Borat March 13th, 2007
Ce n'è per tuttiIl pubblico italiano non è il pubblico Statunitense. Il pubblico italiano ha adorato Fellini, De Sica, Antonioni, Mastroianni, Gassman.
E il pubblico italiano vuole ridere, vuole pensare, vuole dialogare con il film.
Il pubblico americano invece vuole le esplosioni. Vuole il Kaboom: più è grosso e spettacolare, meglio è.
Sono due pubblici fondamentalmente diversi. Quindi un Michael Moore viene più apprezzato in Europa e in Italia rispetto alla sua nazione madre. Perchè? Perchè fa sogghignare raccontando le stranezze di una nazione.
Il signor Cohen invece cerca di strizzare l’occhio al pubblico europeo che, diciamocelo, gode a ridacchiare degli estremismi degli stati
uniti e della loro popolazione, in un modo grottesco e, a mio parere, molto poco divertente.
Diaciamo che l’intenzione dell’ormai ex Ali-G era quella di esaltare con le sue gag le stranezze degli Stati Uniti. Non solo non ci è riuscito ma il risultato è, a tratti, fastidioso.
Non fa ridere. E lo dico con una minima di dispiacere perchè ci speravo. Che sia chiaro non mi aspettavo un nuovo Kevin Smith ma le basi per costruire un personaggio intelligente potevano esserci.
Dalla sua devo dire che traspare dal film la voglia di raccontare una storia e questo è molto apprezzabile. C’è una struttura narrativa e una storia poi non così banale.Rimane però troppo legato, pur cambiando conformità al personaggio, alla macchietta di Ali-G, inutilmente sboccato e indecente.
Il film si inerpica in uno sgangherato viaggio da New York a Los Angeles fra qualche sorta di candid camera e scenette costruite. Ma il
risultato è povero e mal costruito.
Insomma. Non è un bel film. Non mette in luce le stranezze della società americana come avrebbe voluto e fa una strana, goffa e
irrispettosa caricatura di un Kazako.
Che per far ridere ora si debbano solo far vedere culi e si debbano dire solo parolacce mi sembra un grande insulto ai grandi comici come Troisi, Totò, i fratelli Marx, Chaplin e Buster Keaton (che non dicevano mezza parola in tutto il film). Solo per citarne alcuni.







Poi mi spieghi la struttura narrativa e la storia non così banale? Io non l’ho colta mica tanto bene. Anzi, finchè si mantiene su una serie di scenette e battute mostruosamente trash in rapidissima successione si ride anche, ma quando inizia a venir fuori la storia la seconda parte diventa un’agonia.
Concordo! Grossa delusione, soprattutto in relazione alla campagna promozionale mostruosa di cui ha goduto…
Che devo dire… in fondo non ho mai creduto alle grandi rivoluzioni nelle persone… se uno era volgare inutile prima è difficile che mi diventi intelligente e arguto.
Ma che volete… noi utopisti ogni tanto ci piace credere a cose che non possono accadere…
Stranamente mi trovo quasi d’accordo con Vitolani, anche se con qualche eccezione:
- Ali-G mi è piaciuto
- Il pubblico italiano sta diventando sempre più come quello americano…e il successo dei films di natale lo dimostra
- A me culi (intesi come parte anatomica) e parolacce non dispiacciono nei films…ma soltanto se utilizzati con maestria (Kevin Smith rulez!)
Mmmm…No comment sul film che non ho visto..
Però porto la mia grandissima conoscenza di uomo di mondo circa la querelle “pubblico italiano vs pubblico americano”.
I due pubblici sono a mio parere molto simili..(Vogliamo dire che è la globalizzazione?!?Digiamolo.)
Non vorrei che confondessi il pubblico che ha (più o meno, intendiamoci) i tuoi gusti con il pubblico italiano o europeo…
Se facciamo la media del pollo tu rientri nel pubblico medio italiano e quindi adori desica(figlio), boldi, scamarcio e muccino..E’ il tuo babbo che ha adorato Fellini, De Sica(padre), Antonioni, Mastroianni, Gassman.
In secondo luogo questi padri fondatori del cinema italiano che tu citi a loro tempo sono stati apprezzati e non poco in ammerica…(lingua originale con sottotitoli…che sballo!!)
Per quel che riguarda Micheal Moore vorrei ricordarti che con il suo docu quasi gli riusciva il miracolo di far vincere le ultime elezioni americane ai democratici..Dai che lo apprezzano anche lì….(Ha vinto premi europei, snob e di sinistra a Cannes, ma anche un premio kaboom, spettacolare e a stelle e strisce dell’academy..)
PS. Aridatece Jimmy il fenomeno!!!!
^_^
Bravo Squizzani, l’ho sempre detto che Vitolani è un pollo…
Allora… parliamone… no perchè qui in europa un *CAPOLAVORO* come Manhattan è stato adorato, mentre in america è stato visto come un filmetto inutile.
E di esempi del genere, di cinema serio fatto bene che in america non era stato considerato ma che in europa ha trovato largo consenso è piena la storia del cinema.
Lo stesso Roger & Me di Michael Moore in america non è stato così ben visto mentre è stata l’Europa a rilanciarlo! Non è un caso che Michael Moore strizzi così tanto l’occhio al pubblico europeo.
E boom, vi ricordo un certo Kubrick che in america non era considerato mentre in europa era IL regista.
E via discorrendo… insomma non sto qui a sbattervi in faccia la mia conoscenza nel campo… ma se vedete i risultati ai botteghini potreste notare come la differenza al botteghino in america la fanno esplosioni fuoco e molta molta molta pubblicità.
In italia anche. Ma può capitare che una storia fatta bene sbaragli tutti (con i dovuti se e i dovuti ma, lo sappiamo tutti che sotto natale se non ci sono culi tette e parolacce non fai nemmeno i soldi dei familiari al botteghino)
Si un po’ di convergenza verso un pubblico prettamente americano c’è. Ma noi abbiamo ancora un bel nutrito zoccolo duro di amanti del cinema. Diciamo che noi siamo in grado di smuovere le acque… mentre in america… fanno quello che gli dicono di fare.
Solo per farvi notare che se dico una cosa…
In effetti Kubrick in Europa ha visto ampiamente riconosciuto il suo talento: pensate che ha vinto il Festival di Locarno nel ’59 e la Nocciola d’oro al Giffoni Film Festival.
Invece l’academy gli ha dato fior fior di oscar alla regia eh?
non si parla solo di premi…
Allora…Parliamone!
Chi definisce *CAPOLAVORO*?In questo caso tu…mmm…
Non puoi però negare che la storia del cinema sia piena anche di esempi contrari..Ovvero storielle di poopoo che tanto piacciono aldiqua dell’oceano e film seri e ben fatti alquanto apprezzati aldilà dell’oceano.
Strizzare l’occhio al pubblico…mmm…è cosa buona e giusta?Oppure se gli studios ti chiedono di strizzare l’occhio a un target di pubblico è una vergogna e se invece lo fa Micheal Moore sua sponte è un grande?
Noi siamo in grado di smuovere le acque, mentre in america fanno quello che gli dicono di fare?!?!?!?Mah….non condivido questo. E forse neanche tu, ma di certo ci speri.
Secondo me l’errore di fondo però è quello di voler fare un soggetto unico ed omogeneo di Pubblicoamericano e Pubblicoeuropeo…Come se tutti gli americani fossero lo stereotipo dell’americano e tutti gli italiani avessero i baffetti e la coppola, mangiassero solo pizza e dicessero “Mammamia!” ogni cinque minuti…
Si parla di stereotipi: pubblico americano effetti speciali e popcorn, pubblico europeo culturalchic e vado ai festivàl…
Non sono io che dico che Kubrick è apprezzato in America, sei tu che dici che è apprezzato in Europa?
Se non parliamo di premi di cosa parliamo? Di passaggi televisivi? Di censura?
Parliamo di quei grandi intenditori di cinema d’oltralpe che dal 1959 al 1975 hanno vietato la proiezione di Orizzonti di Gloria? Parliamo della denuncia penale per oscenità dalla quale Arancia Meccanica è stato assolto dal Tribunale di Milano nel 1973?
Parliamo di incassi? Eyes Wide Shut incassò in Italia 18 miliardi delle vecchie care lire, circa 9 milioni e 300 mila euro, Ho Voglia di Te ne ha incassati 6 milioni e 300 mila la prima settimana.
Caro Mo,
c’è qualcosa che ti interessa veramente nella vita o è tutto in funzione del personaggio di fastidioso guastatore che rivesti?
AD
Mah… sorvolando su alcuni commenti fuori luogo mi ributterei sul discorso cinematografico.
Non entrerò in un discorso su Kubrick con Mo. Non mi conviene. Ma faccio notare come il mio discorso fosse più a ampio raggio e non si incentrava solo sulla buon’anima: ho portato altri esempi nel mio discorso e trovo limitante fermarsi ad uno solo degli esempi.
In ogni caso mi pare di ricordare una intervista di Kubrick in cui lui affermava che il suo cinema lo lasciava alla colta europa. Ho cercato una reference su internet, purtroppo non l’ho trovata.
Caro Squizzani è chiaro che i miei non sono dogmi di fede. Faccio notare come è successo più di una volta che film non apprezzati negli states siano stati completamente rilanciati nel vecchio continente. E questo, per fortuna, avviene ancora.
Il Contrario ahimè non avviene. Un caso? boh.
Naturalmente in un sistema di mercato dove tutto è globalizzato e quindi anche il cinema è naturale che i mercati e quindi i pubblici vadano ad uniformarsi. Ma la mia impressione è che comunque una base, una radice in tutti i pubblici rimanga a caratterizzarli.
Ma da questa discussione si potrebbe poi partire a parlare per la tangente della differenze fra i cinema francesi, italiani, asiatici e come mai si tendano ad assomigliarsi e bla bla bla. Ma non è il mio scopo all’interno di questo post.
Insomma è chiaro che il grandissimo pubblico voglia quello che la pubblicità gli imponga di volere (e qui si potrebbe partire sulla dissoluzione dei costumi…)… Dico solo che in europa c’è un pubblico maggiormente consapevole e che fa sentire maggiormente la sua voce.
Hai fatto due esempi, sul secondo non mi pronuncio perchè non sarei obbiettivo.
Che l’Europa rilanci i film che non piacciono agli Americani può essere, il contrario non avviene perchè gli Americani i film europei mi sa che non li guardano nemmeno.
E non li biasimo, perhcè se loro si nutrono di action movies, noi abbiamo Scamarcio, Fabio Volo e La Notte Prima degli Esami 2, The Revenge.
Comunque siamo fuori tema, apri un’adeguata tavola rotonda.
Dico la mia. Borat è il peggior film che io abbia mai visto al cinema. Forse addirittura in assoluto. Non sono MAI uscito da una sala cinematografica prima della fine della proiezione e questo mio “record” personale è l’unico motivo per il quale sono arrivato ai titoli di coda. (nei quali si legge, tra l’altro, che quasi tutte le canzoni della colonna sonora vengono dalle capienti tasche di alcune major americane)(tipico dei kazaki)
Borat ha una struttura narrativa, è vero, ma in alcuni momenti calpesta il fine di raccontare le bizzarrie dell’american way pur di arrivare da sta benedetta Pamela Anderson. Borat è un mockumentary talmente raffinato che il protagonista ne fa di tutti i colori e ne esce perfettamente incolume: voglio dire, un orrore del genere sarebbe stato carino se ci avesse proposto un paio di manganellate al kazako. Vuoi denunciare a tutti i costi? Prenditi due manganellate dai dolci e comprensivi sbirri statunitensi. E invece no, ci “gustiamo” un 69 con un vecchio ignudo e, quasi quasi, rimpiangiamo i Vanzina.
La mia ragazza sta ancora cercando di trovare un film peggiore di questo. Saranno le aspettative, sarà che prima di questo abbiamo visto, in sequenza, “Match Point”, “Scoop” e “I figli degli uomini” (il mio nuovo film preferito di tutti i tempi: piano sequenza di 15 minuti su una scala di un palazzo sotto un bombardamento, tutto di corsa con la steady cam!!!), ma a me, Boratto mi ha proprio fatto cagare.
Pur non considerando Borat un capolavoro, ritengo sia un film che si contraddistingue per ironia sottile e raffinata.
Dietro le crasse risate trash, c’è una rappresentazione grottesca e spietata degli Usa, gli studeni del camper, razzisti e ubriaconi, appartengono ad una setta protestante, ho saputo che hanno denunciato Cohen in seguito all’uscita del film.
Cohen ironizza e deride gli antisemiti nella esilarante scenetta degli scarafaggi semiti.
Cohen avrebbe potuto inventarsi il suo paese feticcio, senza tirare in ballo il povero Kazakistan.
Il Kazakistan è un pretesto, un modello negativo in piena contraddizione con l’immagine, poi rivelatasi ipocrita degli Stati Uniti.
Concludo: è vero, Borat non è un capolavoro, la sua comicità troppo trash nasconde una satira di difficile individuazione, penso che molti spettatori daranno un giudizio superficiale senza badare al messaggio nascosto.
Forse questo è un altro difetto?
Mah… ironia sottile e raffinata…
ti faccio un contro esempio… Kevin Smith… è sboccato ed estremo. Ma mai, ripeto mai, fastidioso.
E ha tirato fuori una delle più feroci critiche alla chiesa cattolica degli ultimi anni in Dogma.
Secondo me cohen non si è voluto staccare dal personaggio (particolarmente inutile) di Ali-G perchè funziona sul popolino.
E magari un po’ di critica alla società voleva anche farla… ma sicuro non trovo il minimo accenno di ironia, ne sottile ne raffinata.
Forse è un goffo tentativo. Ma l’ironia di Michael Moore Cohen se la sogna…
io non sono un grande estimatore di Michael Moore, pur stimandolo molto, lo considero eccessivamente propagandistico.
No si può paragonare Cohen con Moore, sono generi diversi.
Sono d’accordo con te quando sostieni che Cohen funzioni col popolino, è il suo limite ma anche la sua forza.
Ti consiglio di rivederlo in chiave saririca, gli americani ne escono smontati, ipocriti e falsi, il Kazakistan non esiste, è la negazione fantastica degli Usa!
Uhm… non è che qui il re è nudo…
il film fa proprio schifo… non fa ridere e non riesce a fare della “satira intelligente”. Non c’è ironia.
No mi spiace.
Questa volta il re è vestito di tutto punto.