Clerks II - Numero 23 October 30th, 2006
Integralismi cinematograficiTorno a parlare di Kevin Smith perchè attendevo da tempo il suo ritorno e soprattutto perchè questo nuovo film mi ha convinto molto. In realtà non è solo il film ad avermi convinto è l’intero progetto che Kevin Smith sta portando avanti. Infatti quando uno vede un film di solito si affeziona al personaggio principale. Diventa un amico, un personaggio conosciuto e lo spettatore vorrebbe sapere quello che gli capita dopo.
Ed ecco che Kevbn Smith ci tira fuori la genialata: porta avanti contemporaneamente tutti i personaggi che crescono in tutti i suoi film. Quindi in “Jay e Silent Bob fermate Holywood” quando i protagonisti entrano in un Mooby’s chi trovano come commessi? Ma naturalmente i nostri affezionati Dante e Randal! E gli esempi sono svariati in tutta la filmografia di Kevin Smith.
La ricetta è la stessa del primo Clerks ed è la stessa che ha caratterizzato i primi film di Kevin Smith. Tutta la storia è ambientata nello stesso posto, ai tempi di Clerks era il “Quick Stop” ora è il Mooby’s, parodia estrema e abbastanza cattiva di uno strano ibrido fra Disney e Mac Donald, di cui i dirigenti, in un altro film, venivano uccisi da un angelo della morte caduto in terra. Insomma i tempi cambiano e la globalizzazione arriva anche per Randal e Dante che avevamo lasciato dodici anni fa al Quick Stop.
Ed è proprio li che ritroviamo Dante, davanti al suo amato Quick Stop. Peccato che stia andando in fiamme e la vita di Dante cambia. Ho apprezzato molto l’inizio in bianco e nero a sottolineare un legame fortissimo con il primo film.
Ma sono passati anche dodici anni. Il Kevin Smith di allora era un appassionato di fumetti, sceneggiatore, con il pallino del cinema. Ora Kevin Smith è un regista affermato e conosciuto a livello mondiale. I due film risultano stilisticamente vicini, ma in un certo modo molto diversi. Il secondo in particolare ha una trama ben chiara e decisa, con la presentazione del personaggio la crescita e l’evoluzione finale. Il primo era privo di un filo conduttore e questo era stato forse il punto di forza dell’intero film: non succedeva niente e succedeva tutto e lo avevo trovato geniale. Il secondo è completamente diverso. Ma vi assicuro che non rimarrete delusi.
I personaggi sono gli stessi, Dante, il commesso responsabile e coscienzioso che ci tiene che tutto vada nel modo giusto e Randal, un adolescente sboccato e dispettoso in un corpo di un trentenne fatto e finito.
Senza parlare di Jay e Silent Bob personaggi fondamentali e irrinunciabili nell’economia di ogni storia scritta da Kevin Smith. Ormai passo ogni film ad aspettare l’unica e sola frase di Silent Bob che ci aprirà , ancora una volta la mente. E la lancio lì. Jay e Silent Bob oscar come miglior attori non protagonisti.
Infine come non parlare di Rosario Dawson. Brava, molto brava. Ammiccante nel modo e nella quantità giusta e recita perfettamente la ragazza della porta a fianco. Senza contare che è una delle attrici più belle e sexy di hoolywood.
Non è Dogma, ne Chasing Amy ma mi assicuro che chi ha amato il primo film di Clerks non potrà non adorare anche questo.
E poi questo nostalgico finale con il ritorno in bianco e nero e una scena presa identica da Clerks con l’avventrice che controlla tutte le scadenze dei cartoni del latte, beh è molto in stile Kevin Smith che richiama e cita se stesso in tutti i film.
E poi Jay (con una canottiera con sopra disegnato il Cristo Compagnone, protagonista di Dogma) e Silent Bob si sono convertiti al Cattolicesimo, the new and improved Jay e Silent Bob:
“Sai ogni tanto penso, potevo fare qualcosa di più nella vita che stare contro un muro a vendere erba e merda varia. Tipo il medico degli animali. Scusa perchè no? Adoro foche e tartarughe! O magari l’astronauta. Si il primo bastardo rottoinculo che scopre una galassia. O una nuova forma di vita aliena t’immagini? E poi se la fa! E dopo la gente! Eccolo la che si è scopato anche i marziani! Cazzo i primi clienti dopo il nostro trionfale ritorno: fai il duro!”







A parte qualche volgarita`
A parte qualche volgarita` eccessiva e, a mio parere, evitabile, ho trovato il film davvero carino: si lascia guaradre, diverte e, se lo si guarda nella serata giusta, fa anche riflettere.
Il valore aggiunto del film, secondo me, e` proprio l’interpretazione di Rosario Dawson, estremamente azzeccata, calata nella parte e, gusto personale, davvero bella.
Per quanto riguarda l’unica e sola frase di Silent Bob, ammetto di non averla apprezzata subito, come era sempre capitato nei precedenti film di Smith, ma ripensandoci e` forse la piu` acuta in assoluto.
Voto complessivo: 7+
Sai, le volgarità sono
Sai, le volgarità sono parte dello stile di Kevin Smith, penso le usi consciamente per sdramatizzare le parti serie e per, in qualche modo accentuarle. Che sembra una contraddizione però è così.
———————————————
Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare.
ogni tanto giudico la qualià dei film in base a quanto fanno muovere gli angoli della mia bocca. e in base a questo (in particolare quella frase sui marziani!) lo giudico un gran bel film. degno del primo!
tra i due non potrei premiare il mio preferito.. anche se effettivamente il fatto che “non succedesse nulla” è abbastanza affascinante..
BUONE FESTE!