Cinema Blog

…there’s a new movie sheriff in town…

Archive for the 'Ce n'è per tutti' Category

Il numero 23 April 29th, 2007

Ce n'è per tutti

Io adoro Jim Carrey. Ha fatto un numero considerevole di film comici, alcuni addirittura demenziali per poi reinventarsi con personaggi fantastici e drammatici come in “The eternal sunshine of the spotless minds” (che per favore NON HA UN TITOLO IN ITALIANO) oppure come in “Truman show”.
È uno di quei comici, nato comico, cresciuto comico, comico [...]

Borat March 13th, 2007

Ce n'è per tutti

Il pubblico italiano non è il pubblico Statunitense. Il pubblico italiano ha adorato Fellini, De Sica, Antonioni, Mastroianni, Gassman.
E il pubblico italiano vuole ridere, vuole pensare, vuole dialogare con il film.
Il pubblico americano invece vuole le esplosioni. Vuole il Kaboom: più è grosso e spettacolare, meglio è.
Sono due pubblici fondamentalmente diversi. Quindi un Michael Moore [...]

L’Academy - Gli Oscar della Rivalsa February 26th, 2007

Ce n'è per tutti

Parliamo dell’academy. Perchè come è possibile che decine di anni l’Academy non si sia accorta di quel compositore italiano che ha fatto la storia dei film Western? Come non si sono accorti che chi aveva fatto la colonna sono di un film epocale come “C’era una volta in America” aveva di fatto aggiunto l’aggettivo leggendario?
E [...]

Marco Bellocchio October 13th, 2006

Ce n'è per tutti

Marco Bellocchio, il vero incompreso dalla critica del cinema italiano. Colui che a suo dire sforna capolavori su capolavori senza che ne la critica e il pubblico lo capiscano. Quello che mi chiedo �… Bellocchio… ma ci sar� un motivo?

Devo dire che il mio � sicuramente un giudizio parziale, in quanto ho visto ben poco di Bellocchio. Il mio, a differenza delle altre volte, � un giudizio sulla persona.

Tra l’altro devo dire che dei film che ho visto uno mi � anche piaciucchiato. La visione dell’omicidio Moro di “Buongiorno, Notte”, molto romanzata, non mi � poi cos� tanto spiaciuta. L’idea di fondere realt� e il desiderio di come si volesse fosse la realt� � un’idea, forse banale, ma ben strutturata all’interno del film.

Ecco invece “L’ora di Religione” sono palesamente due ore della mia vita che Bellocchio mi ha rubato e non mi restituir� mai pi�. Sono due ore perse che non avr� mai pi�, va beh � nei rischi di chi ha la passione per il Cinema.

Quindi sul regista di per se, che purtroppo o per fortuna non prescinde dall’uomo , mi riservo un giudizio incompleto ma una mezza idea gi� ce l’ho, visto che sicuramente Bellocchio non sar� mai un Fellini o un Monicelli.

Quello che giuro mi infastidisce particolarmente � il suo atteggiamento vittimista e autoreferenziale. Del tipo “Io sono un genio voi dei cretini. Non potete capire il mio cinema.”.

Ora non � che me la sono sognata di notte sta cosa.
Quando fu l’invitato speciale di una rassegna di corti cinematografica, alle curiosit� dei giovani cineasti in erba, rispondeva sempre svogliato, come se i suoi interlocutori fossero tutti degli incapaci, fino ad arrivare a dire “Mi sembra di aver risposto abbastanza ora io me ne andrei”.

Ora, a sottolineare il suo egocentrismo e il suo sentimento da vittima e incompreso che lo contraddistingue, ricordiamoci di quel che � successo proprio al Festival di Venezia, proprio con Buongiorno, Notte.
Il film, che aveva tutte le carte in regola per vincere il Leone d’oro, non vinse solo perch� legato solo ad una logica troppo italiana e quindi non internazionale, essendo Venezia un festival di cinema internazionale la motivazione non faceva una piega che fosse una.
Ma si sa che se non si fanno delle polemiche inutili in Italia non siamo contenti. Bellocchio se ne and� indignato dicendo che non voleva pi� avere niente a che fare con un festival del genere. (Non far� riferimenti alla volpe e all’uva).
Convinse la Rai Cinema a dire che non avrebbe pi� inviato film al festival di Venezia.
Quello che mi diede grande soddisfazione fu che la Rai l’anno dopo mand� senza problemi i suoi film.
E che Mario Monicelli, presidente della giuria del Festival di Venezia 2003, alla domanda “Non si poteva dare nulla di pi� che il premio miglior sceneggiatura a Bellocchio?” lui rispose con la calma e la perfezione che lo ha sempre contraddistinto “Per me � gi� tanto cos�”.

Peter Jackson October 2nd, 2006

Ce n'è per tutti

Altra grande ubriacatura mediatica � stata considerare Peter Jackson un grande regista.

Ma vediamo un attimo la filmografia di quest’uomo: dal 1976 al 1998 fa filmetti di serie B, per lo pi� splatterini inutili dove l’apice lo si raggiungeva quando un personaggio si nutriva del cervello di un uomo direttamente dal suo cranio e ho detto tutto; poi l’occasione di una vita.

Fa quello che nessuno si sentiva di fare: troppo difficile, troppo costoso troppo pericoloso; il film tratto da uno dei best seller pi� venduti nel tempo, Il signore degli anelli.
E gli riesce bene per carit�: gli danno un sacco di soldi, si compra la migliore crew disponibile e il risultato rimarr� nella storia del cinema. Come per altro una delle migliori operazioni commerciali nella storia del cinema.

Il problema � stato che poi tutti hanno scambiato un operaio del cinema per un Fellini, un Antonioni, non so un Kubrick.

Poi ha deciso di fare King Kong: un film che nessuno ha visto, nessuno ha cercato e nessuno ha voluto. Perch�? perch� forse tutti si sono accorti del registucolo che il povero Peter Jackson � in realt�.

Niente di male. Ha avuto il coraggio di fare una cosa che nessuno voleva fare: gli � riuscita bene e gloria a lui.

Ma io mi ritirerei quando ancora il ricordo di me � buono.

Lo paragonerei ad una di quelle tante meteore nel mondo della musica che scrivono una canzone bella, diventa magari il tormentone dell’estate, tutti la cantono e poi il secondo CD � una fetecchia paura.
E tutti si scordono, giustamente, di quel cantantucolo da una canzone.

Speriamo di dimenticarci al pi� presto anche noi di Peter Jackson.

Silvio Muccino September 7th, 2006

Ce n'è per tutti

Parliamone. No ma parliamone.

� possibile che il cinema giovane italiano sia rappresentato da Silvio Muccino? O peggio ancora che il futuro del cinema italiano sia Silvio Muccino?
Lo stesso Cinema Italiano di De Sica, Fellini, Mastroianni, Gassman, Tognazzi?

No perch� se essere attori vuol dire avere solo un bel faccino, ragazzi qui non ci siamo mica capiti.

Perch� se per qualcun altro si potrebbe ammettere il beneficio del dubbio (io no, non lo ammetto) in questo caso no.
Da quando un attore ha la zeppola in bocca? Una volta gli Attori facevano dizione e quando avevano la zeppola in bocca era solo ed esclusivamente perch� il personaggio lo richiedeva.

Suvvia questo ha fatto una pubblicit� quest’estate dove cercava di convincere una bella fanciulla bionda a non sposarsi. E il Leit Motiv della pubblicit� era il costo di tutti quei messaggini, cio� Zero.

Ora, signora azienda famosa di telefonia mobile, non potevate prendere uno che non aveva le zeppola in bocca per dire “Zero”? E se proprio volevate Muccinino perch� immagine di una giovent� accattivante e tutte quelle balle che i Manager si racconta, non potevate fargli dire “Nulla”? o “Niente”? Insomma avete fatto un intero spot pubblicitario senza fargli dire una “S” o una “Z” e mi cadete proprio sul messaggio finale? “TSero”? che numero � “TSero”?

Insomma, Muccinino � l� non perch� belloccio, per carit�. Il problema � che lui � l� perch� fratello di un regista (mediocre) che � figlio di un capostruttura Rai. Quindi il non plus ultra del peggio!

E non vi parler� di quella volta che muccinino decise di fare lo sceneggiatore. Ammetto che un super azienda di telefonia non conosca bene i tuoi problemi di pronuncia (che per altro afferma di aver superato grazie all’aiuto di un logopedista, mamma mia, ottimo lavoro!) e che ti faccia fare una pubblicit� in cui tu abbia qualche problema con il messaggio principale, ma cavolo quando sei tu lo sceneggiatore fai un film il cui titolo e frase centrale della trama � “Che ne sar� di noi?”? Che ha pronunciato magistralmente “Che ne tsar� di noi?”!

E non provate nemmeno a tirare fuori cose come “la sensibilit� artistica” o la “maturit� che arriver� pian piano”. � manifesta a tutti la sua impossibilit� di fare l’attore. Basta.

Il cinema giovane italiano, per fortuna, � altrove.

Johnny Depp February 23rd, 2006

Ce n'è per tutti

Non sono uno di quelli che dicono che tutti i bellocci del Cinema non sono in grado di recitare. Ricordiamoci i vari Gassman oppure Mastroianni. Sarebbe ipocrita pensarlo.

Ma non � che la cosa vale anche al contrario. Chi � bello non � detto che sia bravo.

Solo che c’� gente che continua a non capire molto la differenza fra Bello e Bravo: tutte e due iniziano per B e finiscono per O ma il concetto � differente!

Eh s� perch� Jhonny Depp sar� Bello, e non lo metto in dubbio, ma oggettivamente come attore � una scarpa.

“E poi jhonny Depp si reinventa in ogni film, riesce fare ogni volta un personaggio diverso”

Vero.

ma sempre con la stessa faccia e la stessa intonazione di voce…

Almeno a Clint Eastwood avevano detto che aveva due espressioni una con cappello e l’altra senza… ecco Jhonny Depp recita senza cappello.

E per il fatto che fa sempre personaggi diversi? o beh avr� un buon agente…

che differenza c’� fra donnie brasco e Edward mani di forbice a parte che in uno vive di luce riflessa di Al Pacino e nell’altro ogni tanto muove le mani? Nessuna! utilizza in entrambi la stessa faccia e la stessa intonazione di voce.

E in chocolat? mi direte voi… non rispondo e vi ricordo che fa la parte di uno zingaro bello e impossibile che seduce la protagonista… stessa faccia stessa intonazione di voce.

e in C’era una volta in Messico? per favore.

e in Sleepy Hollow? Ho dormito. (no non � una battuta)

Per punizione scrivere cento volte alla lavagna “Bello non � sinonimo di Bravo”