Vallanzasca e gli angeli del male di Michele Placido September 7th, 2010
Venezia 2010
Placido torna ad un crime movie, genere che lo aveva fatto decollare con Romanzo Criminale. E lo fa perche’ quello che aveva fatto dopo era stato molto deludente. Mediocre.Torna dove sa muoversi e lo fa bene. Ritrova lo stesso montaggio accattivante, ritmico, veloce a suon di rock anni settanta. Ritrova la fotografia un po’ sporca anni ’70 che va tanto di moda. Ritrova Kim Rossi Stuart che smette di parlare in romanesco e inizia un appiccicato milanese bauscia.
Ma e’ essenzialmente la stessa storia di Romanzo Criminale trasportata nel milanese.
Il film e’ piacevole e accattivante. Le due ore e passa scorrono senza problemi e il Vallanzasca dipinto rapisce bene il pubblico. Molto realistico e vicino, nel modo di atteggiarsi, al vero bel Rene.
E’ un film, come sempre li fa Placido, perfetto per un prime time televisivo. Verra’ venduto e anche bene. E fara’ anche molto bene al botteghino.
Ma io sinceramente quando vado al cinema non voglio un film pensato per vendere. Voglio un film che racconti prima una storia.
Ha poi senso, mi chiedo, ripetere completamente un film? Fare la copia carbone dell’unico film con cui Placido aveva convinto? Placido in questo film non fa nessun passo avanti nella sua “crescita artistica”, se cosi la vogliamo chiamare. Ripetendo in toto un film svilisce se stesso e la sua posizione di regista.
Vendera’ e sara’ acclamato. Ma il Placido regista, se gia’ si faceva fatica a chiamarlo così, ne esce depauperato e debole. Buttando via quel di buono che aveva creato con Romanzo Criminale.







Forse e’ un errore direttamente pensare a Placido come a un autore vero e proprio, uno di quelli che c’ha l’evoluzione, che esplora, etc; sembra molto piu’ artigiano. Cio’ detto, mi godo i suoi film.
Placido fa la “piccola manovalanza”,si muove bene solo in un genere,secondo me,anche come attore.
sono molto curioso di sentire la colonna sonora firmata dai Negroamaro