Cinema Blog

…there’s a new movie sheriff in town…

Archive for December, 2006

Menevadoinammerica December 23rd, 2006

Varie su di me

Cari lettori… Me ne vado in Ammerica per un mese e quindi questo blog (che già di suo stenta ad essere aggiornato in questo ultimo periodo) sarà fermo fino al mio ritorno…
potete però godervi i miei pensieri sull’Ammerica sul blog del mio viaggio
Rod Tu Chelifornia
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Un giusto riconoscimento… December 14th, 2006

Varie Cinematografiche

Era ora… l’Academy Awards consegner� l’Oscar alla carriera a Ennio Morricone.

Dopo cinque nomination e nessuna statuetta hanno deciso che uno dei pi� grandi compositori del cinema non poteva non essere premiato.

sono veramente tanti i capolavori che ha creato, ma il mio preferito, quello che mi ha fatto venire la pelle d’oca sentito dal vivo all’Arena di Verona, � Here’s to you, colonna sonora di Sacco e Vanzetti:

Here’s to you Nicola and Bart

Rest forever here in our hearts

The last and final moment is yours

That agony is your triumph!

Sostiene Pereira - Numero 26 December 11th, 2006

Integralismi cinematografici

Tratto dal libro di Antonio Tabucchi, Sostiene Pereira � uno di quei film che tutti dovrebbero vedere, per legge. In giovent�, mi ricordo, avevo adorato il libro, con quel sintagma “Sostiene Pereira” che prende le distanze dalla storia ma avvicina in modo impressionante al personaggio. E quando lo avevo letto, come al mio solito, mi ero arrovellato alla ricerca di una faccia, del Pereira perfetto.
E, cavoli, Faenza lo ha fatto con una facilit� che ha del spettacolare: Mastroianni, oramai lontano dal “Marcello, Come here” della Dolce Vita, � a tutti gli effetti Pereira.
Pereira, forse un po’ vigliacco, forse molto impaurito � in realt� smarrito dalla perdita della moglie. E Mastroianni � cos�, smarrito, perso, con un’inerzia che lo spinge a farsi scivolare addosso tutto quello che succede, fare il suo compitino a casa e non chiedere troppo.
Pereira poi ha dei dialoghi fantastici con la foto della moglie defunta. Ci parla proprio come se fosse li e gli rispondesse. Sono veri e propri dialoghi. Quello di cui molti non si sono accorti � che la foto della moglie cambia. Commenta le frasi del marito con il suo sorriso, a volte sarcastico, a volte preoccucato a volte sollevato.
Mastroianni � quindi perfetto e tutto il film � denso di una strana atmosfera. Da una parte abbiamo l’imporsi del totalitarismo e le sue ingiustizie. Dall’altra per tutto il film cresce questa voglia di rivalsa, questo odio e malsopportazione per le ingiustizie.
Naturalmente tutto � sottolineato dalla colonna sonora di un sempre perfetto e geniale Ennio Morricone. La canzone simbolo del film � di una forza e un sentimento fuori dal normale e si adatta in modo perfetto alle atmosfere create da Faenza.

Non � un caso che Pereira sia cos� attratto dalla morte. La dittatura che si sta instaurando intorno a se la glorifica e lui, che della vita � sempre pi� stufo e annoiato, la trova preoccupantemente interessante.
Ma la vita gli prepara uno scherzetto e gli fa incontrare Monteiro Rossi, giovane e innamorato. Dal primo momento che lo vede Pereira si trova davanti ad uno specchio che per magia lo riporta indietro nel tempo. Monteiro Rossi ama la vita, � innamorato e mette in tutto quello che fa quella passione particolare. E ha la stessa ciocca di capelli ribelli, che continua a cadere sulla fronte, proprio come Pereira quando era giovane.
Da quel momento in poi Pereira avr� l’impressione di aiutare quel giovane un po scapestrato. In realt� non � cos�. Sar� Monteiro Rossi che con la sua passione, quasi contagiosa, tirer� fuori dall’ignavia e della codardia Pereira.
Intorno tutta la nazione va a rotoli. Le libert� vengono massacrate e negate in nome del patriottismo e della sicurezza e chi ha la forza e il coraggio di opporsi viene massacrato dalla polizia. A Pereira questo non piace o almeno lo sostiene. Ma non riesce a fare niente per impedirlo.
In realt�, nella sua congregazione di anime sta per nascere un nuovo Io Dominante, come il Dottor Cardoso gli ha spiegato. Un nuovo Pereira sta crescendo e lui stesso non se ne accorge. Lui, giornalista e responsabile della pagina culturale del Lisboa, giornale fintamente indipendente, non vede come sarebbe semplice denunciare le brutture dell’instaurazione di una dittatura. Ma capisce che dovrebbe farlo quando incontra una signora ebrea di origini tedesche sul treno, in attesa di poter scappare negli Stati Uniti.
“Ma cosa vuole che faccia?”
“Lei che pu� scrivere sul giornale, racconti quel che succede, faccia sentire che non � d’accordo.”
“Si, signora, ma io non sono Thomas Mann, traduco racconti dal francese, non saprei fare di pi�.”
“Lo crede davvero? Forse tutto si pu� fare, basta averne la volont�”
Queste parole faranno breccia nel nuovo Io Dominante di Pereira che far� un primo passo verso il suo riscatto: pubblicher� la traduzione di quel racconto breve che finisce con Viva La Francia.
Sar� il sacrificio di Monteiro Rossi a far s� che il suo Io Dominante prevalga. Con un trucco degno del migliore ingegnere sociale far� pubblicare in prima pagina un articolo che denuncia le malefatte degli sgherri del potere.
Di colpo si sentir� di nuovo giovane. Non si pu� stare in disparte quando sono in ballo le libert�, non si pu� delegare dicendo e dicendosi che non si pu� fare niente per cambiare le cose.
Lascer� a casa il suo bastone e uscir� per strada, pronto ad una nuova vita, con ancora la voglia di sognare. La camminata finale, sulle note di “A Brisa Do Coraca” di Ennio Morricone canta da Dulce Pontes mette la pelle d’oca e si sente tutto il fervore politico che nella pancia si rimescola.

“Sostiene Pereira che mentre si allontanava tra la folla aveva la sensazione che la sua et� non gli pesasse pi�. Come se fosse tornato un ragazzo, agile e svelto con una gran voglia di vivere. E allora ripens� alla spiaggia della Grange e ad una fragile ragazze che gli aveva dato gli anni migliori della sua vita. E per ricordare tutto ci� ebbe voglia di fare un sogno, un sogno bellissimo ad occhi aperti, ma di questo sogno non vuole parlare Pereira perch� lo avrebbe raccontato di persona a colui che vi ha narrato questa storia”

Marie Antoinette - Numero 25 December 5th, 2006

Integralismi cinematografici

Sofia Coppola. Non sono tante le registe nel strano mondo del Cinema. Il perch� sinceramente non lo so. Ma il massimo che fino a questo momento sono riuscito ad apprezzare sono dei film appena decenti. Al massimo pi� che sufficienti.
Sofia Coppola no. Sar� che � cresciuta a pane e Cinema. Sar� che ha sempre bazzicato i set dei film di suo padre. Sar� per osmosi o per semplice genetica ma Sofia Coppola invece mi convince.
E la cosa che mi convince ancora di pi� � che il suo Cinema � completamente diverso da quello del padre (Francis Ford Coppola). Il suo � un Cinema fatto da grandi silenzi. Lunghi ma mai noiosi e pesanti. Riesce, vi giuro, non so come, a raccontare intere storie con scene senza nemmeno una parola. A volte, come pi� spesso accadeva in Lost in Traslation, senza nemmeno la musica di sottofondo.
In Marie Antoinette lunghi momenti di stasi e di silenzio vengono contrapposti in scene in cui il ritmo si fa frenetico e incalzante. Condensa in pochi attimi molte immagini e tutto il film � caratterizzato da questo dilatarsi e addensarsi del ritmo e del tempo. Potrei dire che � una tecnica che ha un che di ipnotico, anche perch� le due ore e tre minuti del film sembrano volare.
Molto coraggiosa e molto azzeccata a mio parere � stata la modernizzazione dell’ambientazione. Non era facile fare un film in costume, ambientato nel 1789, e rendere i personaggi attuali senza scadere nell’anacronismo.
In pi� la colonna sonora prettamente rock anni 70 si pone in completa contrapposizione con l’ambientazione ma, sar� per il forte contrasto, si sposa perfettamente con l’idea del film. Musica che rimane sempre in sottofondo, quasi fosse un commento di Sofia.
Maria Antonietta � interpretata da una bellissima e veramente brava Kirsten Dunst. La Maria Antonietta che esce � bella e forse un po’ eterea, quasi svampita in alcuni tratti, ma comunque sempre in buona fede e, per buona pace di un impotente Re Luigi, molto sensuale. Una caratterizzazione che va un po’ contro la storiografia ufficiale che la dipingeva come la classica “cattiva”.
Questa Maria Antonietta � una ragazza prettamente sola: mandata alla corte francese a quattordici anni si ritrova in un covo di vipere in cui fatica un po’ a destreggiarsi, lei che � innocente e pura.
Insomma un film pi� che piacevole. Un film che � stato tanto elogiato quanto fischiato. Perch�? Perch� la storia non c’� in questo film, � appena accennata. Perch� il personaggio � un po’ lontano da quello che realmente fu. Perch� troppo simile a Lost in Traslation.
Cosa ne fa un Bel Film? La fotografia perfetta con predominanza di colori pastello forse, oppure i costumi e l’ambientazione nettamente perfetta. Kirsten Dunst sicuramente � una carta vicente come alcuni personaggi minori del calibro di Jason Schwartzman o Asia Argento. Un Francis Ford Coppola produttore esecutivo? Una colonna sonoro molto azzeccata?
O semplicemente la regia e le provocazioni di Sofia?
Vi lascio con la frase emblema di Maria Antonietta che, in questo film, scopriamo non aver mai pronunciato:

il popolo non ha pane? Mangino le brioches