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…there’s a new movie sheriff in town…

Black Swan di Darren Aronofsky September 2nd, 2010

Venezia 2010
Un inizio con il botto quest’anno. E Aronofsky non mi ha deluso per niente. Anzi ha portato un film a Venezia che non e’ un p
remio per la sua “riscoperta” dopo The Wrestler ma una vera e propria opera matura.
Speravo ad un ritorno al suo sperimentalismo. E in qualche modo c’e’ stato.
Si perche’ Black Swan riporta perfettamente l’attenzione solo sul personaggio come in The Wrestler ma riprende anche un po’ d
i quel montaggio di Requiem for a Dream e la ricerca dell’immagine di Pigreco il teorema del delirio.
Black Swan parla di Nina, giovane ballerina che viene scelta come personaggio principale de “Il lago dei cigni”, e che ha l’a
rduo compito di dover interpretare sia il White Swan che il Black Swan.
Viene incentrato quindi tutto il film su questo dualismo. Lei, nata per essere un White Swan, fragile e pura, sembrerebbe non
in grado di interpretare anche il Black Swan, provocatrice, sensuale e spontanea.
Per tutto il film lei cerca dentro di se il Black Swan in un viaggio molto claustrofobico. Vedra’ cose che non esistono. Combattera’ nemici che non ci sono. Sara’ il suo Black Swan, che evidentemente e’ dentro di lei, a cercare di uscire e combattere
la prigione che il White Swan ha creato per imprigionarla.
In questo dualismo ritroviamo lo sperimentalismo di Aronofsky.
Che riesce a giocare con gli specchi, presenti in tutto il film, con soluzioni veramente supefacenti.
E poi, per un amante dei finali come me, il finale de “Il lago dei cigni” puo’ essere definito “Il Finale”. Nina incarnera’ perfettamente i due personaggi.
Fino alla fine.

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