Sweeney Todd March 4th, 2008
...al Cinema, Varie CinematograficheCreare una nemesi di se stessi. Creare l’anti personaggio Burtoniano. Questo e’ Sweeney Todd. Se, come mi insegna chi adora Tim Burton, Edward mani di forbice e’ psicologicamente e fisicamente un alter ego del regista, un po’ buono, un po’ ingenuo, tanto sognatore, il signor Todd e’ esattamente il contrario. Cinico, ossessivo, scaltro e spietato.
Forse e’ anche questo uno specchio della personalita’ di Burton, ingrigita, se non annerita, dagli anni e dalle delusione che la meschinita’ dell’animo umano ogni giorno ci regala. O forse e’ solamento lo yang contrapposto allo Ying mani di forbice.
Non e’ un caso che lo stesso Todd, una volta preso possesso delle sue lame, allunghi la mano ed esclami:
“At last! My arm is complete again!“.
Vendetta. Giustizia personale visto che c’e’ troppo da aspettare per quella divina, se mai verra’. Turpin piega la legge al suo volere e al suo piacere e Todd piega la sua violenza mietendo vittime, creando scalini per raggiungere la rivalsa di quel suo torto.
Cosa fa scattare l’irrefrenabile voglia di vendetta? Un torto subito. La distruzione della propria felicità, gli anni a covare silenziosamente rabbia e rancore.
Edward Mani di Forbici veniva amato e odiato, viveva e si innamorava. Todd invece ha già vissuto e la vita lo ha deluso, derubato ed esiliato. Nel suo animo rimane solo la vendetta che ottenebra la sua mente al punto tale da non fargli vedere chi lo circonda.
Questo ci conferma ancora una volta come Todd sia un Edward Mani di forbice cresciuto. Veniva esiliato (in realtà per il suo bene), lasciato solo affinchè non potesse fare e farsi del male. Dopo un esilio di quindici anni, quanto rancore e vendetta avrebbe covato Edward? Quanta voglia di una giustizia personale e sommaria che porta a quella tanto agognata soddisfazione?
Todd è solamente un Edward invecchiato e annerito nell’anima.
E’ interessante come Burton ha disegnato questo aspetto dell’animo umano. La vendetta che latita dentro se stessi e mangia giorno dopo giorno un pezzo dell’anima fino a quando non esplode, incotrollabile e devastatrice.
Una volta attuata la propria vendetta si può continuare a vivere? Si può finalmente ritrovare la felicità perduta?
No non c’è riscatto per chi attua la propria vendetta, almeno secondo burton, che in un finale roccambolesco dona la pace a Todd.
Ottima l’interpretazione di una sempre splendida ed efficace Helena Bonham Carter che dipinge il suo personaggio in modo completo, con sogni e aspirazioni, mentitrice e subdola. E’ la maschera di un’umanità che Todd non vede e non accetta.
Fantastico anche Alan Rickman un Giudice Turpin cattivo e laido. Un attore che adoro in ogni sua interpretazione, completo e poliedrico che riesce a passare da un Metatron divertente in Dogma di Kevin Smith a un De Valera perfettamente politico e contorto in Michael Collins.
E poi c’è Johnny Depp. Che questa volta, non portando il cappello, ha ancora due espressioni, con la lama e senza la lama.
Ok lo sappiamo tutti che Depp è l’attore feticcio di Burton, il suo alterego, colui che riesce a trasportare il pensiero Burtoniano in modo migliore.
Ma fermiamoci un attimo. Come sarebbe stato questo film con Jack Nicholson da giovane? O un Edward Norton (che per altro ha già fatto dei musical)?
Polemiche a parte, per obiettività, devo dire che in questa interpretazione, forse aiutato dal fatto che il personaggio di Todd è ottenebrato e spento dalla vendetta, Depp sembra un po’ meno peggio del solito.
Il film nel complesso è sicuramente di Tim Burton. Perfetto nelle atmosfere (ed ecco il campalinismo che esce fuori in me e dice tutto merito del premio oscar Dante Ferretti), colori e fotografia sempre impeccabili. Come al solito Burton ci regala un mondo diverso e lontano eppure drammaticamente reale.
Ma per quanto perfetto, per quanto di ottimo qualità, per quanto un film assolutamente da vedere, bello ed emozionante, sembra quasi che manchi qualcosa.
Burton ci ha abituati bene fino ad ora. In ogni suo film ci regalava sempre qualcosa di nuovo, faceva un passo in più, apriva una porta diversa.
Edward mani di forbice, Big Fish, Nightmare before Christmas, sono tutti film che hanno portato un valore aggiunto al concetto di regia associato a Tim Burton.
In questo fa tutto quello che ci aspettavamo da lui ma non ci apre un nuovo mondo. Fa ne più ne meno quello che ha fatto fino a ora, che con i tempi che corrono, è una mosca bianca. Ma io mi aspettavo il passo in più.







Bravissimo. Questa interpretazione davvero interessante e aggiunge qualcosa alle tante parole lette a proposito.
ancora non visto, ho rimediato solo sui coen, ieri, sweeney todd e persepolis saranno i prossimi…
bel blog, tornerò spesso
Simone