Cinema Blog

…there’s a new movie sheriff in town…

Ready for a new cult movie: Yuppi Du September 5th, 2008

Venezia 2008

L’evento di Venezia 65 e’ senza dubbio Yuppi-du di e con Adriano Celentano.
Girato e distribuito nel ’74 Yuppi Du era fino ad oggi introvabile.
Un vero cult.
Ambientato a Venezia inizia con Adriano che prende la sua barca che affonda piano piano e lui, per tutta risposta lui comincia ballare da grandissimo moleggiato quale e’ sempre stato.
Quale film inizia in modo migliore?
Felice della Carita’ e’ un giovane ragazzo con una moglie morta e una figlia, si risposa quando poi scopre che la sua ex moglie e’ ancora viva e ha inscenato la sua morte per scappare a Milano e vivere nella ricchezza.
“Dovresti vederla, una signora, vestita elegante… non lo augurerei a nessuno” dice con disprezza alla neo moglie, una Claudia Mori in tutto il suo splendore giovanile.
E molto del film e’ basato su questo dualismo i soldi o l’amore e la felicita’. Dualismo che continua e sfocia nella scena, sulle note di Yuppi Du, in cui il molleggiato e la sua ex moglie tornati insieme riscavano la la fossa dove non era seppellito il corpo della moglie non defunta e sotterrano i soldi, trasformandola nella tomba del vil denaro.
La storia ci raccontera’ che in realt’a il mondo e’ crudele e associa la felicita’ non all’amore ma a ai soldi. La moglie non defunta tornera’ con tanto di figlia a milano dal suo amore pieno di soldi, in grado di darle stabilita’ e Felice della Carita’ avra’ tanto di buonuscita per l’acquisizione della figlia.
Una storia triste e piena di moralismi celentaniani che, nel momento del suo apice di predicatore durante il quale si sentiva l’unico vero unto dal signore, riempono il film di scene pronte ad essere cult.
Il suo sentimento di unto del signore lo porta all’interno del film, oltre ad assumere la posizione classica del film, tanto simile ad un cristo in croce, a procurarsi in due momenti distinti del film due vere e proprie stigmati. Meglio di cosi’…
Film montato dallo stesso Adriano che, per fortuna, non montera’ piu’ niente, si trovano sperimentalismi eccessivi, estremi, disturbanti. Amatoriali a tratti. Ma che rientrano perfettamente nel destino di diventare un cult movie.
Senza parlare della scena in cui tutta venezia si ferma e sulle note di “Silvia non e’ morta ma e’ tornata dal canal” balla come nei film musicali di una volta.
Anche io, quando saro’ regista voglio mettere una scena in cui tutti ballano e cantano. E’ giusto.
Senza parlare di come dipinge i milanesi: gente letteralmente grigia e spenta che camminano come zombie in una citta’ triste. Sono anni che lo dico.
Ero gia’ pronto per cercare qui al Lido un produttore che, sulle ali dell’inevitabile successo del restauro di questa pellicola pietra miliare del cinema di culto, mi sponsorizzasse la produzione di un remake di yuppi du. Un remake giusto e inevitabile. Un giusto tributo.
Poi pero’ mi sono accorto che non c’e’ nessuno in questo momento, che sia italiano o provenga da hollywood, che sia in grado di prendere il posto dell’oramai pensionato molleggiato nazionale.
E allora ho fatto naufragare il progetto.

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