Di Woody Allen e di altre sciocchezze: Io e Annie March 28th, 2008
Pensieri Cinefili, Varie CinematograficheCi sono dei film di Woody Allen che sembrano aprire la mente dello spettatore. Fra tutti mi sento in dovere di parlare di Io e Annie.
E’ la storia del breve e strambo Amore di Alvy e Annie appunto. In realtà è la scusa che Woody trova per indagare gli strambi rapporti fra uomo e donna che dominano questo mondo. Perchè due mondi così diversi e con chiare problematiche di comunicazione continuano imperterriti a cercarsi, trovarsi e stupirsi della diversità dell’altro?
A dir poco geniale è la scena in cui Alvy e Annie parlano dello stesso problema dai rispettivi analisti. Gli stessi problemi e le stesse situazioni vengono descritte in modo così diverso che si stenta a credere che facciano parte della stessa storia.
Alvy è il solito Woody Allen che divide l’esistenza umana fra orribile e miserrima e se sei nei “miserrimi” devi ringraziare il tuo Dio. Invece Annie è un fiore, sull’orlo di sbocciare.
La storia d’amore è, nella sua evoluzione, perfetta.
Annie cresce, da ragazza allegra e leggera diventa una donna profonda e conscia delle sue capacità. Quello che può sfuggire ai più è che anche Alvy cambia radicalmente. Nonostante sia lui l’io narrante, nonostante la storia sia vista dai suoi occhi, ci si accorge di come il personaggio cresca, accetti l’amore, per un periodo lo insegua pure per poi capire che la storia è stata perfetta così con il suo inizio e la sua fine.
E di come questa storia abbia giovato ad entrambi.
Adoro come Allen ferma la narrazione per parlare direttamente con lo spettatore. Come quando mette in atto la sua prima commedia e racconta la stessa scena che lui ha vissuto con Annie, quando lei lo ha lasciato per sempre. Nella commedia Annie si ferma e, in modo goffo, torna indietro e dice “aspetta, io vengo insieme a te”.
Il personaggio di Alvy, e per trasposizione anche Woody Allen, guarda in camera e dice:
beh che volete era la prima commedia, sapete bene come si cerchi di arrivare alla perfezione almeno nell’arte perchè è talmente difficile nella vita!
Insomma, Allen di venti anni fa ora lo preferisco. Ma forse perchè ora capisco a pieno quello che lui voleva dire ai tempi, probabilmente quando sarà più vecchio e disilluso capirò meglio i film che sta facendo ora, nettamente più cupi e senza speranza.
Woody Allen è uno di quei pochi registi, e si contano sulle dita di una mano, che riesce a divertire e far commuovere allo stesso tempo.
e allora io… ripensai a cosa fosse l’amore. L’amore credo sia come una vecchia barzelletta, quella dove uno va da uno psichiatra e dice: “Dottore, mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina”; e il dottore gli fa “e perché non lo interna?” E poi lui risponde ” e così a me le uova chi me le fa?” Bè, credo corrisponda ai rapporti uomo-donna, e cioè che sono assolutamente irrazionali, pazzi e assurdi! Ma credo che continuino, e che la maggior parte di noi, ha bisogno di uova.







