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…there’s a new movie sheriff in town…

Anything Else - Numero 22 October 22nd, 2006

Integralismi cinematografici

Se i vecchi potessero e i giovani sapessero dice un vecchio adagio. Cosa direbbe il vecchio Allen al giovane Allen della sua vita se potesse parlargli? Cosa direbbe il nostro IO anziano al nostro IO giovane? Woody Allen si butta in questo gioco con se stesso in Anything Else. Tutto condito dal solito e pregnante amore per la città di New York. Woody Allen è l’unico che riesce a dipingere una città cosmolipolita come New York nel modo più romantico e intenso.

La parte del giovane Allen, il personaggio di Jerry Falk, è interpretato da colui che è considerato il vero erede di Allen, Jason Biggs, che molti di noi ricorderanno alle prese con una calda torta di mele.
Ed è importante che sia lui perchè come sempre Woody Allen ci racconta storie tratte dalla sua vita. Non è un mistero che molti dei suoi film siano i risultati della sua lunghissima esperienza di analisi. E quindi decide di giocare più e più volte con la realtà. Ed è facile che più di una volta il personaggio Woody Allen si estranei dalla storia e guardando direttamente in camera, guardando negli occhi lo spettatore non esclami qualcosa del tipo “non sarebbe fantastico se la realtà fosse veramente così?”.
Il risultato è ottimo come in gran parte dei film di Woody Allen. Ottima comicità, ottima fotografia, ottimo montaggio, la storia è accattivante e ci inchioda alla poltrona. Cosa chiedere di più?

E quindi Woody Allen gioca con se stesso, accarezzando e consigliando nel modo migliore il suo alter ego giovane.
Una volta ero in un taxi, era parecchi anni fa, stavo cianciando con il tassista a proposito di queste cose di cui blateravi tu poco fa: la vita, la morte, il vuoto universo, il significato dell’esistenza, l’umana sofferenza. E il tassista mi disse: “Guardi, è come tutto il resto”. Riflettici.
Tutto il film è impreziosito da queste scenette in cui Dobel regala queste piccole perle di saggezza a Falk. Al momento sembrano messe lì in modo estemporaneo, senza un senso ma per il semplice e puro piacere di dirle. Regalano colore all’intera pellicola e, diciamocelo, molte fanno proprio ridere. Ma sono tutte messe lì per un determinato motivo. Sono tutte propedeutiche alla crescita del giovane Woody Allen che non potrebbe accettare una soluzione chiara e decisa della realtà. Può solo arrivarci con tanti piccoli indizi.

Da un lato Falk, cerca di combattere per il suo lavoro, scrittore umoristico per comici già affermati, come fece lo stesso Allen in gioventù, è sfruttato e legato al suo strambo manager interpretato magistralmente da un ottimo, come al solito, Danny de Vito.
Dobel, il vecchio Woody Allen, lo convince e lo aiuta a crescere e accettare quel lavoro in California, dicendogli che lavoreranno insieme. Dobel non partirà per una strana storia fatta di macchine veloci, poliziotti e una pistola. Che sia vero o no Dobel non partirà con Falk. Il dubbio che fosse una cosa vera o no rimarrà al giovane Woody Allen.

Mentre parallelamente Falk vive una malata storia con la sua ragazza. Christina Ricci, Amanda, è una ragazza complessata. Problemi di autostima, fortemente incentrata su se stessa, egoista forse è la parola giusta. Uno di quei egoisti che antepongono se stessi a chiunque, anche alla persona che si presuppone sia il proprio amato.
È forse il peggiore dei personaggi della storia. Altamente irritante Amanda maltratta il povero Falk che accecato dall’amore non riesce a vedere la realtà dei fatti. L’immagine di donna perfetta che Falk ha proiettato su di lei lo acceca e non gli da la possibilità di vederla per quello che. Viziata, egoista e profondamente infelice.
Falk deciderà alla fine di lasciarla. Troppo difficile, troppo stancante. Ha davanti a se una nuova avventura e non vuole che, come sempre, sia bloccata da quello strano amore che gli porta solo fatica e dolore.
Ma, come direbbe qualche giovane filosofo pavese, se la battaglia può averla vinta Falk la guerra la vince la bella Amanda. Infatti troverà un altro imbecille da stordire con la sua bellezza e la sua femminilità. Proprio quel dottore che l’aveva visitata e di cui il buon Falk era geloso. Oh beh, questo mondo forse è ingiusto, ma almeno Falk è cresciuto e ha imparato.
Falk non ha più bisogno di Dobel che sparirà nel nulla da dove è arrivato. E lo capisce esattamente nel finale. Prende il taxi e parte per la sua nuova vita.
“La battuta perfetta su Dobel è quella vecchia freddura che anche un orologio fermo due volte al giorno dice l’ora esatta. Dobel era dotato di ironia e avrebbe apprezzato molto che io avessi una, per usare una sua parola, furtuita visione di Amanda lasciando la città andando all’aereoporto. Eh il medico… sapevo che il medico era pazzo di lei… “
“Che ha detto?” [il tassista]
“Eh… Uh… Stavo solo dicendo come è strana la vita e quanto è piena di inesplicabile mistero.”
“Beh guardi… è come tutto il resto”

16 Responses to “Anything Else - Numero 22”

  1. pulippo@www.zampironi.org says:

    vitolani su qualche rivista
    vitolani su qualche rivista specializzata!!!

    hai gia’ buona parte della spocchia che contraddistingue un buon critico cinematografico ;)

    Ing. Zamp. Pulippo
    http://www.zampironi.org

  2. Silvia says:

    non ho visto il film…ma
    non ho visto il film…ma volevo lasciarti un segno del mio passaggio…
    mi fa sempre sorridere la tua dolcissima incapacità di distanziarti da ciò che vedi (o, per restare in tema, credi di vedere)…direi che quando hanno inventato l’immedesimazione nei personaggi pensavano a te…

    (sarei curiosa di sapere in realtà di cosa parla il fim… :-)

    a parte gli scherzi…bella recensione teo…

    a presto

  3. jimmy says:

    Ho letto a proposito di
    Ho letto a proposito di questo film diverse stroncature e il voto di imdb.com e` solo 6.4. Credo che in generale questo film sia sottovalutato e mi fa piacere leggerne una recensione positiva.

  4. stongiobro says:

    Ho visto il film ieri sera e
    Ho visto il film ieri sera e ne sono rimasto molto soddisfatto!
    Non avevo idea del giudizio della critica su questo ultimo lavoro del piccolo grande WA, anche perchè le uniche recensioni che leggo sono quelle di Teo (ergo sto messo proprio male!!!).
    A me è parso un film perfettamente calibrato, in cui i cambi di ritmo, le battute, la fotografia e la musica sono dosati con magistrale precisione. Nei suoi film New York sembra sempre il posto più bello del mondo!
    Mi è capitato, durante la visione, di ridere per le battute del buon vecchio Dobel e per la sua scelte lessicali estremamente ricercate; al contrario mi è capitato anche di irritarmi e incazzarmi col protagonista giovane per quella cronica e insana incapacità di tirare fuori le palle ed aprire gli occhi. Mio dio…l’analista e Amanda, potendo, li avrei ammazzati!!!
    …A me un film piace quando mi fa ridere e arrabbiare, piangere e, perchè no, annoiare, se richiesto in quel momento!!!
    …beh comunque…grazie Teo perchè non sapevo nemmeno che questo film esistesse prima che me ne parlassi!

    P

  5. Teo says:

    Evviva Evviva!
    Ti nomino
    Evviva Evviva!

    Ti nomino ufficialmente miglior commentatore del mio sito

    :D

    Teo

    ———————————————
    Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.

  6. Mo says:

    Con tutto il rispetto, ma è
    Con tutto il rispetto, ma è anche l’unico commentatore…

  7. Teo says:

    eh… magari fossero tutti
    eh… magari fossero tutti come te eh Mo?

    ———————————————
    Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.

  8. fra@mapelli.homelinux.org says:

    beh, in questa pagina non
    beh, in questa pagina non siamo mica pochi ad avere commentato… :P per non parlare dei recenti flames nell’articolo su Johnny Depp

  9. Mo says:

    Vivremmo in un mondo pessimo
    Vivremmo in un mondo pessimo popolato da individui straordinariamente intelligenti.

  10. Anonimo says:

    già viviamo in un mondo
    già viviamo in un mondo pessimo e gli individui intelligenti non ci sono di grande aiuto

  11. Anonimo says:

    e soprattutto un mondo pieno
    e soprattutto un mondo pieno di modestia

  12. Anonimo says:

    …certo che se uno è
    …certo che se uno è straordinariamente intelligente ma non ha le palle per venire fuori a giocare con il mondo vero è tutto un po’ inutile…

  13. fra@mapelli.homelinux.org says:

    woowww flame su di
    woowww flame su di noi!!

    peccato che tu nn ti sia firmato, sarebbe stato molto piu’ emozionante assistere all’evolversi della disputa (sperando che ci sia una bollente risposta!!)

  14. Mo says:

    Ma poi, che cos’è un
    Ma poi, che cos’è un nome?…Forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe d’avere il suo profumo se la chiamassimo con altro nome?

    Ah, come sono dotto e come mi crogiuolo tracotante nel dolce brodo del mio sapere…

    Torno al calduccio nel mondo dei pavidi saccenti, con permesso.

  15. fra@mapelli.homelinux.org says:

    beh, il nome ha la sua
    beh, il nome ha la sua importanza, come ho gia’ evidenziato in un articolo su shakespeare, la rosa e un animale buffo :)

  16. Mo says:

    Lo so, a suo tempo avevo
    Lo so, a suo tempo avevo letto, infatti ti ho offerto un generoso spunto.

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