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…there’s a new movie sheriff in town…

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Big Fish - Numero 20 June 6th, 2006

Integralismi cinematografici

Ci sono persone che sembrano destinate a raccontare storie. Tim Burton � una di queste. Tutte le sue creature sono delle vere e proprie favole che prendono forma dall’immaginario comune attraverso i suoi occhi.
Lui ci racconta una storia come il suo estro la immagina e come per magia diventa la cosa pi� reale di questo mondo, per tutta la durata del film. Quando le luci si riaccendono in sala tutto svanisce e si torna alla vera realt�.

Big Fish � l’essenza di Tim Burton.
La realt�, quella vera, quella di tutti i giorni, a volte � grigia o comunque non colorata come tutti noi la vorremmo. Altre volte invece la realt� � molto pi� colorata di quanto viene raccontata.
Dove sta la realt�? Dove sta la finzione?
Ed Bloom (Albert Finney e Ewan McGregor) racconta le sue storie da una vita. E le sue storie sono popolate da personaggi fantastici, impossibili nella realt�, ma come gi� detto perfettamente reali e �normali� all’interno dei suoi racconti.
Gemelle siamesi, giganti, proprietari di circo licantropi: � meglio la storia normale e banale della nascita del figlio di Ed, Will (Billy Crudup), oppure la tenera e romantica narrazione del nostro protagonista fatta di amore, anello e un pesce imprendibile?

Bellissima poi la metafora del piccolo paesino di Specter �Il segreto pi� esclusivo dell’Alabama�. Un paesino dove non esistono strade, dove non esiste il denaro e dove la gente va in giro scalza. Sono tutti felici e in qualche modo appagati.
Ma succede che Ed non � soddisfatto e vuole continuare nella sua ricerca.
Questa sua scelta distrugger� il paesino, dove arriveranno le strade in cemento, le macchine, le scarpe, i soldi e con loro i debiti.
Specter diventer� un paese rovinato e fantasma.
Sar� lo stesso Ed che ci torner� per caso e ricomprer� tutte le case solo per cacciare per sempre il demone del denaro da quella biosfera di felicit�.
Il concetto del denaro come demone distruttore di ogni bene, il paese della felicit� che viene in qualche modo distrutto e ricostruito dallo stesso Ed.

E poi la storia d’amore di Ed. Nel momento in cui vede Sandra (Alison Lohman e Jessica Lange) capisce che � la donna della sua vita e combatte con tutte le sue forze per conquistarla.
Il non plus ultra del romanticismo. La battaglia per scoprire ogni settimana qualcosa in pi� sulla sua amata, le spericolatezze fatte in guerra tutto per abbreviare il suo periodo di leva e tornare prima da sua moglie. Beh, � un modo bizzarro e divertente di concepire il romanticismo che non dispiace affatto.

�Quella notte Carl incontr� il suo destino ed io il mio. Dicono che quando uno incontra l’amore della sua vita il tempo si ferma. Ed � vero.
Quello che non dicono � che quando il tempo si rimette in moto va a doppia velocit� per recuperare�

Menzione d’onore, come al solito, per un fantastico Steve Buscemi che fa la piccola e colorita parte Norther Winslow, poeta, rapinatore di banche e infine magnate di wall street. Come chiedere di pi�?

Il figlio per tutto il film cerca di smascherare, quasi con un certo incomprensibile accanimento, le strane bugie del padre. Bugie o meglio narrazioni.
Quello che viene a scoprire � che le tutto quello che Ed ha sempre raccontato non � cos� lontano dalla realt�. Si potrebbe dire che, come un abile pittore, Ed ha voluto dipingere un quadro dove i colori si uniscono in modo pi� armonico, accentuandone alcuni e sfumandone altri.
Il risultato � geniale. Si potrebbero passare ore a respirare questa atmosfera che Ed Bloom, ottimo alter ego di Burton, ci regala.
E come ogni buona storia ci regala un lieto fine. Il figlio capisce e finalmente comincia ad entrare anche lui nel gioco che suo padre gli ha sempre proposto. Gli regala il racconto della scena della sua morte dove Ed rincontra tutti i personaggi delle sue storie e li saluta tutti affettuosamente.
Questa scena �, a mio parere, un richiamo al finale di otto e mezzo di Fellini. I personaggi che erano in qualche modo creature nate dall’immaginazione di Guido Anselmi/Federico Fellini si stringono intorno a lui per un abbraccio. Ecco allo stesso modo i personaggi di Ed Bloom si stringono per il suo ultimo abbraccio.

�Ci sono dei pesci che nessuno riesce a catturare. Non � che sono pi� veloci o forti di altri pesci. � solo che sembrano sfiorati da una particolare grazia. Un pesce di questo tipo era la bestia. E all’epoca in cui io nacqui era gi� una leggenda. Aveva snobbato pi� esche da cento dollari di qualsiasi altro pesce in Alabama. C’era chi diceva che quel pesce era il fantasma di un ladro annegato in quel fiume sessant’anni prima. Altri sostenevano che era un dinosauro sopravvissuto al periodo crostaceo. Io non davo peso a queste speculazioni o superstizioni. Sapevo solo che avevo cercato di prendere quel pesce da quando ero un bambino non pi� grande di te. E il giorno in cui tu nascesti beh quel giorno finalmente lo catturai.
Ci avevo provato con tutto quello che avevo. Esche vermi burro di noccioline e formaggio. MA un giorno ebbi un’illuminazione: se quel pesce era il fantasma di un ladro le normali esche non avrebbero funzionato avrei dovuto utilizzare qualcosa che lui desiderava veramente.
[...]L’oro!
Allora legai il mio anello alla lenza pi� forte che esisteva, dicevano cos� forte da tenere su un ponte anche solo per pochi minuti. E poi la lancia nel fiume. La bestia schizz� fuori e garr� l’anello prima che potesse toccare l’acqua e con la stessa rapidit� con un morso tronc� in due la lenza.
Ora tu capirai il mio sgomento.
La fede nuziale � il simbolo della mia fedelt� a mia moglie che stava per diventare madre smarrita nella pancia di un pesce incatturabile.
Seguii il pesce su e gi� per il fiume.
Questo pesce, �la Bestia�, tutta la citt� lo aveva sempre preso per un maschio. In realt� era una femmina. Era piena zeppa di uova e le avrebbe deposte da un giorno all’altro.
Ora io mi trovavo con questo dilemma: avrei potuto sventrare il pesce e recuperare la mia fede nuziale ma cos� facendo avrei ucciso il pesce gatto pi� astuto del fiume Huston.
Era il caso di privare mio figlio della possibilit� di pescare un pesce del genere?
La signora pesce ed io… Beh avevamo lo stesso destino. Facevamo parte della stessa equazione.
[...]Beh � la lezione che ho imparato quel giorno. Il giorno in cui nacque mio figlio.
Qualche volta il modo per catturare una donna incatturabile � offrirle una fede nuziale.�

Easy Rider - Numero 19 May 23rd, 2006

Integralismi cinematografici

Born to be wild.

La libert� � una cosa difficile da definire.
�Parlare di libert� ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che � difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato. E bada di non dire mai a nessuno di non essere libero perch� quello si dar� un gran da fare ad uccidere e massacrare per dimostrarti che lo �

� uno spettacoloso, come sempre, Jack Nicholson nei panni di George Hanson a spiegarci, con queste semplici ed essenziali parole, quanto sia difficile capire se si � liberi.
Dimostrare ad ogni costo, anche i pi� estremi, che si � liberi � libert�?
In realt� Wyatt (Peter Fonda) e Billy (Dennis Hopper) non se lo chiedono dall’inizio. Loro hanno gi� in mente quale sia la loro vera libert�.
I soldi e il carnevale di New Orleans. � cos� semplice.
E quindi iniziano questo lungo viaggio attraverso le strade e i bigotti americani per raggiungere la loro met� per poi capire, finalmente, che la libert� � altro. E forse � irraggiungibile.

Il film si pone fin da subito con immagini larghe e spaziosi. Il montaggio � lungo e di largo respiro. Tutto il film, dal montaggio alla fotografia, si prende tutto il tempo di cui necessita.
Sembra quasi di esserci anche noi a cavallo di un chopper con il vento nei capelli.
Il loro viaggio, che come ogni buon viaggio che rispetti, porta i suoi protagonisti ad una maturazione ed ad una nuova consapevolezza, Billy e Wyatt capiscono cos’� la libert�.
Non � certo la libert� di quei rozzi bifolchi e bigotti che li odiano solo per quello che rappresentano. Pu� l’odio portare alla libert�? Pu� l’odio portare a qualsiasi altra cosa che non sia l’odio stesso?
No certo. Ma questo i due protagonisti lo sapevano gi� tant’� che erano gi� in contrapposizione a questo stile di vita.

Allora l’amore. L’amore universale per qualsiasi cosa. Billy e Wyatt scoprono che non � nemmeno quello. Arrivano in una comune e scoprono che in realt�, per quanto possano essere felici e spensierati, per quanto effettivamente possano fare molto di quello che vogliono nemmeno loro sono liberi.
� libert� seminare semi sulla sabbia? � libert� dipendere da altri per mangiare? No.

Quindi Peter Fonda e Dennis Hopper, che oltre ad essere i protagonisti firmano anche la sceneggiatura di questo film, pongono in grande polemica sia una cultura che l’altra. Una perch� bigotta e ostile, senza un futuro. L’altra perch� fuori da un mondo reale.

I due arriveranno finalmente al carnevale di New Orleans e qui troveranno due ragazze che sono il loro corrispettivo femminile. Dipendenti di un casino decidono di uscire e vivere il carnevale per le strade insieme ai due protagonisti.
Con loro arriveranno al cimitero e vivranno insieme una nuova esperienza.
Grazie a delle pasticche di LSD inizieranno un viaggio dentro a loro stesso che ha dell’onirico, anzi molto di pi� dell’incubo. Tutto quello che era stato fino adesso il film, spazi sconfinati e montaggi lunghi e lenti sparisce. Tutto diventa claustrofobico e il montaggio diventa veloce e incalzante. Gli incubi e le paura di tutti i quattro protagonisti vengono alla luce in un turbinio di angosce e recriminazioni (Wyatt piange su una statua abbracciandola e baciandola e dicendo �perch� sei cos� stupida mamma io volevo solo essere amato da te� che � una chiara accusa all’america stessa che non lo accetta e che lo rende anti sociale).

Wyatt dopo questo ulteriore viaggio dentro di se raggiunge la consapevolezza che cercava. Billy dice al suo amico che finalmente avevano raggiunto la tanto agognata libert�. Erano diventati ricchi.
Wyatt non riesce a spiegargli il perch�, ma tutto quello che riesce a dirgli � �Sai Billy? siamo fregati�

Quello che abbiamo dopo � �Il Finale�, che detto da un amante dei finali come me � dire tutto.
Possono una vera Rock star o un eroe morire di vecchiaia? velo vedete Elvis vecchio e sdentato mangiare il semolino? Oppure Jim Morrison camminare lentamente e piegato a met� dagli acciacchi del tempo?
No gli eroi come le rock star muoiono giovani, all’apice del loro essere. Muoiono liberi.
Ecco la stessa cosa succede a Wyatt e Billy. Raggiungono finalmente la libert� che forse alla fine del film capiscono non essere di questo mondo. La parola libert� � in realt� una convenzione per indicare un’approssimazione a qualcosa che qui non si pu� raggiungere.
Vengono uccisi. E penso che sia geniale la trovata di farli uccidere da uno di quei bifolchi bigotti che tanto li odiavano. � uno di loro che gli fa in realt� il pi� grande e gradito dei regali.

�Get your motor runnin’
Head out on the highway
Lookin’ for adventure
And whatever comes our way
Yeah Darlin’ go make it happen
Take the world in a love embrace
Fire all of your guns at once
And explode into space

I like smoke and lightning
Heavy metal thunder
Racin’ with the wind
And the feelin’ that I’m under
Yeah Darlin’ go make it happen
Take the world in a love embrace
Fire all of your guns at once
And explode into space

Like a true nature’s child
We were born, born to be wild
We can climb so high
I never wanna die

Born to be wild
Born to be wild�

Gatto nero, gatto bianco - Numero 18 May 16th, 2006

Integralismi cinematografici

Possono un gatto nero e un gatto bianco sposarsi?

Emir Kusturica ci racconta una bellissima favola nel modo che gli � usuale. Lui ha questo modo di girare che trasporta lo spettatore in un altro tempo e in un altro luogo. Quello che racconta non � applicabile alla realt� e al mondo che ci circonda, ma solo ed esclusivamente al mondo delle sue favole.

Ha un che di sogno questo film. Immagini oniriche lo riempiono e lo rendo quel gioiello tempestato di pietre preziose che � a tutti gli effetti.

Kusturica gira Gatto Nero Gatto Bianco dopo averci proposto il claustrofobico e geniale Underground, ma � lampante come le trovate e la genialit� del girare siano in realt� le stesse.

Il colore e la fotografia sono cos� pregni e ci regalano perfettamente le immagini del mondo gitano, in qualche modo chiassoso e farsesco. Tutto ha un che di irriverente e stupisce con che impegno e perfezione tutti i minimi particolari siano stati perfettamente orchestrati.

Tornando a questo film in particolare sono tante, veramente tante, le piccole e geniali invenzioni cinematografiche che ci propone. Parlando di immagini in particolare come non menzionare l’orchestra che viene appesa agli alberi come se fossero frutti, oppure la carrozzina elettrica che porta in giro il signorotto locale.
Senza dimenticarsi della scena d’amore nel campo di girasoli. Di una bellezza e di un sentimento che rimette in pace con il mondo.
In questa scena troviamo anche un piccolo tributo ad Amarcord di Fellini. Zare che solleva Ida prima che lei gli dica baciami richiama perfettamente la scena della tabaccaia.
D’altra parte lo stesso Kusturica racconta della sua passione per il Maestro.

Per quanto anche la storia in se, una vera e proprio fiaba, � a tutti gli effetti geniale. Trasportare la storia classica delle varie cenerentole o belle addormentate nel mondo gitano � sicuramente la forza del cinema di Kusturica: tutto il racconto si basa sulle luce e sulla fotografia, le inquadrature i movimenti di macchina, i personaggi strani e irreali, tutto sottolineato e accentuato dalla musica, naturalmente sempre e solamente, balcanica.

Possono gatto nero e gatto bianco sposarsi? � questa la domanda del film, ma non � semplicemente una metafora dei due amori che si incrociano. Certo questo film parla di amore ed � una delle storie d’amore pi� belle e romanticamente e sentimentalmente meglio raccontante degli ultimi anni. Il nipote alto e strano del signorotto locale si innamora della sorella piccola e bassa di un criminale di guerra. Gatto Nero e Gatto Bianco. Ed � amore a prima vista, perch� entrambi si stavano cercando da una vita.
E come ci propone il gatto nero delle storie d’amore per contrapposizione ci propone anche il gatto bianco. La storia d’amore fra il giovane Zare e la bella Ida, giovani coetanei belli; l’amore pi� semplice e naturale, pieno di speranze per il futuro. Un amore cercato e voluto, corteggiato e bramato da Zare che alla fine verr� premiato.

Ma gatto Nero e Gatto Bianco non sono solo in amore: Padre e figlio, nonno e nipote, amici di vecchia data e amici per il futuro. Il film � di coppie. Di unioni. Di gatti neri e di gatti bianchi che camminano insieme.

�I think this is the beginning of a beautiful friendship� dice il signorotto locale, in inglese, parafrasando il finale di Casablanca. E lo dice sul finale, come a sottolineare la visione del mondo di Kusturica. In Casablanca possiamo dire che c’� un finale amaro, l’inizio della �beautiful friendship� � in realt� molto triste. Qui no. Kusturica vuole mettere sempre nei suoi film un finale felice. E ce lo scrive anche per chi non lo avesse capito.
Perch� cercare anche nei film il dramma, la tristezza. Non ci basta la realt�?
Almeno nel film, dove lui pu� decidere del destino dei suoi personaggi, vuole che ci sia un �happy end�.
E io adoro Kusturica per questo.

Il messaggio di Kusturica � quanto di pi� bello la sua filosofia ci possa regalare.
I suoi personaggi vivono in un mondo in cui la povert� e la fame, sfruttatori e truffatori, criminali di guerra e approfittatori ne fanno da padroni. Ma si pu� rimanere puri e si pu� vivere felicemente dimenticandosi di tutto il resto e sopravvivendo grazie alla rakjia, alla musica, all’amore, al sesso.
Il resto non ha molta importanza.
E chi persegue il resto, probabilmente, non ha capito.

�Il mio cinema � attraversato da una dimensione non necessariamente razionale dell�esistenza, legata in questo caso alla �magia degli sguardi�… dei gatti!
Un docente all� accademia insisteva nel dire che dovevamo rendere leggere le situazioni reali. Rendere leggera, per esempio, la camminata dell�attore. Io ho preso questa lezione alla lettera e ho insegnato agli attori ad alzarsi da terra.�

-Emir Kusturica

I cento Passi - Numero 17 May 9th, 2006

Integralismi cinematografici

�Non rinchiuderti partito nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada�

I cento passi � un film che fa guerra alla politica delle stanzette. Anzi � un film che non ammette la politica delle stanzette. L’unica politica possibile � quella delle idee e degli ideali, quella della terra e del sudore, quella che si fa in mezzo alla gente.
E Peppino era cos�, verace e cocciuto. Urlava che �la mafia � una montagna di merda� con sprezzo del pericolo e con una voglia di comunicare in un luogo dove lo �stare muti� era una necessit� oltre che un pregio.

Quello di Giordana � un film raccontato dagli occhi di chi ha visto, vissuto e pianto quei momenti, e si vede.
Non erano certamente momenti facile, il sequestro e l’omicidio Moro, le brigate rosse mai cos� forti, gli attentati di stato, Pinelli e quanto di peggio quegli anni hanno creato per generare la pi� buia confusione.
In quel marasma un giovane, utopico e carismatico siciliano combatte la sua guerra privata, la sua battaglia per la giustizia.
La metafora del titolo ci spiega come sia impossibile credere in certi ideali e vivere a contatto con quella realt� fatta di mafia e omert�. I cento passi rappresentano allo stesso tempo l’immensit� fra le due Sicilie, la Sicilia mafiosa e omertosa, quella che si chiede stupita dell’esistenza della mafia, e la Sicilia che combatte, e rappresentano l’impossibile vicinanza di un mafioso che abita nella stessa strada, beve il caff� nello stesso bar e decide della morte e della vita dell’intero paese.

Giordana ci fa affezionare allo scanzonato e irriverente Peppino della sua giovent�, pieno si speranze e di voglia di cambiare quella Cinisi omertosa.
E ci fa affezionare anche al suo dramma di avere fra i suoi pi� grandi nemici proprio il padre, Luigi Impastato.

Poi tutto cambia, Peppino apre �Radio Aut�, comincia a fare sempre pi� informazione e a dare sempre pi� fastidio a Tano Badalamenti, capo-mafia di Cinisi.
La sua spinta rivoluzionaria viene comunque ridimensionata dal tempo e dalla necessit�. Combatte sempre la Mafia ma in modi sempre meno eclatanti. Fino a quando, candidatosi, divent� troppo scomodo.

�A unna sono gli amici? I compagni? Se scurdara a Peppino! Noi siamo acc�. A Famigghia.�
Chiede il cugino americano alla madre di Peppino. Ed ecco. Giordana decide di regalare le sue lacrime allo spettatore e ci mostra come lui ha vissuto quel momento. La manifestazione in onore di Peppino, gli amici che portano la sua bara in corteo mentre ai lati, giovani e meno giovani, salutano con il pugno alzato e lanciano sulla bara garofani rossi. In corte la madre il fratello, ma soprattutto i compagni, gli amici e migliaia di altre persone che urlano il loro dolore e il loro odio verso l’omert�.

Questo � un film che ogni giovane militante, anche ai giorni nostri, dovrebbe vedere, almeno una volta l’anno. Perch�? Perch� fa bene.

Per il resto Giordana regala comunque un film di un certo spessore. La fotografia fa risaltare quelli che sono i colori caldi e accesi della Sicilia e il montaggio ci riporta, anche grazie alla colonna sonora, in una perfetta atmosfera degli anni settanta.
Senza parlare del Cast. Oltre all’ottimo Lo Cascio che interpreta Peppino, che io continuo a considerare un ottimo interprete, degni di nota sono soprattutto gli attori non protagonisti.
Prima su tutte Lucia Sardo che interpreta la mamma; si cala perfettamente nel personaggio di questa donna nata e cresciuta in Sicilia, nata ed educata in un ambiente in cui la Mafia � la legge, la Mafia � la normalit�, che per amore del figlio cambia i suoi paradigmi culturali. E sa anche sul finire quando il cugino americano le chiede �dove sono ora i compagni?� che quello che Peppino � stato non sarebbe potuto essere cancellato semplicemente con la sua morte e il suo �presunto� suicidio.
Interpretazione, dicevo, perfetta sia sul piano caratteriale che su quello fisico: Lucia Sardo si trasforma effettivamente in Felicia Impastato e il risultato � impressionante.

Altra interpretazione superlativa � quella di Tony Sperandeo che � nel film Gaetano Badalamenti. Sperandeo, diciamocelo, ha la faccia perfetta per fare il mafioso. Ed effettivamente � la parte che gli riesce perfetta anche perch� lo chiamano solo per fare il mafioso. Ma devo dire che in questo film lui da un qualcosa in pi�. Quel qualcosa in pi� che gli � valso il David di Donatello per miglior attore non protagonista.

Insomma. Un film commovente e toccante. Se non lo avete visto eccovi la rabbia di Salvo (un sempre ottimo Claudio Gio�), compagno e amico di Peppino:

�Stamattina Peppino avrebbe dovuto tenere il comizio conclusivo della sua campagna elettorale. Non ci sar� nessun comizio. E non ci saranno pi� altre trasmissioni. Peppino non c’� pi�. � morto. Si � suicidato. No non sorprendetevi perch� le cose sono andate veramente cos�. Lo dicono i carabinieri. Lo dice il magistrato. Dice che hanno trovato un biglietto. ‘Voglio abbandonare la politica e la vita’. Ecco questa sarebbe la prova del suicidio. La dimostrazione. E lui per abbandonare la politica e la vita che cosa fa? Se ne va alla ferrovia comincia a sbattersi la testa contro un sasso, comincia a cospargere di sangue tutto intorno, poi si fascia il corpo con il tritolo e salta in aria sui binari. Suicidio.
Come l’anarchico Pinelli che vola dalla finestra della questura di Milano.
Oppure come l’editore Feltrinelli che salta in aria sui tralicci dell’enel.
Tutti suicidi.
Questo leggerete domani sui giornali. Questo vedrete alla televisione. Anzi non leggerete proprio niente. Perch� domani stampa e televisione si occuperanno di un caso molto importante. Del ritrovamento a Roma dell’onorevole Aldo Moro ammazzato come un cane dalle Brigate Rosse. E questa � una notizia che fa impallidire tutto il resto.
Chi se ne frega?
Del piccolo siciliano di provincia? Ma chi se ne fotte? Di questo Peppino Impastato? Adesso fate una cosa. Spegnetela questa radio. Voltatevi pure dall’altra parte. Tanto si sa come vanno a finire queste cose. Si sa che niente pu� cambiare.
Voi avete dalla vostra la forza del buon senso che non aveva Peppino. Domani ci saranno i funerali. Voi non andateci. Lasciamolo solo. E diciamolo una volta per tutte che noi la mafia la vogliamo. Ma non perch� ci fa paura.
Perch� ci d� sicurezza. Perch� ci identifica, perch� ci piace.
Noi siamo la Mafia.
E tu Peppino non sei stato altro che un povero illuso. Tu sei stato un ingenuo. Sei stato un nuddu immiscato cun niente.�

Esattamente 28 anni fa moriva Peppino Impastato.

“Peppino � vivo e lotta insieme a noi, le nostre chimere non moriranno mai”

Kill Bill Volume I e Volume II - Numero 16 May 2nd, 2006

Integralismi cinematografici

Il pericolo che fosse un grosso fiasco c’era ed era palpabile. D’altra parte � piena la storia del cinema di giovani registi emergenti con idee brillanti che creano film furbi a bassissimo costo a cui vengono date ingenti somme di denaro e girano una pellicola inutile.

E per questo film la Miramax ha dato a Tarantino qualcosa come sessanta milioni di dollari. Molti, molti di pi� di quanto siano costati gli altri tre precedenti film messi insieme.

E poi c’era anche una difficolt� in pi�. Essendo diventato un punto fermo, un punto di riferimento del cinema mondiale Tarantino avrebbe avuto di sicuro una quantit� di critiche negative solo perch� � famoso. Cosa inaccettabile… Le famose critiche preventive di cui parlava un noto regista italiano.

La Miramax tira fuori il borsellino e scuce sessanta milioni sull’unghia pretendendo la divisione del film in due volumi. Scelta opinabile, anche perch� il primo film � solo un riscaldamento diciamo, una preparazione al secondo.

Comunque il timore era l�, presente. Poteva distruggere la sua carriera e mi sarebbe dispiaciuto anche perch� ho sempre apprezzato quel modo di girare un po’ arrogante e beffardo.
Inizia il film e gi� dalla prima scena si capisce che Tarantino non si � venduto per un po’ di vil denaro. La faccia di Uma Thurman rovinata dal pestaggio e ricoperta di sangue in un primo piano in bianco e nero che fa risaltare i contrasti � l� cruda e cattiva:
�Sai scommetto che adesso potrei friggerti un uovo in testa. Se solo volessi. Sai bimba, mi piace pensare che tu sia abbastanza lucida pesino ora da sapere che non c’� nulla di sadico nelle mie azioni. forse nei confronti di tutti quegli altri buffoni. Ma non con te. [...] In questo momento sono proprio io all’apice del mio… masochismo�

E proprio quando ci si cominciava ad abituare a quella faccia distrutta dalle botte, proprio quando si cominciava a prendere respiro. Bang! Uno sparo e Tarantino che ci dice �I’m Back�.

Le immagini crude stridono con Bang Bang cantata in un modo estremamente sensuale da Nancy Sinatra. Sei anni dall’ultimo suo film ed eccolo l� un inizio con il botto.

Per tutto il film si respira il profumo della vendetta subito ed ad ogni costo, quella vendetta che non nasce dalla testa ma dentro ed � di corsa e forsennata.
Ne risente tutta la sceneggiatura: i dialoghi, punto di forza del cinema di Tarantino, lasciano spazio a combattimenti nel salotto di Pasadina a forza di cazzotti e coltellate o a combattimenti-balletti contro mezza yakuza.
Non � per forza un difetto. Anzi, � anche questo che ci si aspetta da un film di vendetta no?
E poi adoro questa violenza posticcia, finta, estremamente scenografica che si contrappone invece al profondo realismo che pervade il cartone che racconta l’infanzia tormentata di O-Ren Ishii (Lucy Liu). La realt� che sembra un cartone e il cartone estremamente simile alla realt�. Fantastico.

I due volumi sono in realt� molto diversi. Nel secondo film Tarantino lascia da parte il suo amore i kung-fu movies e ritorna a regalarci piccole perle di pulp e noir. Il dialogo ne fa ancora da padrone ed ecco far capolino vecchie conoscenze del suo cinema.
Innanzitutto ci tengo a sottolineare il fantastico e piccolo cammeo che Samuel L. Jackson ci regala: il personaggio di Rufus dice due battute, � ripreso in controluce e fuma una sigaretta, ma regala alla scena della preparazione del matrimonio quel non so che di indispensabile.

E poi c’� la fantastica parte che recita Michael Madsen. Budd � il fratello di Bill (interpretato da un degno Carradine), stanco depresso e annoiato fa l’inutile buttafuori di un locale di una citt� sperduta nel deserto.
�Quella donna, merita la sua vendetta e noi meritiamo di morire. Ma la cosa vale anche per lei e quindi staremo a vedere… non � cos�?�
Tutti hanno la loro vendetta chi la ha attuata e chi non ancora. Budd vuole uccidere Beatrix Kiddo (uno dei tanti pseudonimi che ha il personaggio di Uma Thurman) perch� ha spezzato il cuore di suo fratello. E allo stesso tempo vuole uccidere Beatrix Kiddo per vendicarsi di suo fratello per una colpa che non ci � dato sapere.

Stessa cosa vale per Elle Driver (Daryl Hannah) che vuole la sua vendetta per essere stata per troppo, troppo tempo la seconda nella lista del suo amato Bill e probabilmente lo � ancora.

Comunque i due film, per quanto diversi e opposti su alcuni lati come quello recitativo e registico, a mio parere vanno a sfumare e intrecciarsi sul finale del primo volume. Dopo la scena del combattimento con i crazy 88 e dopo aver dato il meglio di se come regista d’azione e di combattimento ecco il finale a sorpresa che ci apre un intero mondo.

Bill, che per tutto il primo film non si vede in faccia, accarezza le spalle Sofie Fatale, aiutante e migliore amica di O-Ren Ishii, mutilata e umiliata da Beatrix che ha deciso di lasciarla in vita solo per usarla come messaggio di vendetta. Ma ecco che esce quello che non ci aspettavamo. Beatrix non sa che sua figlia � ancora viva. E Tarantino finisce il primo volume con questa atmosfera di attesa e incredulit� che lascia lo spettatore a met�.

Nel secondo Tarantino ci regala momenti di lunga attesa e di calma, molte volte anche di silenzio che per� non risultano mai, e ripeto mai, pesanti, per poi passare con estrema velocit� e semplicit� a momenti veloci e pieni di azioni. � cos� anche nel primo ma nel secondo volume tutto � molto pi� accentuato.

E Bill? Bill (Carradine) � solamente un uomo innamorato che ha �reagito male� al suo abbandono ficcandole un proiettile nel cranio. In realt� � ancora innamorato di lei come lei in qualche modo lo � di lui. Come lo uccide, utilizzando una tecnica segreta che solo lei conosce, ne � forse la dimostrazione lampante.

Tarantino quindi crea un’altra piccola perla uguale e diversa agli altri tre film che lo rendono ancora e indiscutibilmente uno degli ultimi veri filmmaker della nostra generazione, uno di quelli che vuole raccontare una storie e non solo stupire o fare i soldi.

�L’elemento fondamentale della filosofia dei super eroi � che abbiamo un super eroe e il suo alter ego: Batman � di fatto Bruce Wayne, l’uomo ragno � di fatto Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino � Peter Parker. Deve mettersi un costume per diventare l’uomo Ragno. Ed � questa caratteristica che fa Superman l’unico nel suo genere. Superman non diventa Superman. Superman � nato Superman. Quando Superman si sveglia al mattino � Superman. Il suo alter ego � Clark Kent. Quella tutta con la grande S rossa � la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono. Sono quelli i suoi vestiti. Quello che indossa come Kent gli occhiali l’abito da lavoro, quello � il suo costume. � il costume che Superman indossa per mimetizzarsi fra noi. Clark Kent � il modo in cui Superman ci vede. E quali sono le caratteristiche di Clark Kent? � debole non crede in se stesso ed � un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana. Pi� o meno come Beatrix Kiddo � la moglie di Tommy Plympton.�

Trainspotting - Numero 15 April 24th, 2006

Integralismi cinematografici

Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete un maledetto televisore a schermo gigante; scegliete lavatrici, automobili, lettori CD e apriscatole elettrici; scegliete di sedervi su un divano a spappolarvi il cervello e ad annientarvi lo spirito davanti a un telequiz. E alla fine scegliete di marcire; di tirare le cuoia in un ospizio schifoso, appena un motivo d’imbarazzo per gli idioti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro; scegliete la vita. Ma perch� mai dovrei fare una cosa del genere? Ho scelto di non scegliere la vita: scelgo qualcos’altro. Il motivo? Non c’� un motivo. Chi ha bisogno di un motivo quando ha l’eroina?

Ecco immaginate queste parole scandite dalla corsa di un formidabile Renton (Ewan McGregor) e condite con un sottofondo di Iggy Pop con Lust for Life… ecco a voi uno degli inizi pi� travolgenti della storia del cinema che ci catapulta in un film che sfonda a craniate qualsiasi clich� cinematografico sulla droga.

Si Trainspotting � un film che non tutti si possono permettere di vedere; chi ha lo stomaco deboluccio non arriva molto lontano e rischia di prendere il dvd e lanciarlo gi� per le scale. Ma chi riesce a superare qualche scena un po’ pi� pesante avr� la consapevolezza di avere fra le mani una piccola perla rara.
Trainspotting � un film che supera il bigotto ostacolo della morale e analizza la crudezza della situazione in quanto tale. E ha l’alto fine di non dare giudizi.
La gente pensa che si tratti di miseria disperazione morte, merdate del genere che pure non vanno ignorate. Quello che la gente dimentica � quanto sia piacevole. Se no noi non lo faremmo. In fondo non siamo mica stupidi. Almeno non fino a questo punto e che cazzo!
Vede il mondo dalla lente distorta del tossico dipendente che non capisce come la gente normale possa andare avanti con il suo stato di �tossicodipendenza sociale e civile�.
Quando ti buchi hai una sola preoccupazione: farti. E quando non ti buchi di colpo ti devi preoccupare di un sacco di cazzate: non hai i soldi non puoi sbronzarti, hai i soldi bevi troppo, non hai una passera non scopi mai, hai una passare rompe le palle, devi pensare alle bollette al mangiare a qualche squadra di merda che non vince mai, ai rapporti umani e a tutte quelle cose che non contano quando hai un’onesta e sincera tossicodipendenza.

� di per se un film che ha una grossa forza attrattiva verso un mondo malato. Quando ne parla bene sembra Renton sembra quasi fare uno spot a favore del mondo della tossicodipendenza. Sar� poi il regista a far vedere l’altra faccia della medaglia. La battaglia per uscirne, la dipendenza ossessiva, il dolore fisico e, solo dopo, psicologico che si prova nella battaglia per uscirne.

Ma quale dipendenza? � l’unica tossicodipendenza l’eroina? � l’unico vero male? Il modo socialmente accettabile di stordirsi della madre di Renton tramite Valium non � una tossicodipendenza?
Senza parlare di Begbie (Robert Carlyle) che si �fa di gente�, adora le risse a la violenza tutto condito dalle quantit� industriali di alcool e nicotina che assume.
Tommy (Kevin McKidd) si droga di palestra e della sua ragazza, passer� da una droga all’altra quando ne perder� una con effetti devastanti.
Tutti i personaggi vivono e sfogano il loro sentirsi inadeguati con una droga, che sia questa socialmente accettabile o no.

� comunque un film che riesce a non dare un giudizio sul mondo malato e ossessivo della droga, quello che traspare � un senso di comprensione. Tutti hanno le proprie ragioni per fare quello che fanno, sia questo drogarsi, fare un affare con degli spacciatori di professione o scappare con i soldi che erano da spartire in quattro.
Chi siamo noi per dare un giudizio?

In pi� il regista Danny Boyle riesce a riprodurre in modo perfetto quell’atmosfera di ansia e inadeguatezza che pervade l’omonimo libro scritto da Irvine Welsh che decide di giocare anche con il cinema e fa la piccola ma simpatica parte di Mikey Forrester.

Colonna sonora al limite della perfezione con il meglio della musica Inglese: Blur, Lou Reed Underworld e un citato e stracitato Iggy Pop.

Film che fa praticamente esordire un giovanissimo e promettente Ewan McGregor, scozzese, poco pi� che ventenne e pressoch� perfetto nella parte di Renton.

Per tutta la sua vita Renton decide di non scegliere la vita come lui stesso ci dice. E quando esce dal tunnel della droga se ne va a Londra per voltare pagina ma i suoi �amici� tornano prepotentemente e lo ritrascinano in un vortice di imbrogli e droga.

Renton quindi cambia cresce e matura come personaggio. Non � pi� apatico e atarassico � il momento del riscatto e del cambiamento. Ed eccolo il finale: sottofondo degli Underworld con Born Slippy e lui che scappa dalla citt�, con una nuova consapevolezza.

Mi sono giustificato con me stesso in tante maniere diverse: non era niente di che solo un piccolo tradimento o i nostri rapporti erano cambiati, sapete cose cos�. Ma ammettiamolo li avevo bidonati i miei cosiddetti amici. Di Begbie non me ne fregava un cazzo e Sicboy avrebbe fatto lo stesso con me se ci avesse pensato per primo. e spud… d’accordo per spud mi dispiaceva. Non aveva mai fatto del male a nessuno lui. Allora perch� l’ho fatto?
Potrei dare un milione di risposte tutte false. La verit� � che soni cattivo. Ma questo cambier�. Io cambier�. � l’ultima volta che faccio cose come questa. Metto la testa apposto. Vado avanti rigo dritto scelgo la vita. Gi� adesso non vedo l’ora. Diventer� esattamente come voi. Il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina il cd e l’apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai da te, telequiz, schifezze nella pancia, figli a spasso, nel parco, orario d’ufficio, bravo a golf, l’auto lavata, tanti maglioni, natali in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti, lontano dai guai, in attesa del giorno, in cui morirai�

American Beauty - Numero 14 April 18th, 2006

Integralismi cinematografici

Sam Mendes, regista esordiente, nel 1999 ci propone come suo primo film questa pellicola che rimane ancora oggi una delle pi� crude invettive contro il perbenismo e contro la famiglia americana.
Il Vuoto dipinto a sfarzo del successo ha rovinato l’intera societ� in cui vivono i personaggi e rovinano le loro speranze, voglie, ricerche e passioni.
Lester Burnam (Kevin Spacey) � un uomo completamente mangiato masticato e digerito dall’orrenda quotidianit� della vita. Ha perso completamente quella che era la sua voglia di vivere, quella felicit� provocata solo dal vivere le cose che in giovent� lo rendeva un entusiasta.
�In realt� era fantastico, era tutto sesso e spinelli�
Ma qualcosa cambia. Il personaggio di per se � completamente fermo all’apparenza ma in realt� dentro qualcosa si sta muovendo. � scontento, frustrato, stanco. E non gli va bene.
Quindi �decide� di essere attratto sessualmente da una compagna di classe di Jane (Thora Birch), sua figlia, per trovare la molla per far cambiare la sua vita.

Se voi aveste la certezza di morire nel giro di un anno che cosa fareste?

Intorno a se lui in realt� vede solo gente che ha accantonato la sua viglia di vivere, il suo essere entusiasta della vita.
Prima fra tutte sua moglie Carolyn (Annette Bening).
Dov’� quella ragazza che fingeva un attacco alle feste quando si annoiava? che correva nuda sul tetto del palazzo dove abitava per scioccare gli elicotteri del traffico? Ti sei completamente dimenticata di lei?
Ed � cos�. � questo crescere? � questo diventare adulti? � questo avere successo? Tutte domande che Lester si pone guardando sua moglie e alle quale in realt� non sa rispondere. O almeno non sa rispondere per gli altri per se stesso risponde con i fatti. Lascia il lavoro e si dedica solo ed esclusivamente a raggiungere la propria felicit�, la propria pace.

Quello della moglie in realt� � un ritratto molto triste. Completamente risucchiata dalla societ� continua a ripetersi come un mantra �per avere successo bisogna proiettare un’immagine di successo�. In altre parole? Ipocrisia.
Si nasconde dietro a uno scudo di ipocrisia per non far vedere la sua profonda tristezza e la sua ancora pi� profonda, e forse abissale, insicurezza.
Lei ricerca in qualche modo il bello fuori. Tutto deve andare bene fuori. Tutto deve essere perfetto agli occhi altrui.
Arriva addirittura a tradire il marito per proiettare una miglior immagine di successo.
� una donna triste che si � completamente dimenticata della ragazza che fece innamorare Lester, della ragazza che giocava con la piccola Jane.
Lei lo capisce alla fine, quando per� � gi� troppo tardi. Non tanto perch� Lester � gi� morto, ma perch� poco prima aveva dichiarato un placido
�[...]a scopare con quel coglione del principe dell’ammobiliare. E sa un cosa? Non mi interessa�

Lester raggiunge la sua stabilit�. Raggiunge la sua pace. Supera in qualche modo i problemi terreni. Capisce anche che l’attrazione sessuale per Angela (Mena Suvari), la compagna di scuola di sua figlia, � stato solo un pretesto per iniziare il suo cambiamento.
Arriva in una situazione emozionale che lo porta a dire di �stare da Dio�.
Il fatto che poco dopo venga ucciso � il perfetto epilogo a mio parere. Aveva raggiunto la sua meta, il suo obiettivo. Muore contento. E lo si vede anche quando appoggiata la testa sul tavolo in cucina ricoperta di sangue spicca in modo lampante un sorriso sulla sua faccia.

Personaggio chiave � anche Ricky Fitts (Wes Bentley), vicino di casa ossessionato da un padre omofobico e psicolabile, che vende erba a Lester e bene o male lo supporta per tutto il tempo della sua �ricerca spirituale�.
Nonostante tutte le sue stranezze Ricky � un personaggio molto sicuro di se stesso, e non in un modo finto e ostentato per nascondere le proprie insicurezze come lo sono Angela o Carolyn, ma perch� sa perfettamente dov’� e dove vuole andare e con che mezzi.
Ha inoltre, in modo inspiegabile per un ragazzo di solo diciotto anni, raggiunto una consapevolezza del mondo che lo circonda che Lester riesce a raggiungere solo dopo la sua morte.
Dov’� la bellezza? Cos’� la bellezza? Non � dato saperlo ma nel momento in cui la vediamo ci sembra ovvia.
� un po’ il vero personaggio positivo della storia a cui il regista regala tutta la speranza per il futuro. � come era Lester alla sua et� e sia lui che il regista sperano che la vita non distrugga il suo modo di essere come ha fatto con tutti i personaggi adulti della storia.

Vincitore di cinque premi Oscar fra cui miglior fotografia e miglio regia, entrambi pienamente meritati. Per quanto esordiente Mendes ci regala un film mai noioso e dai colori vivi.
Mentre Kevin Spacey da al film quel valore aggiunto grazie ad una recitazione straordinaria che gli � valsa la statuetta per il miglio attore protagonista.

Qual � il senso dell’intero film? Qual � il senso dell’intera vita? Cerca di spiegarcelo Lester da morto. Ma noi, con i nostri piccoli occhi mortali, siamo in grado di capirlo?


�Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell’istante prima di morire. Prima di tutto l’istante non � affatto un istante. Si allunga per sempre come un oceano di tempo.
Per me fu lo starmene sdraiato al campeggio dei boy-scout a guardare le stelle cadenti.
Le foglie gialle degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada.
Le mani di mia nonna e come la sua pelle sembrava di carta.
E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird.
E Jane… E Jane.
E Carolyn.
Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi � successo. Ma � difficile restare arrabbiati quando c’� tanta bellezza nel mondo. A volte � come se la vedessi tutta insieme. Ed � troppo. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi. E smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia. E io non posso provare altro che gratitudine.
Per ogni singolo momento della mia stupida piccola vita.
Non avete la minima idea di cosa sto parlando ne sono sicuro. Ma non preoccupatevi… un giorno l’avrete.�

Il grande Lebowski - Numero 13 April 4th, 2006

Integralismi cinematografici

Definire questo film � particolarmente arduo. Ha tutti gli elementi di un noir sul piano della storia ma fonda la sua forza su una serie enorme di battute e situazioni esilaranti che lo rendono a tutti gli effetti una commedia.
Joel Coen, regista e sceneggiatore, si diverte a ribaltare completamente quelli che sono i canoni e le atmosfere tipiche del noir, quasi dissacrandole e utilizzando una serie perfetta di luoghi comuni del cinema quasi a ridicolizzarli.
Tutti i personaggi hanno un che di paradossale, di pressoch� improbabile nel mondo reale. Ed � forse questa la forza del film.

Partendo dal protagonista, Jeffrey Lebowski (Jeff Bridges), da tutti conosciuto come Drugo (nella versione originale era Dude), possiamo gi� trovare qualcosa di impensabile nella vita di tutti i giorni.
Ormai non pi� giovane Drugo era un ex hippy e passa la sua vita fra canne, white russian e il bowling. � l’impersonificazione della pura calma e tranquillit�. Da giovane aveva dato il meglio di se nella contestazione politica (dice di essere stato uno degli estensori del manifesto di Port Huron, antesignano della contestazione studentesca) e di aver lavorato nel mondo della musica come tecnico del suono dei Metallica.
Ma, anche se non si sa il motivo, si � fermato e ora � concentrato su quelli che decide essere i suoi piaceri: alcol, mariuana e bowling.
� un personaggio essenzialmente positivo, vive la sua vita senza dare fastidio a nessuno e si trova immischiato in una storia solo per uno scambio di persona e solo perch� alcuni scagnozzi, per fargli un dispetto, gli rovinano un tappeto a cui teneva perch� �dava un tono all’ambiente�.
�gi�… beh stammi bene… io torno alla partita�
�certo, prendila come viene… so che lo farai�
�Sicuro, Drugo sa aspettare�

E questo diciamo che racchiude un po’ l’essenza del personaggio, un’essenza perfetta di quasi calma interiore. Perch� rovinarsi la vita con difficolt� che non esistono? Perch� rodersi il fegato per quelle che sono, in ogni caso, se viste in un’ottica di lungo periodo, sciocchezze?
Drugo sa aspettare. Ed � questo che lo rende uno dei personaggi migliori delle storie dei fratelli Coen.

Il Drugo per� � anche contornato da un sacco di personaggi, come Walter Sobchak (il mitico Johnny �pace all’anima sua� Goodman) che risulta essere, in qualche modo, il duale del Drugo e quindi sua perfetta spalla.
Veterano del Vietnam Walter � essenzialmente un fanatico. Fanatico religioso, fanatico delle regole, fanatico del suo essere stato in Vietnam.
Vive ogni suo momento come se fosse ancora in Vietnam a combattere e in realt� non vorrebbe altro. Tornato dal Vietnam, come gran parte dei reduci di quell’infausta guerra, viene abbandonato dallo stato a se stesso e come se non bastasse viene abbandonato anche dalla moglie.
�Questo non � il Vietnam. � il bowling, ci sono delle regole!�
Quest’ultimo un abbandono che dimostra di non aver superato, rimanendo legato in modo ossessivo alla religione ebrea che la moglie gli aveva fatto abbracciare.
In realt� � mosso da buoni sentimenti, cosa che lo rende un personaggio molto positivo. Il modo in cui cerca di perseguire i suoi obiettivi � pressoch� grottesco e aggiunge una grande ilarit� alla storia.

Piccolo personaggio invece quello di Theodore Donald ‘Donny’ Kerabatsos interpretato da un superlativo, come al suo solito, Steve Buscemi. Donny non � in realt� una parte attiva della storia, passa il suo tempo a fare strike e a sentenziare frasi del tipo �oggi mi sento un cannone�.
E a cercare di entrare, inutilmente, nei discorsi fra il Drugo e Walter.
Anche lui ha avuto una storia passata piena di vita: lo sappiamo per vie traverse, come tutte le storie degli altri personaggi, ma lui � stato un grande surfista e ha conosciuto tutte le onde di tutte le spiagge di Los Angeles.
Ironia degli sceneggiatori, Donny morir� quando mancher� uno strike.

I Coen quindi ci regalano questi personaggi un po’ strani ma simpatici, che in fondo si sanno godere la vita e la vivono nel modo pi� piacevole dal loro punto di vista e questa visione viene sottolineata da come vengono dipinti invece chi ha vinto nella vita.
I capitalisti, rappresentati da �Il grande Lebowski� e da produttore di porno Treehorn, sono visti in realt� come i veri e propri cattivi della storia. Legati morbosamente alla loro vanit� e al loro potere vivono una vita convinti di aver vinto.

Per il resto il film passa nel pi� completo buon umore e divertimento.
Geniali sono le trovate dei momenti onirici del Drugo. Si ritrova ballando in costume in grandi musical dalla scenografia spettacolare, vola sulla citt� e lungo una pista di bowling sotto le gambe di una decina di ballerine.
Solo per queste immagini psichedeliche vale la pena di guardare il film.

Vi lascio con una delle pi� belle presentazioni di un personaggio che mi ricordi, una voce fuori campo, una musica molto radio anni ‘40 e tanti luoghi comuni cinematografici:


�Nel lontano Ovest conoscevo un tipo, un tipo di cui voglio parlarvi.
Si chiamava Jeffrey Lebowski, o almeno cos� lo avevano chiamato gli amorevoli genitori. Ma lui non se ne serviva pi� di tanto, Jeffrey Lebowsi si faceva chiamare ‘Il Drugo’.
Gi� Drugo, dalle mie parti nessuno si farebbe chiamare cos�. Del resto con Drugo erano parecchie le cose che non mi quadravano e lo stesso vale per la citt� in cui viveva per� era proprio per questo che trovavo tanto interessante quel posto. La chiamavano Los Angeles, la citt� degli angeli, a me non sembrava che il nome le si addicesse anche se devo ammettere che c’era parecchia gente simpatica. Certo non ho mai visto Londra e non sono mai stato in Francia e non ho mai nemmeno visto la Regina in mutande come dicono alcuni per� posso dirvi una cosa: dopo aver visto Los Angeles e vissuto la storia che sto per raccontarvi beh penso di aver visto quanto di pi� stupefacente ci sia da vedere in tutti quegli altri posti e in tutto il mondo.
Perci� posso morire con un sorriso senza la sensazione che il signore mi abbia fregato.
La storia che sto per raccontare � successa nei primi anni novanta nel periodo del conflitto con Saddam e l’Iraq.
Lo dico solo perch� a volte si incontra un uomo… non dir� un eroe… perch� che cos’� un eroe… ma a volte si incontra un uomo… e sto parlando di Drugo… a volte si incontra un uomo… che � l’uomo giusto al momento giusto… nel posto giusto. L� dove deve essere. E quello � drugo di Los Angeles.
E anche se quell’uomo � pigro… e Drugo lo era di sicuro… forse anche il pi� pigro di tutta la contea di Los Angeles… il che lo mette in competizione per il titolo mondiale dei pigri… a volte si incontra un uomo… a volte… si incontra un uomo… aaaah, va beh ho perso il filo del discorso… al diavolo… � pi� che sufficiente come presentazione.�

Il Caimano - numero 12 March 29th, 2006

Integralismi cinematografici

Primo Integralismo Cinematografico in tempo reale. Eh s� perch� questa settimana ho deciso di lanciarmi in quello che � un po’ l’evento cinematografico primaverile.
Moretti si o Moretti no? Un film che fa bene alla sinistra o un possibile effetto Michael Moore?

Ma partiamo con calma.
Nanni Moretti inizia un nuovo film. Si dice che non sar� pi� lui l’attore protagonista, si dice che sar� un film su Berlusconi. Ma tutto, tutto anche parte del cast, � coperto dal pi� completo silenzio.

Furbo � stato l’ottimo Fabio Fazio che ha chiesto al regista: �Nanni, hai visto? hanno messo le elezioni 22 giorni dopo l’uscita del tuo film�.

Ed � cos�, tutti che hanno iniziato con recensioni preventive, come lo stesso Moretti le ha definite, con interviste da entrambi gli schieramenti di �dichiarazioni di veduta�.

Per favore, smettetela di pensare che il Caimano � un film su Berlusconi. Penso sia da idioti credere che Moretti, di cui ho una stima cinematografica pressoch� enorme, possa basare un suo intero film solo su un discutibile e, diciamo, poco pulito avversario politico.
Berlusconi � in realt� solamente un pretesto, il motore che fa muovere tutte le altre storie che popolano il copione.

In tutti i personaggi c’� un po’ dell’autore ed � per questo che � giusto per me dire che � essenzialmente un film Moretti.
Pensateci Moretti regista che sente il bisogno fisico e fisiologico di fare un film su Berlusconi �perch� la gente deve sapere�, perch� non � normale che in uno stato civile non si possa parlare di certe cose che rimangono a tutti gli effetti dei Tab�.
E non � un caso che il film che vuole essere prodotto all’interno della storia abbia lo stesso nome del film che stiamo guardando.
Jasmine Trinca inoltre dimostra di essere cresciuta, di non essere pi� la ragazza adolescente di �La stanza del figlio� o �La meglio giovent�. Giovane donna interpreta una versione di Moretti giovane, testarda e determinata, come era lo stesso Moretti agli esordi, ma non priva di sporadiche ma profonde insicurezze.

E poi c’� il personaggio di Silvio Orlando un produttore che si pone come duale, o meglio ancora versione invecchiata, del personaggio di Jasmine Trinca. Stanco e affaticato dalla vita e dalla fatica di essere un produttore in difficolt� finanziaria si imbarca in un progetto pi� per disperazione che perch� ci crede. E questo cambier� bene o male le sue sorti.
Moretti ci racconta tutto il suo dramma e in tutte le angolazioni del caso: economiche, professionali, personali e familiari.
Racconta un personaggio indagando perfettamente il suo intimo, il suo essere padre di famiglia prima di tutto. Le scene con la moglie e con i figli sono piccole perle di quotidianit� familiare che non stonano ma aggiungono profondit� e completezza al personaggio.
Senza parlare della storia di amore con sua moglie. Si lasciano e lui ne vive al pieno il dramma non riuscendo a superarne il distacco. �Che cazzo ti ho fatto eh?� le urler� preso dallo sconforto nel momento pi� basso della sua disperazione.
Ironia della sorte dopo l’atto finale del loro matrimonio le cose torneranno come prima e Moretti ci racconta il loro amore in un modo molto bello ed inusuale: loro due in due macchine diverse (la sua un pochino pi� rovinata e �malconcia�) che continuano a superarsi, salutarsi e cercarsi.

Di nuovo Moretti qualcuno potrebbe dire. Di nuovo il Moretti sottile arguto e pungente di �Palombella Rossa� unito al Moretti divertente, ironico e dissacrante di Aprile.
Non son mica tanto d’accordo. �La stanza del figlio�, e spezzer� ora una lancia a suo favore, era anche quello Moretti. Le scene di famiglia e di calore familiare che prima di Aprile non erano nemmeno contemplate nelle sue opere ora ne sono una parte dominante. � un Moretti cresciuto e maturo forse.
Ed � lui stesso a suggerirci la chiave di lettura dell’intero film.
Silvio Orlando, Jasmine Trinca e Moretti sono in una macchine e mentre Nanni guida canta a squarciagola una canzone, situazione esattamente identica ad una scena di �La stanza del figlio�, e lo fa come per prendere in giro i suoi detrattori e a dirgli: �vedete anche quello era Moretti�.
Detto questo arriva il suo piccolo manifesto sul film che ha girato: �Non l’ho letta la sceneggiatura ma so gi� di cosa parla. Parla di quello che si vuol sentire dire il popolo della sinistra: Berlusconi si fa il lifting e gli riesce male, Berlusconi si fa il trapianto e gli riesce male. Chi voleva informarsi lo ha gi� fatto�.
Ed � proprio cos�. Moretti non informa. Moretti racconta una storia che non c’entra niente con Berlusconi e la sua ascesa al potere. Non ne ha la minima intenzione.
Che sia chiaro, non � che manca un giudizio sul cavaliere e sulla sua storia. Anzi…

Come al suo solito Moretti ama autocitarsi e quindi vediamo anche una bellissima scena, in un momento in cui, magicamente, tutto va bene e si sistema senza la minima fatica, che chi sta lavorando al set balla a tempo di musica, proprio come si faceva alla fine di �Aprile� e proprio come si fa nella pi� grande opera mai realizzata da Nanni Moretti, il musical su un pasticcere trotzkista nell’Italia degli anni cinquanta. E, come ho sempre detto, non � un’autocitazione violenta, inutilmente auto celebrativa, ma ha un che di familiare, tipicamente morettiano e soprattutto mai fastidioso.

Ed � esattamente cos�. Per quanto Moretti si sia ispirato per temi e storia alle vicende che hanno contornato il documentario di Enrico Deaglio �quando c’era Silvio� (che anche cita mi sembra nei vari discorsi del personaggio di Orlando) non ha nessuna intenzione di essere storiografico, di spiegare da dove arrivino tutti quei soldi.
Moretti racconta la storia dei suoi personaggi e poco bada a Berlusconi. Le uniche immagini del Cavaliere sono quelle dell’infausta scenetta del Kapo a Strasburgo con Schulz. E sono propedeutiche ad una presa di posizione del protagonista.

I due protagonisti, Silvio Orlando e Jasmine Trinca, sono stati, a mio parere ineccepibili.
Jasmine Trinca, cresciuta, maturata, diventata donna e attrice seria e consapevole � diventata un punto fermo per Nanni Moretti. Basti dire che l’unica altra donna a fare due film con questo regista � stata Laura Morante: per lei per� ci sono voluti venti anni per rincontrare Nanni.
Ma gi� con “la stanza del figlio” Moretti era particolarmente entusiasta di questa piccola perla che aveva trovato.
Silvio Orlando, beh, probabilmente ha trovato in Moretti quello che � il suo regista preferito, colui che riesce a indirizzarlo meglio rendendo la sua ottima capacit� recitativa magistrale.

Non sto a svelare, per questione di rispetto, il finale del film. Ma penso che questo sia uno dei finali pi� inattesi, e quindi si spiega il perch� si tutto il silenzio che ha circondato il film, e emotivamente violenti che lo stesso Moretti abbia mai fatto.

Ricordandovi che a fine maggio c’� Cannes dove Moretti � amato come pochi e Berlusconi odiato come meno ancora, vi lascio con una piccola citazione, questa volta a memoria:

E� inutile fare un film sulla storia di Berlusconi perch� tutti sanno
gi� tutto e poi lui ha gi� vinto: ci ha cambiato la testa 30 anni fa�.

American Graffiti - Numero 11 March 20th, 2006

Integralismi cinematografici

Dov’eri nel 1962? George Lucas riassume nel sottotitolo tutto ci� che rappresenta questo film.
American Graffiti � infatti una summa perfetta di tutto ci� che era l’atmosfera che si respirava in quegli anni in cui non c’era ancora il Vietnam, Kennedy era ancora vivo e c’era solo tanta vita da vivere davanti a se.

Il film poteva diventare solo una pellicola generazionale per un pubblico pressoch� adolescenziale. In realt� Lucas si spinge in una tematica un pochino pi� corposa. Quattro amici che si trovano davanti una notte che cambier� in modo radicale la loro vita. Una notte che in qualche modo si pone come separatore fra la vita da adolescente e quella da Adulto.

Questa storia ebbe in realt� molto pi� successo di quanto gli stessi Lucas e Coppola che fecero anche da produttore, potessero mai sperare.
American Graffiti, oltre a consacrare Lucas come regista di livello superiore, lanci� nel mondo del Cinema attori che rimangono, nel bene e nel male, sulla cresta dell’onda anche oggi: infatti Ron �Ricky Cunningham� Howard e Harrison �Han Solo� Ford iniziano da qui quella che sar� una carriera lunga e longeva nel mondo del cinema.
Ottima la prestazione di Cindy Williams che ricorderemo in futuro per essere stata la Shirley della fortunata serie televisiva spin-off di Happy Days �Shirley e Laverne�.

Quattro amici si trovano quindi davanti alla notte che li porter� a crescere e prendere nuove strade.
Le singole storie di per se non sono niente di trascendentale. Raccontano quattro avventure che potrebbero bene o male essere capitate a qualsiasi ragazzo.
C’� il bravo ragazzo innamorato Steve Bolander (Howard) e quello invece che non riesce ad accettare il ruolo di quello che ha gi� una vita prestabilita, studio lavoro famiglia e chiesa, John Milner (Dreyfuss). Entrambi vogliono scappare da quella citt� che li ingabbia e che sentono troppo stretta per loro. Ma mettere le ali e volare � molto pi� difficile di quanto sembri.
Poi c’� John (Lemat) che invece ha accettato il suo ruolo di �bullo�, buono, generoso, con il pacchetto di sigarette nel risvolto della maglietta e il pettine da far passare nei capelli impomatati.
Ed infine lo sfortunato e impacciato Terry (Charlie Martin Smith) che prova i suoi timidi e goffi approcci con l’altro sesso.
� anche qui il modo di raccontarle che fa la differenza. Ognuno di noi viene catturato dalla normalit� dei personaggi e si identifica nei loro comportamenti da adolescenti.
Inoltre ho trovato particolarmente azzeccato il personaggio di Lupo Solitario: vera e propria icona della generazione tutti i personaggi si riferiscono a lui come un vero e proprio eroe, un mito da seguire e imitare.
Lui in cambio per tutto il film cura e protegge i protagonisti quasi fossero dei fratelli minori. Per tutto il film la sua trasmissione fa da sottofondo alle immagini. Tutte le canzoni tutti i commenti che fa sembrano consigli che elargisce a chi � in difficolt� in quel momento.

Insomma nel totale un film piacevole anche se lontanissimo dal Lucas di Star Wars e dell’intera saga dove predomina da un lato l’effetto speciale e dall’altra la politica.
Questo � un film legato molto ai personaggi e all’atmosfera che l’ambietazione riesce a regalare.
Infatti dopo il successo di questo film ci fu un grande ritorno alle atmosfere degli anni ‘50 che port� alla edizione di uno degli show televisivi pi� visti e seguiti: Happy Days!

"a dunque ho qui una dedica di un amico di lupo solitario. Lui vuole che dedichi il prossimo disco ad una ragazza bionda su una thunderbird, una thunderbird bianca. Il mio amico si chiama Curt e vuole parlare con te, pupa. Dice che o vi incontrate a Burger City o tu gli telefoni a Diamond 3132. Curt � un mio caro amico. Quindi � meglio se lo chiami se no Lupo solitario ti viene a prendere e ti porta via eh!"