Avatar… affascina ma non troppo, delude ma non troppo January 28th, 2010
Ce n'è per tutti
Avatar non e’ un brutto film. E ci mancherebbe altro… con tutto quello che e’ costato. Anche se devo dire che la cosa non e’ scontata.
La scelta del 3D e’ pero’ dovuta per godere a pieno dell’esperienza che Cameron ha voluto disegnare.
Il film e’ visivamente spettacolare. Belle le immagini fino al punto che piu’ di una volta non si sa bene dove guardare. Le ambientazioni e i colori regalano uno spettacolo che potrebbe valere, da solo, il pre
zzo del biglietto.
Anche perche’ per il resto, diciamocelo, nulla di nuovo sotto il sole.
La storia e’ imbarazzantemente banale. Ma, nonostante la banalita’ e le quasi tre ore di proiezione, in nessun momento si avverte la pesantezza e il trascorrere del tempo.
Possiamo dedurne quindi una scelta del montaggio e dei tempi della storia molto piu’ che azzeccata.
Detto questo, e sorvolando sulle quintalate di cose che io, pur non essendo esperto del genere fantasy, ho trovato scopiazzate da altri film, vorrei fermarmi su un concetto a monte.
Ho sempre considerato le proiezioni cinematografiche suddivisibili in due grandi insiemi: il Cinema e le operazioni commerciali.
Quello che ho portato come base fondante delle pellicole presenti nel gruppo Cinema e’ sicuramente, fra le tante, la voglia di raccontare una storia o di emozionare in contrapposizione alla necessita’ di fare cassa.
Invece Cameron e’ andato ben oltre questa visione. E’ vero che come tanti altri lui e’ stato il fautore di un’operazione commerciale globale, ma il film, molto piu’ che in passato, e’ solo un tassello dell’uni
verso di Avatar che presenta la continuazione del proprio mondo su internet e nei giochi.
La scelta del 3D quindi e’ si stata fatta per aggiungere fascino alle gia’ grandi spettacolarita’ delle immagini presentate, ma anche per veicolare meglio il concetto di un film “imperdibile”, e che coprisse a
nche un po’ le magagne di una storia molto banale.
Per adesso infatti, ad eccezione di “Coraline e la porta magica”, film tratto da un libro di “Neil Gaiman” autore noto per essere tutto tranne che banale, nessuno dei film presentati in 3D ha brillato per orig
inalita’.
E’ l’effetto “nuova tecnologia”. Quando i fratelli Lumiere proposero la loro invenzione fecero vedere al pubblico una scena di un treno che arrivava. La gente scappo’ dalla sala impaurita.
Ci volle un po’ prima di arrivare a storie con un significato ben piu’ profondo di un treno che arrivava.
Ora noi ci troviamo nella stessa situazione in cui c’e’ la nuova tecnologia e le storie sono tutte abbastanza banali. Perche’ tanto c’e’ il 3D che porta la gente al cinema. Le storie verranno dopo.
E Avatar, per quanto sara’ ricordato come il primo vero film in 3D della storia del cinema, non fa eccezione.
Vedetelo, in 3D fin quando ci sara’, perche’ visivamente e’ molto bello. Ma non aspettatevi cose che non vi siano gia’ state raccontate in altri film.







“Quello che ho portato come base fondante delle pellicole presenti nel gruppo Cinema e’ sicuramente, fra le tante, la voglia di raccontare una storia o di emozionare in contrapposizione alla necessita’ di fare cassa”
Premetto che personalmente condivido il tuo giudizio su Avatar, non posso però fingere di non aver visto moltissime persone uscire dal cinema emozionate alle lacrime, e di aver sentito anche nei giorni successivi parlare in tanti di un film dal messaggio addirittura “sconvolgente”.
Chi decide allora, volta per volta, se un film è Cinema o Operazione commerciale? Odio dirlo, ma non è che – per dire – Il Ritorno dello Jedi partisse in modo molto diverso da Avatar…
ma… questo e’ uno dei punti che i detrattori di questa mia visione portano avanti… Star Wars e George Lucas…
io credo che la prima trilogia sia stata cinema… non tanto perche’ ne sono fan… ma perche’ lui voleva fare questa storia che era stata pensata, alcuni dicono, in gia’ sei episodi.
sicuramente la prima trilogia e’ una storia completa… e lui voleva raccontarla tutta. A dimostrazione l’oculata scelta di chiedere i diritti sul merchandise che lo portarono ad avere l’indipendenza economica di portare avanti il suo progetto… non dimentichiamoci che fece una scomessa… paga sindacale da regista… poi la storia ci dimostra che gli ando’ bene…
beh la seconda trilogia… boh… il primo episodio… forse no… ma il secondo e sicuramente il terzo li metto in “cinema”…
Per Avatar… beh… che Cameron abbia fatto un enorme circo per fare un sacco di soldi a discapito di una storia banale… mi pare ovvio…
Non hai risposto alla mia domanda però.
L’obiezione che muovi rispetto a Guerre Stellari/Lucas potrebbe essere sollevata anche per Avatar/Cameron. Il parallelo è affascinante e tutto sommato ha un fondamento, non solo nel fatto che l’uno e l’altro abbiano incassato miliardi al botteghino..
In entrambi i casi abbiamo registi che seguono e sviluppano un loro filo: Avatar in un certo senso riprende temi già visti in Terminator, e che esistono in tutti i film di Cameron: quello centrale è il rapporto uomo-macchina, affrontato anche dal punto di vista formale, con il contributo significativo della tecnologia.
Sai quanto io ami Star Wars, ma la trama della trilogia classica è esile quanto lo è quella di Avatar. Se vogliamo il grosso punto in più è nei dialoghi, che sono molto migliori in Guerre Stellari che in questo film di Cameron. Ma a parte questo, io penso proprio che anche Cameron volesse raccontare una storia, in cui, per quanto banale, milioni di persone hanno letto un messaggio profondo e positivo (cosa che peraltro non credo si possa dire di Star Wars).
Resta quindi la domanda: come si fa a distinguere? La mia risposta, implicita, è che non si può, e che anche la peggio trashata è Cinema. Certo, c’è anche il Cinema che fa cagare…
ma sono tipo quelle cose che non si sanno veramente… che solo il regista nel suo intimo sa…
non credo che i vanzina vadano in giro a dire faccio cinema… e neanche kiarostami si presenti da un produttore dicendo… con questo film famo un botto di soldi…
credo che non ci sia un bianco e nero… probabilmente sfumature di grigio…
poi… che la gente sia uscita colpita da una storia del genere… e’ dimostrazione che in italia si va poco al cinema.. se vuoi essere colpito da storie… te ne presento un paio che non ti faccio dormire per notti intere se questo e’ stato scioccante…
no?
Scommetto però che anche Kiarostami, se vuole farselo produrre, dovrà andare dal produttore con un film che qualche soldo lo farà.
Cioè, stiamo comunque parlando di un’industria, che si muove in base a regole di mercato, ci piaccia o no. A me non piace, ad esempio.
Penso proprio invece che i Vanzina si considerino autori di cinema, anche se sanno perfettamente di fare del cinema di merda. Del resto, se si rivaluta Lino Banfi… Ecchecchezzo!
Che poi vadano considerate le intenzioni del regista/produttore piuttosto che le reazioni del pubblico, è opinabile: ce lo insegna Mel Brooks con The Producers
Per la cronaca, la gente è uscita colpita da Avatar più negli USA che in Italia, a quanto si legge. Del resto, messaggi positivi non ne mancano, per quanto banalotti e annacquati. Io invece non sono rimasto particolarmente impressionato dal messaggio, oggettivamente trito e ritrito, quanto piuttosto dalla realizzazione tecnica, dalle immagini proprio, che mi hanno lasciato spesso senza fiato.
E un film in grado di spostare un po’ più in alto l’asticella della tecnica, non è Cinema?
E’ un distinguo complicato, quello tra cinema (quindi arte) e operazione commerciale: certamente non si può tracciare una linea netta tra l’una e l’altra categoria. Ma questo tutto sommato vale anche per altre forme d’espressione, no?
Comunque, tornando al film, io sinceramente l’ho trovato troppo lungo. Non capisco perché Cameron ci abbia dovuto propinare mezzora di guerra finale, dopo che eran già passate più di due ore di film. Forse è un limite mio, non so…