5 Regole per un buon film July 17th, 2007
Pensieri Cinefili, Varie CinematograficheRimugino da un po’ di tempo su cosa fa un buon film. Quali sono gli ingredienti irrinunciabili da mettere nel pentolone. Cosa fa di un film un’opera d’arte.
In realtà non lo so. Sono mille variabili impazzite che giocano fra loro. E a volte, anche se un film non ha nessun motivo per essere bello risulta geniale. E naturalmente anche il contrario: ho visto film fatti bene che seguono tutte e cinque queste regole e essere a tutti gli effetti una fetecchia.
Ma se dovessi fare un film io le seguirei.
In rigoroso ordine sparso e non di importanza:
- Regia. Un buon film non può prescindere da una regia impeccabile. Forse è banale e vago ma se un film risulta con una fotografia sciatta o un montaggio approssimativo il film, anche con la storia più bella e accattivante, perde qualsiasi mordente e rischia di far annoiare lo spettatore. La regia è una vero e proprio linguaggio. Se non si sa comunicare nel modo adatto con la propria arte come si pretende di far passare il proprio messaggio. Si possono infrangere regole, crearne di nuove. Abbandonare stili e distruggere scuole di pensiero. Ma bisogna conoscere perfettamente i maestri del cinema e i loro insegnamenti altrimenti si entrerebbe nella presunzione e nell’inutile snobbismo intellettuale.
- Immedesimazione con il personaggio principale. Irrinunciabile. Io sono stato Jerry Falk, sono stato Scarface, Don Vito Corleone. Ho urlato a Anakin che era mio fratello, mio amico, che lui era il prescelto. Ho ascoltato il risultato del napoli alla radio e ho detto ad Anna che aveva delle belle gambe. Ho urlato a D’Alema di dire qualcosa di Sinistra, cazzo. Sono stato troppo spesso Stéphane Miroux a intrecciare sogno e realtà.
E’ probabilmente la cosa più difficile. E forse la più controversa. Vogliamo veramente che lo spettatore provi simpatia per il personaggio principale? E se il personaggio principale è un ladro assassino? E se volessimo che lo spettatori odi fino al profondo della sua anima il personaggio principale?
Come già detto le regole ci sono per essere stravolte.
Ma tutti i film che amo di più hanno personaggi in cui mi sono immedesimato. - Dialoghi da citazione. Avete mai parlato per ore di film citando le frasi ad effetto? Certo. Pulp Fiction. Il Grande Lebowski. Il Padrino su tutti. Io di mio parlo oramai quasi solo per citazioni. E’ a tutti gli effetti un droga. I dialoghi devono essere quindi perfetti. Calibrati e incisivi. Un film, se non ha nemmeno una frase da ricordare probabilmente non è un film che ha lasciato il segno. Lo dimenticherete perchè non avrete quella frase da ricordare. Quel dialogo che vi ha aperto una nuova riflessione sulla vita.
- Sconvolgere lo spettatore. Un buon film non ti lascia mai come prima di entrare al cinema. Ci sono quei film che dopo averli visti senti che tutto dentro di te si rimescola. Ogni volta che rivedo “I cento passi” sento dentro di me la voglia di battermi per un mondo migliore. Ogni volta che (non) rivedo “The eternal sunshine of the spotless mind” sento che dentro di me qualcosa è cambiato. Ogni volta che rivedo Dogma mi chiedo per giorni come la chiesa non riesca ad essere come dovrebbe.
Insomma un buon film deve entrare dentro lo spettatore e farne tremare le fondamenta. Non per forza deve essere nell’anima. Deve farlo rimuginare. Anche in minima parte. Un particolare che ha scosso lo spettatore. Quel montaggio così incalzante e angosciante. Quella fotografia che rende il personaggio così autoritario e importante.
Chissà cosa può succedere dopo aver visto un film. - Un finale con il botto. Io adoro i finali. Chi mi segue nelle mie recensioni sa che finisce sempre che gli rovino il finale. Ma non ce la faccio. Il finale può rendere un film decente in un capolavoro. E può rovinare completamente un film geniale.
Il finale è quello che rimarrà più a lungo nella testa dello spettatore. Il regista non può permettersi di far uscire insoddisfatto lo spettatore. E con il finale si può rovinare tutto. Che sia un non finale, che lascia allo spettatore la possibilità di viaggiare con la sua fantasia, o un finale con il botto, di quelli che vengono presi ad esempio nelle discussioni, il regista deve sapere che il finale non può essere lasciato a se stesso. E’ forse la parte più importante dell’intero film.







bella la parte dell’immedesimazione, ma avrei gradito qualche link di riferimento per noi poveri ignoranti che non abbiamo capito la meta’ delle citazioni. ^.^
Sai come si dice ‘quarto di libbra con formaggio’ a Parigi?
No, come?
‘Royal con formage’
Ahhh, che film…
Credo che tu abbia ragione, anche se il riferimento alla regia sembra vario. Aggiungerei coerenza nella sceneggiatura: interna e dei personaggi.
come dire che per fare un bel un film ci vogliono:
1 - bravo regista
2 - bravi attori
3 - bravo sceneggiatore
4 - bel finale
5 - buona intensità emotiva
grazie a ’sta cippa!!!
P
In effetti devo dire che, sebbene io sia un ignorante in materia cinematografica, paul non ha tutti i torti. Cioe’, roba tipo che per fare una bella canzone ci vogliono:
1- un bel testo
2- una bella musica
3- un’ottima produzione
4- una melodia orecchiabile
5- bravi musicisti
..e magari anche uno scaldabagno per l’acqua calda ?
mi sembra di aver argomentato un pochino di più…
comunque… se vi sembra un commento costruttivo… facciamo finta che lo sia…
a me non sembra male, avrei fatto un post x ogni argomento o una minilista, ma anche cosi’ non mi dispiace.
pero’, teo, e’ inutile che fai il sostenuto… sono commenti al tuo post, messi nella sezione commenti… se non ti sta bene che la gente commenti puoi chiudere i commenti o moderarli… altrimenti accetti che ti scrivano quel che vogliano.
tornando a cose serie, dopo i due interventi di giovi e paolo devo assolutamente spammare un po’.
cosa ci vuole per fare una bella ragazza?
1) un bel seno
2) un bel sedere
3) un bel viso
4) delle belle gambe
5) tutto il resto fatto bene.
spammiamoooooo!!
se si potesse rimanere sul tema del blog, che se non lo sapete è il cinema, preferirei…
non vorrei passare a interventi più drastici…
grazie
Hai dimenticato che i cinque punti che hai citato passano decisamente in secondo piano se nel film compare una donna con tre seni…
Tanto per dire una cosa seria e controcorrente: io spesso rimango più impressionato dall’inizio di un film che dal finale. Ci sono un sacco di film che mi sono piaciuti moltissimo di cui non ricordo il finale.
Cito un film a caso: dicevi che a te piace il finale di Arancia Meccanica; a me rimane molto più impresso “Eccomi là: cioè, Alex e i miei tre drughi”
per tornare alle cose serie…
un’altra cosina che hai dimenticato è la colonna sonora!
In profondo rosso la cosa che mi ha terrorizzato di più è stata la melodia di quel maledetto caryon…
il maledetto “fa” suonato ostinatamente dal pianoforte in Eyes Wide Shut…
…Wagner in Apocalypse Now…
P
La colonna sonora l’avevo pensata anch’io, ma non volevo tirare in ballo i soliti nomi… Dovendoli tirare in ballo apprezzo molto la scelta di quello che scopro essere un Fa in EWS: evidentemente basta anche una nota per fare una grande colonna sonora.
Apocalypse Now è uno dei grandissimi film di cui, sinceramente, il finale mi sfugge. Però Wagner me lo ricordo eccome… pappapappappaaaa pappappapppaapaaa…
secondo me e’ giusto ogni tanto mettere i puntini sulle i e fare un po’ d’ordine. Continua cosi Vitolani!!! (Aggiungerei la colonna sonora, cmq)
Ebbravo Teani!
Ottime argomentazioni…
L’unica cosa che mi viene da dire è che gli ingredienti irrinunciabili da mettere nel pentolone, che fanno di un film un’opera d’arte, sono così soggettivi che rendono potenzialmente tutti i film opere d’arte.
Pertanto chi decide se Eyes Wide Shut è arte, un bel film, un filmetto con una coppia di divi hollywoodiani o semplicemente popò?
Per me è tutt’altro che popò..Per di più se al fa aggiungete un pizzico di fa#, mi avete totalmente ipnotizzato…
La regola d’oro per un bel film?
Gli attori!
Avete presente Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico della Wertmuller? Quello con il mitico Giancarlo Giannini (Gennarino Carunchio… da leggere con la R moscia) e la bravissima Mariangela Melato (la bo..ana industriale).
Be’ prendete il remake con Madonna e il figlio di Giannini.
Vabbe’ che era un remake, ma quando l’ho visto… neanche i doppiatori hanno potuto sopperire alla scarsezza dei protagonisti…
Per me gli attori sono al numero uno…
Dustin Hoffman e Al Pacino possono fare un film qualsiasi ma lo risollevano su con la loro bravura.
Scusate ma non resisto… per chi non conoscesse il film citato…
Teo, libero di rimuovere il link se fuori tema… o troppo scurrile
Gennarino Carunchio Rulez
mi intrometto con una precisazione… il film della Wertmuller con giannini e la melato rifatto recentemente con il figlio di giannini e madonna è Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto…
concordo con paul e gioti nel dire che le 5 regole suonano un po’ tautologiche…
e allora rilancio e chiedo… basta una delle 5 per fare un buon film?
Un grande regista può fare un gran film senza attori, senza dialoghi, senza un finale col botto. Sconvolgere lo spettatore è diretta conseguenza dell’abilità del regista in questione.
Ma certo che sono terribili i tuoi amici, Teo!
Per rispondere a Trom: no.
Chiedo venia… era proprio Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto.
Grazie Trom per la precisazione, ma dove li trova ’sti titoli la Wermuller…