Cinema Blog

…there’s a new movie sheriff in town…

Baaria agli oscar September 29th, 2009

Questo pazzo pazzo mondo del Cinema, Varie Cinematografiche

festa-del-cinema-di-roma-2006-giuseppe-tornatore-presenta-la-sconosciuta-31835Che vi avevo detto? Baaria e’ costato troppo, e’ troppo importante per il cinema Italiano a livello di business per non essere candidato agli Oscar come miglior film straniero. (E faccio notare che non ho minimamente commentato la produzione Medusa).
Vincera’? Non so… sinceramente non credo…
Il concetto e’ che Baaria e’ si un bel film, ma non e’ “Nuovo Cinema Paradiso”. Io auguro tutto il bene a Giuseppe Tornatore, spero anche che vinca una seconda statuetta… ma sinceramente… se la merita?
In questo caso non credo. Con “Nuovo Cinema Paradiso” c’era un Tornatore giovane con voglia di fare e di creare un cinema secondo la sua visione. E lo ha fatto. Ma questo film non segna una ulteriore evoluzione del suo cinema.
Non e’ nulla di nuovo e la sua storia non commuove come fece in passato.
Avrei preferito, sinceramente, la candidatura di “Si puo’ fare” che emoziona veramente il pubblico, che fa ridere e fa piangere.
Ma e’ un film minore e soprattutto con una minore produzione rispetto a Baaria.
Spero che Tornatore vinca… ma mi sorprenderebbe…

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One Response to “Baaria agli oscar”

  1. giulia says:

    E’ come se si chiudessero gli occhi, e nello riaprirli ci si trovasse dentro la Sicilia del dopoguerra, una storia che si confonde e s’interseca tra passato, presente e futuro.”Baarìa”,a mio avviso, film capolavoro di Tornatore, non ha né un inizio, né una fine; già, perché non appena riesci a scorgere la prima immagine, ti ritrovi catapultato in una provincia di Palermo, Bagheria dove tutto è al suo posto, ogni cosa è dove dovrebbe essere. Lo sguardo con il quale si scruta la realtà di quei luoghi in quel tempo, è un occhio discreto,infatti, senza neanche accorgersene, ci si sorprende a spiare come da una crepa su di un muro ormai in procinto di crollare, una storia impolverata ma con ancora tanto da raccontare; e allora si aguzza lo sguardo, e si resta attoniti e ipnotizzati da ciò che si può ammirare da una vecchia fessura. Ogni minimo particolare, risulta un elemento importante, per cercare di comprendere, naturalmente se lo si vuole, la gente di questa terra, singoli individui semplici, umili, che sperano in un cambiamento ma senza affaticarsi troppo, poiché si aspetta un qualcuno che sia pronto a immolarsi per tutti, e quel qualcuno arriva sempre; qualcuno che raccoglie la forza togliendo il velo di rassegnazione che la cela, e che con i pugni chiusi va avanti stringendo tra le mani, con tutta la forza, la propria terra e gli ideali, e lotta contro l’ignoranza nascosta dietro una parvenza di cultura data solo dai libri e annegata in un mare di pregiudizi e stereotipi, di una classe politica che allora come oggi, quasi per definizione costituisce l’opposizione al popolo. Eppure “la politica è bella” e lo sarà almeno fino a quando, qualcun altro crederà in quegli ideali e nella fertilità di una terra arida, e lotterà fino all’ultimo per realizzare quello in cui crede, e quel qualcuno c’è sempre.

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