Il primo approdo di un integralismo cinematografico fuori dagli italici confini avviene con quello che secondo me � il pi� talentuoso dei �movie brats�, i ragazzacci del cinema: Martin Scorsese.
Fino alla met� degli anni settanta Hollywood creava film �con lo stampino�: sempre le stesse storie che venivano girate da registi che venivano definiti degli �operai specializzati� dell�industria del Cinema.
Insomma erano gli studios che decidevano quale film, con quale storia e a chi farlo fare.
Poi sono arrivati i movie brats: Scorsese, De Palma, Spielberg, Lucas e Coppola. Stessa cultura e stessa formazione cinematografica.
Erano i rivoluzionari del cinema, avevano per un breve periodo, creato un filone di puro sperimentalismo caratterizzato da una sfrontata e frontale contestazione ai grandi Studios.
Poi, passata la spinta rivoluzionaria, loro riuscirono nell�arduo compito di unire i soldi degli Studios con la loro voglia di sperimentalismo e i risultati di critica e di pubblico.
Martin Scorsese � un figlio dei quartieri di New York. E questo traspare in tutti i suoi film. Da piccolo viveva in uno di questi quartieri a stretto contatto con miseria e terrorizzante violenza. Lui stesso ci racconta che un bambino di otto anni di fronte all�orrore scappa per� �io non potevo correre perch� avevo l�asma. Allora non fuggivo ma guardavo. � in quel periodo che ho imparato a vedere�.
Voleva diventare prete e intraprese la strada del seminario. Le sue amicizie poco raccomandabili lo fecero espellere dal eminario. Quella di Scorsese � una storia veramente da film: seminario, amicizie poco raccomandabili, droga e fallimenti coniugali. Quello che mi sorprende � che in tutto questo marasma che � stata la sua vita ecco spuntare dei film che sbocciano come fiori, di una genialit� e di un bellezza estetica fuori dal comune.
Toro Scatenato � un film che Scorsese non voleva fare. Invischiato nei problemi e con un altro divorzio passava di tutto per la mente di Scorsese fuorch� fare un film. Ma De Niro si sa, � un tipo coriaceo.
� infatti merito del buon Bob che Martin Scorsese si convinse.
La storia aveva stregato De Niro che era uscito da successi come Taxi Driver dell stesso Scorsese e il secondo capitolo della trilogia de �Il Padrino� di Coppola. La storia ci racconta l�abnegazione di De Niro come attore: passa giorni interi con Jake La Motta e sua moglie per capire a fondo i personaggi e si allena per un anno intero con il toro del Bronx. Lo stesso La Motta dopo un anno dir� che De Niro, dopo pi� di mille round di allenamento effettuati, sarebbe stato pronto per il pugilato professionistico.
Senza contare che la leggenda di questo film e di De Niro attore si � formata quando le riprese sono state fermate per quattro mesi per dar modo a Bob di ingrassare trenta chili per interpretare un Jake La Motta in declino.
Ma torniamo al film. La prima cosa che colpisce � sicuramente la scelta, ai tempi rischiosissima per i botteghini, del bianco e nero. La leggenda ci racconta come questa scelta sia stata una questione di guantoni: infatti qualcuno fece notare a Scorsese come ai tempi i guantoni non fossero rossi e che ci volevano guanti neri, lui piuttosto di girare senza guanti rossi opt� per il bianco e nero.
Da sottolineare � come questa scelta comportasse tutto un diverso modo di girare. Infatti non avendo tutta la gamma dei colori nel bianco e nero le luci e quindi la fotografia diventano ancora pi� essenziali e fondamentali di quanto lo siano normalmente.
Insomma Toro Scatenato, Raging Bull titolo originale, � la storia di questo pugile, Jake La Motta (De Niro): racconta la sua parabola, la sua ascesa al titolo dei pesi medi e il suo declino.
Jake La Motta � un personaggio un po� irritante, fastidioso a tratti. Ha un comportamento odioso. Violento anche in casa e prepotente oltre che maschilista e irrimediabilmente sospettoso. Lo stesso La Motta, quando � andato a vedere il film nelle sale un po� depresso chiese alla ex moglie Vickie �Ero veramente cos� e pare che lei abbia risposto �Tu eri peggio�.
Ma la magia di questo film � che Scorsese e De Niro riescono in qualche modo a fare affezionare lo spettatore a questo strano personaggio. Si tifa per lui in ogni match. Sia questo sul ring o nella vita.
I match sono in realt� la parte che esprime il vero genio di Scorsese. Tutti gli incontri sono fra loro diversi e unici.
Lo stesso Scorsese ci racconta: �Per le sequenze dei combattimenti io e Michael Chapman, l�operatore, trovavamo ogni giorni enormi difficolt� per sistemare fisicamente le macchine in modo da ottenere le inquadrature che volevamo�. Nonostante questo il risultato � esaltante.
Ad esempio il primo match che vediamo con Sugar Rey Robinson, suo rivale indiscusso, � molto chiaro, limpido. Il Ring � spazioso e bello largo: tutto portava a come viveva in quel momento il match Jake La Motta. Essendo un match in cui lui ha dominato, in cui lui aveva il completo controllo l�immagine � semplice.
Cosa che non avviene nel secondo match con Robinson. Qui le immagini sono molto confuse. Tutto sembra molto sfocato. Il Ring sembra inserito in un girone infernale con il fumo che lo circonda. Infatti anche qui rivediamo tramite le immagini lo stato psico-fisico del pugile. Lui credeva di aver battuto Rey dopo averlo steso due volte. Perder� ai punti.
Jake La Motta intanto aveva vinto con tutti, era diventato campione anche grazie agli aiuti della malavita del suo quartiere. Jake � pronto per prendersi il titolo che gli spetta. La tensione che viene dipinta nella scena della stanza d�albergo prima del match � pazzesca. � presente nell�aria si pu� quasi toccare. De Niro riesce con questa interpretazione a farci vedere l�enormit� del suo talento.
E in quasi in un botta e risposta Scorsese risponde con un piano sequenza perfetto nella scena dopo. Dagli spogliatoi dove Jake si sta scaldando si esce e seguiamo il pugile e il suo staff per i corridoi fino all�area e al ring in un crescendo di emozioni tensione e adrenalina fenomenale. Vincer� il titolo e coroner� il suo sogno.
A concludere il ciclo dei suoi incontri c�� il match valevole per il titolo sempre con Sugar Rey. Perder� e anche qui tutta la scena � in empatia con il pugile. I due opponenti combattono alla pari per quasi tutto il match. Fino a quando il match cambia e Sugar Rey ha la meglio. Montaggio geniale della scena con immagini ravvicinate e veloci con colpi secchi e di un realismo e crudezza impressionante. Ma la differenza di questa scena la fa il montaggio sonoro che intervalla momenti di pi� completo silenzio a momenti in cui le urla del pubblico e il rumore sordo dei pugni sono altissimi. Come gi� detto vince Robinson ma Jake si avviciner� e gli urler� in faccia la sua vittoria:� Non sono andato gi� Rey, non mi hai fatto andare gi� Rey�.
Da quel momento la vita di Jake cambia. Compra un locale e diventa un cabarettista, un uomo di spettacolo. Cosa che non mi stupisce molto in quanto anche il pugilato per lui era spettacolo. E lo si capisce quando lui si ricicler� in questa nuova forma di spettacolo. Anche se meno di successo. Infatti arriveranno i guai. I debiti e la galera. Il divorzio con sua moglie Vickie.
Personaggio fondamentale e perfettamente interpretato da Joe Pesci � il fratello di Jake La Motta. Un�interpretazione fantastica e mi spingerei a dire quasi pari a quella di De Niro che, non so per quale motivo, non gli � valsa l�oscar per miglior attore non protagonista.
Importante � da sottolineare come il montaggio di questo film, come di tutti i film di Scorsese, siano probabilmente quel valore aggiunto che rendono qualsiasi opera di questo regista arte. Tutto merito di Thelma Schoonmaker che, a mio parere, � forse una delle migliori montatrici che ci siano al mondo. Ha vinto due oscar per il miglior montaggio di Toro Scatenato e di The Aviator, entrambi di Scorsese.
Film al limite della perfezione ancora una volta Scorsese ci dimostra cosa voglia dire fare un film e fare il Regista (s� con la R maiuscola). Peccato che queste lezioni di Cinema (s� s�, con la C maiuscola) non vengano comprese dall�accademia degli Oscar che si ostina ancora a non dargli quello che � suo di diritto: l�oscar come miglior regista.
Vi lascio, anche questa settimana con un piccolo monologo tratto da Toro Scatenato:
Me li ricordo ancora gli applausi me li sento ancora nelle orecchie. E me li porter� dietro per tutta la vita. Ricordo una sera, mi tolsi l�accappatoio e casc� il mondo: avevo scordato i pantaloncini.
Mi ricordo tutti i K.O., tutti i ganci tutti i jeb, � il sistema peggiore per fare una bella cura dimagrante.
La mia non � stata una vita squallida. Anch�io ho avuto� e mi farebbe piacere sentirmi applaudire quando recito come fate con � quando recita Shakespeare. �Un cavallo un cavallo il mio regno per un cavallo� Io sono sei mesi che non ne becco uno!
Ma io non sono Oliver, anche se mi farebbe piacere. E poi lo vorrei vedere sul quadrato recitare
se con Sugar si misurasse
chiss� quante ne pigliasse.
Per cui datemi una rima
Jack il toro si scatena
Perch� oltre il pugilato
Sono attore raffinato!
QUESTO � SPETTACOLO (that�s Enterteinment)