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…there’s a new movie sheriff in town…

Teo Knows Best 7: di rock, di nuovi e di vecchi fascismi June 19th, 2008

Teo Knows Best

Certi documentari hanno l’onere e l’onore di aprire gli occhi alla gente. Forse non dovrebbero in una società matura e che non dimentica la storia e il passato. Ma io non sono come il candido.

- Nazirock, Claudio Lazzaro, 2008

Creare gli anticorpi ai giovani per non cadere più in certi baratri della storia. Ma è forse una sconfitta dei nostri padri aver lasciato scivolare completamente la memoria storica? Non so io non credo. E’ vero che dai licei e dalle scuole superiori escono ragazzi che molte volte non sanno veramente cosa è stato il nazismo e il fascismo.

Un documentario ben fatto sul nuovo nazifascimo in Italia. Con una serie di lunghe interviste ai protagonisti di questo movimento, alcuni giovani alcuni meno. Con la sincera intenzione di cercare di capire il loro punto di vista e non metterli in difficoltà. Anche se davanti alla domanda sull’olocausto tutti cadono per manifesta ignoranza oppure tricerandosi dietro all’idiozia del revisionismo storico.

Insomma dove si è sbagliato? Quando la storia insegnata a scuola ha smesso di toccare le coscienze dei giovani? Io sinceramente ricordo ancora il reduce di Auschwitz che ci venne a parlare a scuola e ci raccontava con dovizia di particolari, senza la paura di essere crudo ma con il dovere di tramandare quello che era successo, ogni minima tortura, mentale e fisica, che lui e i suoi compagni avevano subito nel campo di prigionia.
Alla fine della lezione andai a ringraziarlo per la testimonianza. Con gli occhi lucidi lui ringraziò me dicendomi che ogni volta che dei giovani ascoltavano la sua storia lui capiva che la speranza che non accadesse mai più non era vana.

Ed è effettivamente così. Come accadde con il nazismo non accadrà mai più. Ma sono gli altri fascismi che possono preoccupare. Quei fascismi che hanno le stesse basi: xenofobia, paura del diverso, odio.

Insomma un documentario che non racconta nulla che non sapessi già, che fa sempre rabbia vedere.

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