Gatto nero, gatto bianco - Numero 18 May 16th, 2006
Integralismi cinematograficiPossono un gatto nero e un gatto bianco sposarsi?
Emir Kusturica ci racconta una bellissima favola nel modo che gli e’ usuale. Lui ha questo modo di girare che trasporta lo spettatore in un altro tempo e in un altro luogo. Quello che racconta non e’ applicabile alla realta’ e al mondo che ci circonda, ma solo ed esclusivamente al mondo delle sue favole.
Ha un che di sogno questo film. Immagini oniriche lo riempiono e lo rendono quel gioiello tempestato di pietre preziose che e’ a tutti gli effetti.
Kusturica gira Gatto Nero Gatto Bianco dopo averci proposto il claustrofobico e geniale Underground, ma e’ lampante come le trovate e la genialita’ del girare siano in realta’ le stesse.
Il colore e la fotografia sono così pregni e ci regalano perfettamente le immagini del mondo gitano, in qualche modo chiassoso e farsesco. Tutto ha un che di irriverente e stupisce con che impegno e perfezione tutti i minimi particolari siano stati perfettamente orchestrati.
Tornando a questo film in particolare sono tante, veramente tante, le piccole e geniali invenzioni cinematografiche che ci propone. Parlando di immagini in particolare come non menzionare l’orchestra che viene appesa agli alberi come se fossero frutti, oppure la carrozzina elettrica che porta in giro il signorotto locale.
Senza dimenticarsi della scena d’amore nel campo di girasoli. Di una bellezza e di un sentimento che rimette in pace con il mondo.
In questa scena troviamo anche un piccolo tributo ad Amarcord di Fellini. Zare che solleva Ida prima che lei gli dica baciami richiama perfettamente la scena della tabaccaia.
D’altra parte lo stesso Kusturica racconta della sua passione per il Maestro.
Per quanto anche la storia in se, una vera e proprio fiaba, e’ a tutti gli effetti geniale. Trasportare la storia classica delle varie cenerentole o belle addormentate nel mondo gitano e’ sicuramente la forza del cinema di Kusturica: tutto il racconto si basa sulle luce e sulla fotografia, le inquadrature i movimenti di macchina, i personaggi strani e irreali, tutto sottolineato e accentuato dalla musica, naturalmente sempre e solamente, balcanica.
Possono gatto nero e gatto bianco sposarsi? E’ questa la domanda del film, ma non e’ semplicemente una metafora dei due amori che si incrociano. Certo questo film parla di amore ed e’ una delle storie d’amore piu’ belle e romanticamente e sentimentalmente meglio raccontante degli ultimi anni. Il nipote alto e strano del signorotto locale si innamora della sorella piccola e bassa di un criminale di guerra. Gatto Nero e Gatto Bianco. Ed e’ amore a prima vista, perche’ entrambi si stavano cercando da una vita.
E come ci propone il gatto nero delle storie d’amore per contrapposizione ci propone anche il gatto bianco. La storia d’amore fra il giovane Zare e la bella Ida, giovani coetanei belli; l’amore piu’ semplice e naturale, pieno di speranze per il futuro. Un amore cercato e voluto, corteggiato e bramato da Zare che alla fine verra’ premiato.
Ma gatto Nero e Gatto Bianco non sono solo in amore: Padre e figlio, nonno e nipote, amici di vecchia data e amici per il futuro. Il film e’ di coppie. Di unioni. Di gatti neri e di gatti bianchi che camminano insieme.
“I think this is the beginning of a beautiful friendship” dice il signorotto locale, in inglese, parafrasando il finale di Casablanca. E lo dice sul finale, come a sottolineare la visione del mondo di Kusturica. In Casablanca possiamo dire che c’e’ un finale amaro, l’inizio della “beautiful friendship” e’ in realta’ molto triste. Qui no. Kusturica vuole mettere sempre nei suoi film un finale felice. E ce lo scrive anche per chi non lo avesse capito.
Perche’ cercare anche nei film il dramma, la tristezza. Non ci basta la realta’?
Almeno nel film, dove lui puo’ decidere del destino dei suoi personaggi, vuole che ci sia un “happy end”.
E io adoro Kusturica per questo.
Il messaggio di Kusturica e’ quanto di piu’ bello la sua filosofia ci possa regalare.
I suoi personaggi vivono in un mondo in cui la poverta’ e la fame, sfruttatori e truffatori, criminali di guerra e approfittatori ne fanno da padroni. Ma si puo’ rimanere puri e si puo’ vivere felicemente dimenticandosi di tutto il resto e sopravvivendo grazie alla rakjia, alla musica, all’amore, al sesso.
Il resto non ha molta importanza.
E chi persegue il resto, probabilmente, non ha capito.
“Il mio cinema e’ attraversato da una dimensione non necessariamente razionale dell’esistenza, legata in questo caso alla “magia degli sguardi”… dei gatti!
Un docente all’accademia insisteva nel dire che dovevamo rendere leggere le situazioni reali. Rendere leggera, per esempio, la camminata dell’attore. Io ho preso questa lezione alla lettera e ho insegnato agli attori ad alzarsi da terra.”
-Emir Kusturica








bellissimo il delirio del
bellissimo il delirio del cadavere, del ghiacciu che si scioglie…
gran film
Grande!
Naturalmente nn l’ho visto…quindi mi tocca come al solito parlare a vanvera :-D.
Mi fido del giudizio, anche perchè Kusturica è un genio e tutti i film che ho visto sono dei capolavori…mi riprometto di vederlo al più presto…così magari faccio un commento intelligente!
Fai un altro concorso!!!!
val
Mi era sfuggita questa tua recensione!
Bhe, cheddire?! Questo è uno dei miei film preferiti
Adoro come Kusturica riesca a rendere estremamente onirici e poetici tutti questi personaggi ed il loro “chiasso”.
E comunque, hai già detto tutto tu, nel tuo bellissimo post.
Complimenti, caro
A presto
Alessandra