&#8230;</p>
<p>insomma mi sono un po&#8217; perso ma spero di aver detto la mia (un po&#8217; confusa forse) al riguardo</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.</p>
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