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…there’s a new movie sheriff in town…

Un ete brulant di Philippe Garrel September 3rd, 2011

Venezia 2011

E’ facile stroncare un film. Soprattutto a Venezia. Se si e’ troppo pretestuosi, ci si sopravvaluta il PalaBiennale, dove va il popolo degli accrediti verdi, quelli che non lavorano nel cinema ma lo mangiano tutti i giorni, colazione pranzo e cena, ti fischia.
E il giudizio e’ inesorabile. Lo e’ stato per Il Grande sogno di Placido, lo e’ stato per Io sono l’amore di Guadagnino. E oggi lo e’ stato per Un’estate bollente di Philippe Garrel.
Partiamo dal fatto che gia’ il film parte svantaggiato. Assumere come attrice principale un ex italiana, la cui frase d’esordio nel mondo del cinema e’ stata “che me stai a scippa er culo?”, che non ha mai saputo recitare… beh e’ partire con un passo falso.
Monica Bellucci dimostra tutti gli anni che ha e cerca di interpretare un personaggio molto piu’ giovane, di certo non esaltando le sue pochissime capacita’ recitative.
Ah si… dulcis in fundo il tanto sbandierato nudo integrale dura si e no venti secondi e non e’ nemmeno integrale.
Detto questo Garrel cerca di rifarsi alla Novelle Vague che tanto fece la fortuna del cinema francese ma creando solo vuoti e lunghissimi silenzi imbarazzanti fra i personaggi.
Scene piombate nel nulla sulla politica e sui grandi ideali (se non sei rivoluzionario allora sei reazionario), mentre uno dei due protagonisti vende in un mercato un giornale chiamato insurrezione. Immagini e scene che lasciano solo un grande lento imbarazzo.
Senza parlare del naso enorme di Louis Garrel.
I fischi del Pala Biennale, che non sono condizionati dai lacche’ dei produttori o dalla presenza in sala della delegazione del film, non mentono mai. E che un film del genere sia in concorso a Venezia… e’ proprio una vergogna.

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