Cinema Blog

…there’s a new movie sheriff in town…

La pecora nera di Ascanio Celestini September 3rd, 2010

Venezia 2010
Finalmente Celestini. Eccolo il film che stavo attendendo come quello che poteva rialzare le sorti del cinema italiano degli ultimi anni qui a Venezia. E La Pecora Nera e’ un film che ha tutto il diritto di essere in concorso.
Celestini mette da parte il suo impegno politico che ho tanto amato in Parole Sante e nei suoi spezzoni televisivi, mette da parte il suo teatro, nonostante questo film sia tratto da una sua opera teatrale, e tira fuori un film molto poetico.
Celestini racconta la vita di un bambino che cresce in un manicomio e diventa anche lui un matto grazie alle cure elettriche che gli riservano.
Celestini racconta questa vita senza dare un giudizio, senza spiegare gli abusi e i sorprusi che venivano fatti la maggiorparte delle volte negli istituti di cura.
Celestini racconta la vita del suo personaggio essendo quel personaggio. E tutto il mondo intorno a lui ci sembra come deve e
ssere, normale, giusto.
Li sono veramente tutti santi, il direttore e’ il piu’ santo di tutti. Sotto al supermercato ci sono un sacco di cose anche l
e riviste cinesi con le donne nude clonate. Che i cinesi clonano le donne. Noi le pecore.
Insomma capiamo che per un matto il mondo attorno a se e’ normale. E il suo compagno di viaggi e’ il malato. Non il protagonista.
La sua tecnica e’ la solita. Ci racconta tutto, come in un lungo monologo al teatro, descrivendo e parlando, a volte, al posto dei suoi personaggi. La forza dei suoi monologhi sono le ripetizioni, frasi che vengono dette e ridette lungo tutto il film
e che accrescono la forza delle immagini narrate. E allora lui e’ nato negli anni ’60, i favolosi anni ’60, che le porte che si aprivano da soli come ai supermercati c’erano solo nei film dei marziani quando era piccolo e bisogna tenere tutto in ord
ine, che se tieni tutto in ordine poi trovi tutto, come nei supermercati.
La cosa interessante e’ che poi alcuni dei personaggi “normali”, in modo estemporaneo, dicono anche loro delle frasi che ripetono in modo continuato. Come a sottolineare che, in fondo in fondo, e al di fuori da una frase che puo’ sembrare molto piu’ banale di quel che e’, siamo tutti un po’ pazzi.
Trovo poi perfetta l’alchimia che si e’ creata sullo schermo con Giorgio Tirabassi, attore fin troppo svilito da un numero spropositato di fiction, che trova qui il perfetto ruolo di spalla di Ascanio Celestini.
Mi piacerebbe tanto che questo film portasse a casa qualcosa. Ha delle serie possibilita’ anche se e’ molto presto per dirlo.
La scelta di farlo vedere cosi presto lo sta sicuramente penalizzando.
Per fortuna in giuria c’e’ Quentin Tarantino che non e’ Pancotti Maurizio, che si sa’, e’ dificiente.

Machete di Robert Rodriguez September 2nd, 2010

Venezia 2010
“Lo sapevo che era Stupendamente Fantastico”. Questo e’ il commento che ho sentito all’uscita di Machete. E per quanto forse
un pochino esagerato devo dire che anche in questo film non sono rimasto deluso.
Viene da dire “Ben tornato Robert”, come lo si era detto per Quentin dopo il primo Kill Bill.
Quello che volevamo c’e’ tutto da subito addirittura prima dei titoli di inizio: sangue, uomini con teste mozzate a forza di machete e belle ragazze nude che tirano fuori cellulari da posti improponibili.
Il primo applauso in sala parte prima dello scoccare dei tre minuti di proiezione.
L’ovazione invece parte quando appare sullo schermo il vero cattivone della storia: Steven Seagal.
Ma quello che non gli era riuscito con Planet Terror, quello che non aveva minimamente cercato in tutti i suoi ultimi film, qui Robert Rodriguez lo trova con una facilita’ spaventosa.
E’ lo stesso Rodriguez che aveva colpito tutti con la trilogia del Mariachi, splendidamente conclusa con “Once upon a time in Mexico”. E’ lo stesso Rodriguez di “Da tramonto all’Alba” che tutti continuano a scambiare per un film di Tarantino.
La storia e’ presto detta: intrighi internazionali, droga, belle donne spregiudicate e un ex agente federale messicano dannatamente duro a morire.
Ammazza i cattivoni e difende le belle ragazze che si innamorano tutte di lui.
Che diciamocelo, non e’ proprio il classico eroe bello, ne bello e tenebroso, ne bello e impossibile: e’ proprio brutto.
Ho capito perche’ questo film non e’ in concorso a Venezia 67. Se lo fosse stato con Quentin Tarantino presidente di giuria i restanti nove giorni di Festival sarebbero stati i piu’ inutili della storia del Cinema.

Black Swan di Darren Aronofsky September 2nd, 2010

Venezia 2010
Un inizio con il botto quest’anno. E Aronofsky non mi ha deluso per niente. Anzi ha portato un film a Venezia che non e’ un p
remio per la sua “riscoperta” dopo The Wrestler ma una vera e propria opera matura.
Speravo ad un ritorno al suo sperimentalismo. E in qualche modo c’e’ stato.
Si perche’ Black Swan riporta perfettamente l’attenzione solo sul personaggio come in The Wrestler ma riprende anche un po’ d
i quel montaggio di Requiem for a Dream e la ricerca dell’immagine di Pigreco il teorema del delirio.
Black Swan parla di Nina, giovane ballerina che viene scelta come personaggio principale de “Il lago dei cigni”, e che ha l’a
rduo compito di dover interpretare sia il White Swan che il Black Swan.
Viene incentrato quindi tutto il film su questo dualismo. Lei, nata per essere un White Swan, fragile e pura, sembrerebbe non
in grado di interpretare anche il Black Swan, provocatrice, sensuale e spontanea.
Per tutto il film lei cerca dentro di se il Black Swan in un viaggio molto claustrofobico. Vedra’ cose che non esistono. Combattera’ nemici che non ci sono. Sara’ il suo Black Swan, che evidentemente e’ dentro di lei, a cercare di uscire e combattere
la prigione che il White Swan ha creato per imprigionarla.
In questo dualismo ritroviamo lo sperimentalismo di Aronofsky.
Che riesce a giocare con gli specchi, presenti in tutto il film, con soluzioni veramente supefacenti.
E poi, per un amante dei finali come me, il finale de “Il lago dei cigni” puo’ essere definito “Il Finale”. Nina incarnera’ perfettamente i due personaggi.
Fino alla fine.

Venezia 67: la partenza September 1st, 2010

Venezia 2010

Si parte… nonostante i malanni che da lunedì hanno deciso di colpirmi… l’ultimo bollettino mi da deffrebbrato ma ancora tossente…
Che e’ peggio. Perche’ non voglio tossire durante la proiezione di un film. Comunque spero di poter guarire ed essere in perfetta forma gia’ da domani. Continuo a drogarmi in modo da sconfiggere il morbo.
Devo dire che la partenza dalla stazione di Pavia mi da sempre delle soddisfazioni. Trovi sempre gente con cui ammazzare quella mezz’oretta che ci separa da Milano centrale. E c’e’ sempre qualcuna che non ti aspetti.

Comunque bollettino medico e considerazioni astratte a parte vediamo cosa ci attende in quel di Venezia in questi dieci giorni.
Tutti impazziti per Machete che non manchero’ di vedere al piu’ presto. Il ritorno di Robert Rodriguez alla tematica del Mariachi intriga anche me, non vi preoccupate. Speriamo che Rodriguez ritorni al regista che fu e che ci sollazzi con una bella storia di sangue amore e violenza. Tutto molto Pulp spero.
Poi c’e’ il concorso.
nche se non ho grandi aspettative da Aronofsky sono molto curioso di vedere cosa ha prodotto con il suo nuovo Black Swan. A lui si che ha fatto bene vincere a Venezia due anni fa. Ora tutti lo cercano e tutti lo vogliono. Mi piacerebbe un suo ritorno allo sperimentalismo. Un volere ancora impressionare con l’immagine e l’arte cinematografica. Cosa che aveva giustamente messo da parte con The Wrestler concentrandosi sulla storia e sul faccione di Mickey Rourke.
Osservato speciale “La versione di Barney”, libro che io ho, “cazzo cazzo e cazzo”, adorato. Lo volevo da un po’ e finalmente e’ qui. Paul Giamatti, son sicuro, incarna perfettamente Barney. E’ una scelta piu’ che azzeccata. Spero di non rimanerne deluso.
Infine occhi puntatissimi su Ascanio Celestini. Film che e’ pronto gia’ da un po’ ma che aspettava giustamente una buona rampa di lancio. Il suo “Parole Sante” ci fece ridere, incazzare e soprattuto pensare: che non e’ una cosa da poco per un documentario.
Questa mossa di portarlo a Venezia puo’ realmente lanciare Ascanio Celestini come regista. Non credo, anche se mi piacerebbe tantissimo, che abbia qualche possibilita’ di vittoria finale. Magari un premio speciale quello si. Magari anche uno dei cinque premi piu’ importanti. Ma il Leone d’oro mi sembra fuori dalla sua portata.
Poi tanti altri nomi fra cui Sophia Coppola, che diciamolo, e’ da Lost in Translation che non fa un film veramente bello. La sua Maria Antonietta era molto rock e l’avevo molto apprezzata. Ma non era un film degno di nota.
Pronto a fischiare invece Placido che porta il suo “Fiore del Male” film su Vallanzasca. Che ha veramente avuto una vita da film. Torna e’ vero su una tematica alla “Romanzo Criminale” che e’ stato un gran bel film. Ma sono pronto a scommettere che Placido, paraculo com’e', non prendera’ una posizione, non assolvera’ Vallanzasca ne lo condannera’. Cosa che rendera’ il film molto superfluo.
E mi incazzero’. Che una storia come quella di Vallanzasca poteva creare un film degno di girare in tutto il mondo. Apprezzato soprattutto in America, dove ci sguazzano con storie così.
Spero di sbagliarmi. Ma nel frattemo compro un fischietto.

Per il capitolo film a sorpresa. Se non mi sbaglio come ogni anno ci sono ben due film a sorpresa. Uno doveva essere il film di Terence Malick. Grandissimo regista per cui tutti gli attori di Hollywood stravedono e accettano paghe al minimo sindacale per lavorare con lui.
Ma, famoso per il suo perfezionismo, pare che Malick non abbia finito ancora di montarlo. Non ci sara’ quindi.
Nota di colore: di Terence Malick non esistono foto attuali. Non si fa fotografare da tantissimi anni. Spero veramente che non ci sia perche’ io la macchina fotografica non me la sono portata dietro.
Quindi. Chi saranno i film a sorpresa. Sorrentino non lo ha ancora finito, e impazzirei per un suo film al Lido ma credo lo vedremo ancora a Cannes.
The American con George Clooney? Mah. Mueller non fa queste sorprese su attori americani che fanno cosi scalpore.
E’ vero che c’e’ poco Oriente quest’anno. Ma i nomi per i due film a sorpresa sono aperti piu’ che mai.

Bianco, rosso e Verdone August 16th, 2010

La citazione del Lunedì

Pronto, parlo col servizio percorribilità strade? Ah buongiorno, senta io sono un socio ACI numero di tessera 917655 barra UT come Udine Torino; la disturbavo per avere qualche delucidazione dato che mi devo recare a Roma a votare.
Senta ho sentito dal bollettino dei naviganti che è in arrivo un’area depressionaria di 982 millibar, e questo purtroppo mi è anche confermato da un fastidiosissimo mal di testa che sopraggiunge ogniqualvolta c’è un brusco calo di pressione; d’altro canto, caro amico, questo è il prezzo che dobbiamo pagare noi meteoropatici.
Senta, io le domandavo questo, secondo lei, partendo fra circa… 3 minuti e mantenendo una velocità di crociera di circa 80/85 chilometri orari… secondo lei faccio in tempo a lasciarmi la perturbazione alle spalle diciamo nei pressi di Parma?

Venezia 67 la lineup ufficiale July 29th, 2010

Venezia 2010

Ne aspettavo molti di quelli in elenco: La versione di Barney su tutti. Poi anche Vincent Gallo, Ascanio Celestini, Darreb Aronofsky, Sophia Coppola (piccola nota di gossip, lei e’ la ex di Tarantino…),  Carlo Mazzacurati, Francois Ozon.

Una signora Lineup che ci dara’ soddisfazioni… me li sentivo. Ci saranno anche i due film a sorpresa? Chi vincera’? A bocce ferme, a muzzo senza sapere niente io tifo per Ascanio Celestini.

COMPETITION

Opening Film

“Black Swan,” Darren Aronofsky (U.S.)

“La Pecora Nera,” Ascanio Celestini (Italy)

“Somewhere,” Sofia Coppola (U.S.)

“Happy Few,” Antony Cordier (France)

“The Solitude of Prime Numbers,” Saverio Costanzo (Italy, Germany, France)

“Silent Souls,” Aleksei Fedorchenko (Russia)

“Promises Written in Water,” Vincent Gallo (U.S.)

“Road To Nowhere,” Monte Hellman (U.S.)

“Balada Triste de Trompeta,” Alex de la Iglesia (Spain, France)

“Venus Noir,” Abdellatif Kechiche (France)

“Post Mortem,” Pablo Larrain (Chile, Mexico, Germany)

“Barney’s Version,” Richard J. Lewis (Canada, Italy)

“We Believed,” Mario Martone (Italy, France)

“La Passione,” Carlo Mazzacurati (Italy)

“13 Assassins,” Mike Takashi (Japan, U.K.)

“Potiche,” Francois Ozon (France)

“Meek’s Cutoff,” Kelly Reichardt (U.S.)

“Miral,” Julian Schnabel (U.S., France, Italy, Israel)

“Norwegian Wood,” Tran Anh Hung (Japan)

“Attenberg,” Athina Rachel Tsangari (Greece)

“Detective Dee and the Mystery of Phantom Flame,” Tsui Hark (China)

“Three,” Tom Tykwer (Germany)

synedoche new york July 26th, 2010

La citazione del Lunedì

Hazel you’ll gonna be a part of me forever, don’t you know that?

Black Swan di Aronofsky aprira’ Venezia 2010 July 22nd, 2010

Varie Cinematografiche, Venezia 2010

Arrivano le prime notizie… dopo aver saputo che Placido sara’ fuori concorso con il suo film su Vallanzasca ecco che finalmente arrivano anche delle buone notizie.

Si perche’ il film di apertura di Venezia 2010 sara’ il nuovo Black Swan di Arofnosky che ci aveva tutti commosso con The Wrestler vincendo il Leone d’oro due anni fa.

Arofnosky ha fatto dello sperimentalismo la sua grande forza producendo due piccoli capolavori dell’arte del regia. “Pigreco il teorema del delirio” era tutto basato sull’immagine e il numero di sfumature di bianco e nero che andavano a diminuire man mano che il protagonista impazziva sempre di piu’.
“Requiem for a dream” era un fantastico esercizio di stile di montaggio. Storia basata sulle assuefazioni da droghe raccontava tramite un montaggio serrato la repetitivita’ dei gesti legati al drogarsi.
The Wrestler fu invece un progetto tutto diverso. Mise al centro del suo sperimentalismo Mickey Rourke facendogli fare una delle sue performance migliori.
Il film ci tocco’ tutti nel profondo. E siamo ancora qui a chiederci se Randy the Ram vivra’ o morira’.

Black Swan viene invece presentato come un thriller. Ne sappiamo poco in realta’. Solo che la protagonista e’ la bellissima Natalie Portman.

Grande Marco Muller. Porti a casa la tua prima vittoria quest’anno solo con il film di apertura. Mi aspetto una lineup gustosa. Il 29 Luglio e’ vicino!

Si puo’ fare July 19th, 2010

La citazione del Lunedì

Non sono io che sono scorbutico, sono gli altri che sono tutti stronzi!

Placido a Venezia con il suo Vallanzasca July 13th, 2010

Questo pazzo pazzo mondo del Cinema, Varie Cinematografiche

Ora sembra che il mio sport preferito sia trattare male Placido.
E’ notizia di queste ore che “Il fiore del Male” il film basato sulla storia di Vallanzasca diretto da Placido sara’ presente fuori concorso a Venezia.
La buona notizia e’ che e’ fuori concorso. La figura pessima che Placido ha fatto l’anno scorso evidentemente e’ bastata ai produttori per evitargli la competizione.
La cattiva notizia e’ che Placido ci sara’ creando quel polverone che e’ solito fare. Si perche’ avendo portato in concorso un film mediocre aveva spostato il punto della discussione sui suoi attacchi personali.
Che e’ un po’ il giochetto che fa Berlusconi da venti anni. Indagato e faccio parlare la gente del lifting.
Ecco Placido fa uguale. Fa film mediocri che vanno al piu’ importante festival di Cinema al mondo e poi si parla dei suoi attacchi personali.

So gia’ come andra’ a sto giro. Il film sara’ una fetecchia. Una storia bella come quella di Vallanzasca sara’ ridotta ad una serie di stereotipi imbarazzanti in cui lo si condannera’ ma anche no perche’ poi era anche buono.
Iniziaranno una serie di polemiche da parte dei parenti delle vittime e lui parlera’ come un incompreso.
Speriamo che sia sorprendente come Romanzo Criminale. Ma ho i miei forti dubbi al riguardo.