Cinema Blog

…there’s a new movie sheriff in town…

El Sicario Room 164 di Giancarlo Rosi September 5th, 2010

Venezia 2010

Io non sono un grandissimo amante dei documentari. Non li cerco e devono essere veramente ben fatti per attirare il mio interesse.

Di sicuro metto dentro quelli di Michael Moore, perche’ mi piace come racconta la sua storia, come infinocchia lo spettatore e lo convince. Mi piace soprattutto che dica quelle cose così scomode al pubblico statunitense.
Poi c’e’ stato Celestini con il suo Parole Sante. Anche li veniva raccontata la storia e lo spettatore veniva travolto dall’eloquenza della voce narrante.
Mettiamoci pure che era una bellissima storia di lavoratori auto organizzati che riuscivano a battersi contro i soprusi di una multinazionale che li sfruttava a pieno, beh, mi si invitava a nozze.
Qualche documentario calcistico come il bellissimo racconto della vita di Maradona fatto da Sfide di Rai Tre, Supersize me, con un esperimento abbastanza estremo fatto direttamente sulla pelle dell’autore e poco altro.
Ah si, “638 ways to kill Castro”, un documentario molto bello di channel 4 su tutti gli attentati sventati contro Fidel Castro.
Ecco potrei dire senza tante remore di essere abbastanza ignorante in campo documentaristico. E soprattutto mi faccio affascinare solo da quei documentari con una voce narrante molto presente e forte.

Quei documentari che hanno un personaggio narrante che ti prende per mano e ti racconta la storia. Dal suo punto di vista naturalmente. Raramente hanno l’ambizione di essere neutrali, anzi fanno della loro parzialita’ il loro punto di forza.

E poi c’e’ Giancarlo Rosi.

Mi aveva colpito tantissimo qualche anno fa con “Below the sea level”, un documentario che parlava di alcuni reietti della societa’ moderna che andavano a vivere a 250 Km da Los Angeles. Senza soldi, senza casa, senza lavoro.

Un documentario in cui la presenza del regista era completamente trasparante. Non c’era mai una voce narrante ed erano gli stessi personaggi documentati a raccontare il loro quotidiano.

Oggi ho visto “164 El Sicario Room”, sempre di Giancarlo Rosi, dove un ex sicario dei Narcos Messicani racconta la sua storia, come lui sia stato “allevato” dai Narcos, come abbia ucciso e torturato sotto il loro comando e come ne sia uscito.

Anche in questo non esiste una voce narrante fuori campo. E’ tutta una confessione de “El Sicario” che accompagna i suoi racconti a volte mimando le scene a volte facendo degli schizzi su un quaderno. Ottanta minuti di racconto che hanno inchiodato tutti gli spettatori della Sala Perla alle poltrone.

Ed e’ li comunque la presenza dello stile di Rosi. Lui non commenta, come non aveva fatto in “Below the Sea Level”, la storia, eppure si sente la sua presenza in come viene portata avanti la confessione, in come “El Sicario” si sia completamente fidato del regista e abbia raccontato tutto.

Proprio come gli homeless di “Below the sea level” lo considerassero uno di famiglia e raccontassero e agissero come se fosse la cosa piu’ normale del mondo che lui fosse li con una telecamera.

Per prodursi “Below the sea level” aveva fatto un debito con la banca e aveva vissuto mesi insieme agli homeless. Questo altro film, naturalmente, non e’ di produzione italiana.

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